Silvia Demartini

così sono rinata


Mi sono svegliata alle 6: ho caricato la sveglia apposta. Eppure sono in vacanza.
No, non sono masochista. Sono solo felice.

Esco dalla stanza dell’hotel, poche centinaia di metri nel vivace chiacchiericcio dei merli e dei passeri ed eccomi davanti al mare. Mi è sempre piaciuto fermarmi a guardarlo, perdermi in quest’enorme quantità d’acqua piena di vita. Lo sguardo arriva, inevitabilmente, come ogni volta, alla linea dell’orizzonte, così piatta, così ferma, così netta tra l’acqua e il cielo, separazione artificiale tra due azzurri diversi. Seguire questa linea orizzontale e percorrerla in un senso e poi nell’altro, fin dove lo sguardo me lo consente, mi ha sempre rassicurato, come fosse il movimento di quella tenera carezza che mio papà mi faceva da piccola, sul naso, per farmi addormentare.
Per me il mare è l’apertura sulla vita.

Sono felice. Man mano che il sole cresce e acquista calore, conferisce forma ai fondali, profondità e consistenza alle acque. Il mare diventa sotto i miei occhi una tavolozza di colori, dal blu intenso al turchese, dal verde veronese scuro al verde quasi smeraldo fino ad un verde acqua così chiaro da sembrare trasparente e quasi incolore.
Sono felice. Non solo perché sono al mare, dopo 3 anni che non lo vedevo.

Mi faccio coccolare dalla brezza che si sta alzando, dal rumore delle onde e dalle barche attraccate, dal sole appena sorto, e sono qui senza aghi, senza cateteri, senza microinfusore, senza insulina. E, soprattutto, senza quei mille pensieri sul diabete che un diabetico ogni giorno ha, per poter sopravvivere, e che una persona sana neanche si immagina. Sono pensieri che presto diventano così “normali” che un diabetico appena se ne accorge, li dà per scontati, ma occupano gran parte della mente e delle energie di una persona.
In questo momento, in questo luogo le mie energie sono tutte per me e per questo mare.

Sono felice e me lo sono proprio meritata questa felicità.
Solo cinque mesi e mezzo fa, esattamente alle 21 della notte del 31 dicembre 2003, io mi risvegliavo in una stanza del reparto di terapia intensiva a Pisa. .
Eppure ero felice anche allora...... Finalmente ero stata operata. Finalmente avevo dentro di me un organo non mio ma che speravo presto sarebbe diventato parte di me a tutti gli effetti: un pancreas nuovo, un pancreas in grado di produrre insulina!
Non è stato facile, è stata una ripresa lenta che dura tutt’ora ma nulla potrà valere quanto quella frase dell’infermiera al quarto giorno: “Ti togliamo l’insulina!”
Ancora adesso, come quel mattino del 5 gennaio, quando nel mio silenzio, ascolto quelle poche parole, provo una gioia infinita e piango di commozione, come allora.

Da quel mattino del 5 gennaio non ho più fatto insulina.
Mi immagino il dialogo interiore che deve essere avvenuto i primi giorni dopo il trapianto, tra me e il nuovo pancreas.
- Vieni con me.
- Ma io ho appena vissuto la morte con l’uomo di cui sono stato parte per 38 anni.
- Non aver paura.
- Sono stato sbattuto nel tuo corpo sconosciuto, in un posto che non è il mio: qui, attaccato all’intestino, vicino al fegato.....
- Ma io ti amo. Io ti ho accettato nei miei pensieri e nel mio sentire da tempo, perché io ho avuto il tempo di imparare ad amarti, prima ancora che tu arrivassi. Impara ad accettarmi anche tu e allontaneremo il dolore e la paura.
- Sono stato strappato per un soffio alla morte, preso, congelato, sballottato in giro............
- Non aver paura. Vieni con me, e staremo allegri
Deve essere una frase che ho letto da piccola nel Pinocchio di Collodi.
E lui ha accettato di venire con me.

Fino ad allora avevo usato le sfumature del grigio per dipingere la mia vita. Ora voglio usare tutti i colori per renderla più vita e più completa.
Colori come questi del mare davanti a me, che si sta lentamente popolando di bagnanti, di ombrelloni, di voci e di rumori. Il sole, me ne accorgo solo ora, inizia a scottare.
È ora di tornare in hotel e di gustarmi la colazione.
Il resto della giornata sarà vita!


Silvia Demartini


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 27 Settembre 2004 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/staff/s_demartini.html

Patrizia Romano La redazione si presenta Stefano Paolocci
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