Mirko Gianformaggio

Non si vive di solo pancreas


Technological Research s.r.l.
Edizioni Tierre, Via Lombroso 6/15a, Firenze


Prima di fare qualsiasi discorso, devo necessariamente infilare questa lettera in tre buste diverse.

La busta numero uno è chiaramente per il diabetico: vorrei che tu non fraintendessi nemmeno un rigo del "diario". Sappi, infatti, che questo lavoro è un gesto d'amore per la vita, per la quale ho profonda gratitudine e rispetto, pur mantenendo la convinzione che nulla sia più serio di una consapevole risata.
Se tu, per qualsiasi ragione, ti sentissi offeso da qualche frase del libro, scrivimi, così ne parliamo insieme.

La busta numero due è per la famiglia del diabetico: non state in pena, perché paradossalmente questa malattia può - se affrontata nel modo GIUSTO - migliorare una persona. Non scherzo quando dico questo!

La busta numero tre, infine, è per il medico, abbi rispetto del paziente.
Il diabetologo è solito dire che lo stile di vita ottimale per il diabetico poggia su tre pilastri: terapia adeguata, alimentazione corretta, attività fisica. Siamo d'accordo, ma giacché questi pilastri è il paziente stesso a erigerli, perché fargli mancare il cemento di un buon rapporto con il medico?
Una parola andrebbe spesa anche per chi interpretasse i riferimenti ai tossicodipendenti come un'irrisione, ma penso che basti avere anche solo una vaga idea deI concetto di "dipendenza", per scacciare qualsiasi perplessità.
A questo punto, scatta spontaneo il momento dei ringraziamenti (della serie "sarò breve"...): GRAZIE a tutti quelli che in qualche modo hanno avuto a che fare con la nascita di questo libro, ma in particolare a chi mi ha incoraggiato a dar vita ad una "strana idea" - leggi Adolfo Arcangeli e Stefano Fratini (amici!).
Grazie a chi sempre mi aiuta a credere in me stesso come scrittore, cioè Patrizia Guastini, compagna d'arte e di cuore.
Grazie ai ragazzi dell'ADAP, ormai abituati a sopportare e addirittura assecondare le mie sparate.
E grazie a Patrizia Cini, la persona che, quando penso una cosa, lei me la disegna prima che io l'abbia detta.

Concludiamo pure con una precisazione. Io ho il diabete da quasi diciassette anni, dei quali buona parte trascorsi pressappoco come racconta il "diario". Ma negli ultimi quattro anni sono davvero rinato (non credo ci sia bisogno di specificare, ormai, da chi e da cosa mi sia giunto l'indispensabile aiuto).
Garantisco che l'autocontrollo è non solo possibile, ma spesso anche una divertente fonte di soddisfazione. Credetemi, se ho scritto queste pagine è solo perché sto davvero bene e mi piacerebbe incoraggiarvi ridendo. E allora rido... rido...

Mirko Gianformaggio

Lettori amici, voi che m'accostate,
liberatevi d'ogni passione,
e, leggendo, non vi scandalizzate:
qui non si trova male ne infezione.
È pur vero che poca perfezione
apprenderete, se non sia per ridere:
altra cosa non può il mio cuore esprimere
vedendo il lutto che da voi promana:
meglio è di risa che di pianti scrivere,
che rider soprattutto è cosa umana.

François Rabelais (1494 - 1553)


Data ultimo aggiornamento: Sab, 30 Gennaio 1999 17:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pubblicazioni/pub_01_08.html

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