Ginette Marra
Qualcosa si è acceso dentro alla mia testa...
Sono Ginette, nata il 21 Aprile del 1971, in Francia. Vivo ora a Cosenza, in Calabria. Mi sono sposata a 21 anni per amore, ammalata a 21 di sclerosi multipla. La mia amica. Mi dicevano di non rischiare ad avere figli. Sarei stata per sempre una persona incompleta? Avrei mai permesso alla malattia di annientare la mia vita? No. Mai.
Poi al mondo sono venuti Giulia che ora ha 10 anni e Nicola che ne ha compiuti 8 da poco. Due splendidi bambini che sono tutta la mia vita. Purtroppo però come accade a volte, le persone per qualche ragione che fatico ancora a capire, finiscono col separarsi, così io e mio marito abbiamo preso strade diverse.
Da allora, loro due sono ciò che del nostro grande amore è rimasto di più bello.
Il mio piccolo è finito in ospedale quest’anno ad Agosto, il primo di Agosto, perché sentivo che qualcosa non andava. Insomma tornando da casa del papa’ lui era stranamente gonfio, il suo collo, i suoi occhi...
E poi così tante volte al bagno... aveva una puntura d’insetto sul viso... Non ho mai pensato al diabete.
Niki prima di andare a mangiare un bel gelato facciamo una corsa in ospedale e vediamo che dicono di questa puntura...
Per fortuna mi sono ricordata di dire in reparto che il bimbo aveva frequente bisogno di urinare... Per fortuna il gelato non lo avevamo mangiato... magari al cioccolato. Magari quella sera sarei tornata a casa senza passare dal pronto soccorso, rimandando all’indomani... con quali conseguenze?Una glicemia a 470 a digiuno da 7 ore...
Dai andiamo un paio di minuti in ospedale...
Due minuti che mi hanno sconvolto l’esistenza... il diabete? Ma non è la malattia di persone anziane?
Sgomento, incredulità... Dolore.
Dopo uno sfogo più che comprensibile nel corridoio del reparto di pediatria, qualcosa si è acceso dentro alla mia testa... La stessa luce che si era accesa per me anni prima...
Non sarei stata utile a nessuno in quello stato... Mi ero quasi convinta che non ci fosse stata mai una fine al “peggio”.
Ma il peggio di quel momento sarebbe stato cadere in depressione. Così ho reagito.
In una settimana ho seguito le “lezioni” della splendida Dott.ssa Vaccà, che ho ossessionato giorno e notte pur di sentirmi in grado di affrontare questa ennesima prova, ho tenuto personalmente a fare io stessa le iniezioni di insulina... io che mi ero giurata di non fare mai una sola puntura!!
Il bambino era sereno... E questo per me era la cosa che più contava.
Dopo il ricovero con amici e figli al seguito un bel viaggio a Mirabilandia...
La vita deve continuare, sempre e comunque... E se a volte ho pianto è sempre stato fatto di nascosto.
Quando ho conosciuto questo sito, non capivo perché voi tutti chiamavate il diabete “un amico”...
Ora, leggendovi e vivendo la malattia attraverso mio figlio, ho capito.
Ed è voi che devo ringraziare perché mi avete insegnato tanto.
Per questo ho deciso di mettere a disposizione le mie conoscenze in lingue, per starvi vicino con quello che posso come meglio posso, nella speranza che un giorno, possiamo tutti vivere la felicità di apprendere di una cura che sarà risolutiva.
Io ci credo. E voglio essere qui con tutti voi.
Ora sto guardando lui, davanti alla tv, sereno come tanti altri, lui, il mio bambino, con la sua bella croce di cui ancora non credo ne abbia tutta la consapevolezza.
E vi ringrazio uno per uno, per l’essermi stata vicina anche senza sapere della nostra esistenza.
Ginette Marra
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 21 Dicembre 2004 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/staff/g_marra.html
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