L'obiettivo dell'educazione terapeutica

Informare il paziente sui rischi 6.1%
Migliorare conoscenza, abilità e comportamenti 73.4%
Informare sulle complicanze 4.0%
Verificare comportamenti e conoscenze errate 2.0%
Identificare e correggere gli errori 14.2%


Commento

L'idea che il paziente debba essere adeguatamente istruito e motivato, in una parola "educato", è nata negli anni '20, con l'inizio dell'era insulinica; si è diffusa molto lentamente per alcuni decenni e si è sviluppata pienamente a partire dagli anni '70.
Obiettivo di un’educazione efficace è quello di aiutare e motivare il paziente ad usare le conoscenze che gli vengono fornite e le sue abilità pratiche per risolvere i problemi e per raggiungere una corretta autogestione. È molto importante considerare che la conoscenza del diabete non coincide necessariamente con un buon controllo metabolico.
Strumento educativo primario è il colloquio tra il team diabetologico e il paziente improntato su di un rapporto di fiducia e stima reciproca che si può acquisire solo col tempo e la conoscenza personale.
Anche l'identificazione e la correzione degli errori per mezzo dell'analisi critica insieme al paziente del diario giornaliero e degli episodi da lui riportati può essere strumento educativo e di crescita reciproca, ma non deve essere mai colpevolizzante, finalizzato a sé stesso o, peggio, volto a sollevare l'educatore dalle proprie responsabilità e mancanze.
La conoscenza delle possibili complicanze può aiutare il paziente a responsabilizzarsi maggiormente nel controllo metabolico o a identificare i primi segni indicatori di una complicazione della malattia, ma può anche indurre paure ed ansie che non sempre sfociano in comportamenti positivi. Per questo va somministrata con prudenza fornendo il supporto psicologico adeguato al paziente.

A cura di Guido Seu


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 17 Dicembre 2002 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/sondaggi/polling075.html


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