Vaccino antinfluenzale, sì o no?
Sì, ogni anno 55.0% Sì, per la prima volta 2.2% Sì, ma non tutti gli anni 7.8% No, mai 34.8%
Commento
L’influenza è una malattia virale estremamente contagiosa. È più temibile e debilitante di una comune malattia da raffreddamento perché, soprattutto in alcune categorie di persone, può essere seguita da complicanze talora gravi. Può rappresentare un periodo prolungato di malattia, a volte anche di ospedalizzazione ed in alcuni casi particolari anche la morte.
Il diabete, soprattutto se non controllato, può rendere il sistema immunitario particolarmente vulnerabile all'influenza, per questo ogni persona col diabete, di ogni età, dovrebbe vaccinarsi all'inizio della stagione autunnale.
Oltre ai diabetici, i soggetti a rischio di gravi complicanze post-influenzali sono (cfr Circolare Ministero Sanità n.8 del 31/5/2001):
- i soggetti anziani (oltre i 64 anni di età);
- i soggetti di qualsiasi età affetti da:
- malattie dismetaboliche;
- malattie croniche debilitanti a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, uropoietico;
- malattie degli organi emopoietici;
- sindromi da malassorbimento intestinale;
- fibrosi cistica;
- patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
- altre malattie congenite o acquisite che comportino carente o alterata produzione di anticorpi;
- bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di ac. Acetilsalicilico e a rischio di sindrome di Reye in caso di influenza;
- soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo;
- personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio.
Il Ministero della Sanità raccomanda di eseguire la vaccinazione nel periodo compreso tra la seconda metà di ottobre e la fine del mese di novembre.
Il vaccino è gratuito per i gruppi a rischio ma in alcune Regioni anche altri soggetti non lo pagheranno.
Il percorso più semplice, spiega la Fimmg (Federazione Italiana dei Medici di Famiglia) è quello di rivolgersi al proprio medico di base. In molte Regioni è stata infatti approvata una procedura che semplifica la vita ai cittadini. Il vaccino viene inviato negli studi dei medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale che poi vaccinano direttamente i propri assistiti. In questo modo è possibile riuscire a vaccinare fino all'80% delle categorie a rischio. Gli anziani e i malati cronici arrivano infatti con meno difficoltà dal proprio medico, il cui studio spesso è vicino a casa, piuttosto che nell'ambulatorio delle Asl dove i medici non riscono a vaccinarne oltre il 20-40%.
A cura di Guido Seu
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 5 Novembre 2001 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/sondaggi/2001/polling032.html
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