Carmelo D'Alessio

un diabetico appassionato...

Il mio nome è Carmelo D’Alessio, sono nato il 25 Gennaio 1971 a Brindisi, dove tuttora risiedo assieme a mia moglie Annamaria, con cui mi sono sposato nel Giugno 2003. Fino all’età di sette anni, la mia vita è stata assolutamente normale e felice, ero un bambino tranquillo e curioso. Nell’Aprile del 1978, in coincidenza con una malattia esantematica, iniziai a dimagrire, a bere ed urinare molto. I miei genitori, preoccupati, mi portarono dal pediatra, il quale disse che si trattava di una semplice faringite. I suddetti sintomi, però, si aggravavano di giorno in giorno, finchè fui condotto da un altro medico. Anch’egli tranquillizzò i miei, imbottendomi di vitamine, convinto che fosse un deperimento organico dovuto alla crescita. Io, intanto, cominciavo a respirare con difficoltà e, una sera, le condizioni si fecero allarmanti. A questo punto, mia madre telefonò immediatamente ad uno zio di Benevento, mio omonimo, medico specialista in malattie infettive, il quale, senza neanche aver sentito la totale descrizione dei sintomi, consigliò di portarmi con urgenza a Bari, presso il locale Policlinico.

Quel viaggio, da Brindisi a Bari, è un ricordo vivo in me, perchè sentivo di essere vicino alla morte. Probabilmente, se non avessi trovato quella notte, il medico di guardia (che oggi è uno dei miei diabetologi), adesso non sarei qui a raccontare la mia storia. La mattina seguente, risvegliatomi dal coma, mi fu praticata la prima iniezione d’insulina. Ero diventato diabetico! Da allora, dopo un ragionevole periodo di convalescenza ed adattamento, tutto riprese il suo normale corso, la vita, la scuola, i giochi. Qualcosa era cambiato, ma grazie al prezioso aiuto di medici e famiglia, riuscii a superare quel momento. I controlli presso il centro di diabetologia pediatrica del Dott. Francesco Dammacco (ante litteram rispetto alla legge 115/87 che li istituì successivamente in ogni regione), si sono regolarmente succeduti ed ancora oggi sono in cura lì. In quel meraviglioso centro, sono cresciuto come una persona normale, mi sono interessato sempre delle novità, tanto da provare, molti anni or sono, una delle prime pompe insuliniche. Più recentemente, invece, ho partecipato allo studio clinico “Novopen 1.5”. Nell’Agosto del 1997 ho presentato alla mia èquipe ed all’associazione (A.P.G.D.) un programma di gestione del paziente diabetico, teso alla formazione di gruppi di lavoro e terapia di adulti diabetici in reparti pediatrici, poichè le esigenze di bambini, adoloscenti e ad adulti, richiedono percorsi terapeutici diversificati, sia per qualità che per quantità del servizio. Le entusiaste reazioni dei miei destinatari, si sono, però, presto infrante dinnanzi alle difficoltà economiche che tale iniziativa implicava.

Il mio controllo metabolico è ottimo, sono esente (per ora!) da complicanze, sebbene il mio zelo, talora eccessivo, mi ha causato molte crisi ipoglicemiche, anche di grave entità. Ogni medaglia ha il suo rovescio!

Oggi la mia vita è quella di un ragazzo normale: ho conseguito la maturità scientifica, ho iniziato e lasciato più volte l’università, infine abbandonandola, sono un impiegato amministrativo della British American Tobacco Italia, pratico attività sportiva a livello agonistico come arbitro nazionale di basket, sono istruttore miniarbitri della provincia di Brindisi. Per l’hobby che pratico, conosco tantissima gente e molti luoghi d’Italia, ho diversi amici, coltivo l’interesse per la letteratura moderna e contemporanea, per il cinema, la politica e, naturalmente, la medicina. Quest’ultimo non è scaturito dalla condizione di diabetico, ma lo avevo sin da piccolo, essendoci nella mia famiglia paterna ben quattro medici, il primo dei quali scomparso nel 1976. Egli, molto legato a me, morì due anni prima che io avessi il diabete e, strano destino, era anche specializzato in malattie del ricambio. La mia curiosità per la diabetologia è andata sempre crescendo, sia attraverso una pratica clinica costante, sia con lo studio di testi e lavori scientifici, che mi hanno fatto scoprire un mondo affascinante e complesso. Per tale motivo ho assicurato la mia collaborazione al sito di PD, nella convinzione che si debba attirare maggiormente l’attenzione dei mass-media e dell’opinione pubblica sul problema. “Progetto Diabete” può e deve assumersi questo compito, sollecitando con iniziative originali, l’orgoglio e l’impegno di operatori sanitari, associazioni di volontariato e diabetici, spesso colpevoli di un’indifferenza e di un torpore, da cui è giunto il momento di destarsi. Per questo e per tutto il resto, io sarò sempre a disposizione, offrendo il mio modesto contributo.

Carmelo D’Alessio


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 23 Settembre 2004 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/staff/c_dalessio.html

Antonio Pascotto La redazione si presenta Daniela Bruttomesso
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