Edizioni TiErre
Donna e diabete
di Domenico Fedele e Annunziata Lapolla
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Il diabete è una malattia a larghissima diffusione sia nei paesi industrializzoti che, in particolare, in quelli in via di sviluppo, molattia che comporta numerose problematiche e notevoli ripercussioni sullo stato di salute e sullo stile e quolità di vita degli individui, tanto maschi che femmine. Non c'è dubbio però che la comparsa di tale malattia nel sesso femminile è fonte di problemi aggiuntivi, spesso di pesante significato socio sanitario, ai quali solo piuttosto recentemente si sta cercando di dare delle risposte opportune ed escustive.
Le numerose conseguenze specificatamente legate allo stato gravidico, sia per le donne già affette da diabete, sia per quelle che sviluppano il diabete in corso di gravidonza, oppure le conseguenze secondarie al fisiologico declino ormonale legato all'età, sono problematiche esclusive dei sesso femminile, che vanno ad oggiungersi a quelle già numerose e pesanti che riguardano anche i maschi. In questo senso le donne pogano un tributo molto pesante alla malattia diabetica, ben più pesante di quello pagato dal sesso cosiddetto forte.
Tale serie di considerazioni dovrebbe indurci a garantire alle donne diabetiche una maggiore attenzione, specificamente rivolta a tali due condizioni che, pur essendo considerate fisiologiche, comportano però conseguenze drammatiche.
Per evitare le anomalie congenite tipiche della gravida con diabete pregravidico, non adeguatamente controllato, è ormai indispensabile sia una programmazione dei concepimento sia una gestione (ed autogestione) attenta ed accurata del controllo metabolico, in particolare nei primi mesi della gravidanza.
Per evitare il frequente ricorso al parto cesareo nelle donne con diabete o con diabete gestazionale è pur vero che si rende necessario prevenire le più comuni complicazioni medico - ostetriche, quali in particolare la macrosomia fetale, ma è pur vero anche che bisogna convincere i medici che il diabete non costituisce di per sé indicazione specifica al taglio cesareo.
Infine è assolutamente indispensabile convincere tutti gli operatori sanitori, ed anche le donne, spesso molto prevenute verso la terapia ormonale sia contraccettiva che sostitutiva, che tale trattamento non solo non è controindicato nella diabetica ma è frequentemente indispensabile tanto per una programmazione della gravidanza in un periodo più opportuno tanto per la prevenzione di tutta una serie di conseguenze secondarie alla menopausa.
Purtroppo c'è però da constatare che, a fronte di conoscenze scientifiche ormai tranquillizzanti e addirittura confortanti, ci si scontra spesso o con un atteggiamento di aperta ostilità preconcetto o, ancor più frequentemente, con una sconcertante ignoranza sulle possibili soluzioni di tali problematiche.
Sono state queste considerazioni e constatazioni ad indurci, alcuni mesi or sono, a dedicare a questo problema un convegno durante il quale diabetologi ed ostetrici, forti delle loro specifiche esperienze, discutessero di tali aspetti e proponessero a tutti gli operatori sanitari le vie più semplici ed efficaci atte ad evitare, nelle donne diabetiche, tutta la serie di problemi legati sia allo stato gravidico che allo menopausa.
La pubblicazione di tale dibattito, dando la possibilità ad un maggior numero di persone di conoscere i termini dei problema, mi sembra sia la conclusione più degna e più rispondente agli obiettivi che noi organizzatori dell'incontro ci eravamo prefissi.
Domenico Fedele
Ordinario di Malattie del Metabolismo
Università di Padova
Annunziata Lapolla
Ricercatore confermato - Università di Padova
Coordinatrice Nazionale Gruppo di Studio SID "Diabete e Gravidanza"
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 16 Aprile 2003 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pubblicazioni/pub_02_06.html
