Di solito ti senti diversa/o da chi non ha il diabete
No, mi sento come chiunque altro 24.5% No, ma in alcune cose sono limitato 42.6% Sì, ma mi sento accettata 9.8% Sì, e spesso mi sento escluso 22.9%
Commento
Secondo alcuni psicologi, l’uomo percepisce per la prima volta la sua diversità quando nasce separandosi dall’utero che lo aveva contenuto fino ad allora.
In seguito, la separazione dal seno materno permette al bambino di capire che il seno e la bocca sono due cose distinte. Il bambino inizia a percepirsi come essere distinto, separato, diverso dalla madre e si confronta con la propria angoscia di separazione.
Lo sviluppo si produce a partire dalla consapevolezza della propria diversità dal seno, dai genitori; successivamente dal gruppo dei fratelli e dalla società. L'opposizione verso i genitori e la società e il conformarsi al gruppo (amici, compagni di scuola, ecc.) permettono al ragazzo di formare la propria "individualità".
Finita l’adolescenza ogni persona dovrebbe essere in grado di percepire la propria unicità e diversità rispetto alle altre persone come un valore positivo, anche se questo processo prosegue per tutta la vita.
La persona a cui viene diagnosticato il diabete, percepisce di nuovo fortemente il problema della diversità. Si accorge improvvisamente di avere dei limiti per quanto riguarda la quantità e i tipi di cibo che può o non può mangiare, gli orari, le iniezioni e i controlli glicemici che si deve fare quotidianamente, e quindi è portato a rivalutare la propria diversità nei confronti degli altri.
Questo sentimento può causare, soprattutto nei primi anni dalla diagnosi, sentimenti di tristezza, di ritiro dalla vita sociale.
Venendo al nostro sondaggio emerge un prevalente atteggiamento positivo nei confronti della propria diversità. Non si sente infatti diverso il 67,1% del campione, benché il 42,6% di essi dichiari che il diabete lo limita in qualche modo, inoltre una parte di chi si percepisce diverso (9,8%) si sente però socialmente accettato. È comunque da sottolineare che le persone che si sentono diverse e penalizzate dalla loro condizione non sono poche (22,9%). Da una parte può essere dovuto ad una scarsa accettazione della propria diversità/individualità, dall'altra è innegabile che spesso l'ambiente (famiglia, scuola, società, ...) gioca un ruolo fondamentale in questa percezione negativa della propria diversità.
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 12 Marzo 2001 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/sondaggi/2001/polling008.html
|
|
|
