Quale tra queste parole ti viene in mente pensando al diabete?
Indifferenza 7.5% Forza 13.7% Rassegnazione 20% Paura 13.1% Rabbia 26.8% Fortuna 1.3% Sfortuna 13.1% Amicizia 0.6% Emarginazione 3.4%
Commento
Questo è un sondaggio particolarmente difficile da commentare, perché parla dei propri sentimenti più profondi. Sappiamo che la scelta delle parole era limitata, molti avrebbero trovato definizioni che più calzavano al roprio “sentire profondo”, ma un po’ per impossibilità, un po’ per scelta, il numero ed il tipo di risposta sono state scelti in base ad una recente discussionesulla nostra mailing list.
A cura di Guido Seu
Riporto quindi parte della lettera di una partecipante alla lista: «Il mondo e' fatto di bianchi, di neri, di gialli e di pellerossa.
E' fatto di persone solari e di altre che sembrano uscire dalle nebbie.
E' fatto di diabeti che si curano solo con l'alimentazione; di altri in cui serve l'insulina; di altri in cui anche l'insulina non basta e allora si passa al microinfusore; di altri casi in cui si arriva al trapianto di isole o di pancreas, e, purtroppo, a volte, si arriva ancora troppo tardi.
E' fatto di diabeti in cui le uniche scocciature sono farsi le prove, l'insulina, calcolare i carboidrati e mangiare sano. E' fatto anche di diabeti in cui basta un'emozione di troppo per far alzare la glicemia, in cui l'insulinoresiostenza ha la meglio, in cui arrivano complicanze gravi. Non e' vero che di diabete non si muore: si muore dopo qualche anno di dialisi, si muore di ictus, di infarto, per gangrene non curate. Tutte cose portate da alcuni diabeti. E se anche non si muore, ci sono regali di alcuni diabeti che non lasciano vivere bene come ci sia aspettava: ciecita', amputazioni, dialisi, incontinenza, dissenterie continue, vomito costante, perdita di sensibilita' e tante altre cose che ho visto in questi anni negli ospedali. In questi anni, non 30 anni fa quando si usavano le siringhe da bollire e l'autocontrollo non si sapeva cosa fosse o era impraticabile. E non erano persone anziane ma ragazze di 20 - 30 anni.
Il mondo e' fatto di crescita e di elaborazioni personali, che sono imprevedibili, ognuno ha la sua strada.
Ho letto, e concordo, che anche la rabbia non va giudicata negativamente perche' solo dall'elaborazione della rabbia nasce il suo opposto: la comprensione.
Proprio perche' ognuno ha il suo percorso, la sua esperienza, il suo diabete, non me la sento di giudicare o di dire a chi e' in pace con il suo diabete che dovrebbe arrabbiarsi perche' nel mondo, ogni giorno, si muore di diabete.
Ma neanche di dire a chi e' arrabbiato che farebbe meglio a vivere sereno. So che anche chi si arrabbia, nel cuor suo, lo fa perche sta cercando il suo equilibrio, la sua serenita'. Non mi va di dirgli che c'e' di peggio perche' per lui, in questo momento, quello che sta vivendo e' il suo peggio. E poi cosa vuol dire "c'e' di peggio"? Ho visto persone ammalarsi di leucemia, guarire e non riammalarsi mai piu' e ho saputo di diabetici con cui sono stata ricoverata che sono morti. Cos'e' il peggio in questo caso?
Benvenga anche la rabbia, se questo e' un passo necessario per migliorare, per prendere coscienza di se' e della propria malattia, per trovare in se' la forza di contrastarla e di curarla al meglio.»
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 24 Gennaio 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/sondaggi/2006/polling143.html
