[01580] Insulina: ricombinante o analoga efficacia simile
6 Maggio 2008

Per i pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 il trattamento con insulina ricombinante somministrata in un’unica dose è equivalente al trattamento con un analogo dell’insulina umana, somministrato tre volte al giorno. Lo ha dimostrato uno studio multicentrico, denominato APOLLO, condotto tra l’Europa e l’Australia su un campione di 418 pazienti con diabete di tipo 2. L’insulina ricombinante è simile all’insulina umana tranne che nella posizione 21 della catena A, dove l’asparagina è sostituita da glicina, e nell’estremità C terminale della catena B, dove sono aggiunte due arginine. Questo tipo di trattamento garantisce un’unica dose giornaliera che, come effetto, è paragonabile a quello dell’infusione continua. Gli analoghi dell’insulina ad azione breve, invece, sono stati disegnati per ovviare alle limitazioni della somministrazione unica di insulina. Se confrontato con l’insulina umana, l’analogo (che negli Stati Uniti è indicato con il nome di lispro) garantisce un assorbimento cutaneo più veloce, un picco anticipato e più alto dell’insulina che lo rende ideale per la somministrazione post-prandiale. Comincia ad agire dopo quindici minuti dalla somministrazione cutanea e raggiunge un picco tra i 30 e i 90 minuti dopo la somministrazione. La durata dell’attività di questo tipo di trattamento è però di meno di cinque ore, per questo motivo il trattamento va ripetuto tre volte al giorno. L’efficacia dei due trattamenti è, secondo lo studio APOLLO, paragonabile, per cui la scelta dell’uno o dell’altro dipende dal profilo del paziente, dalla capacità di aderire alla cura e dalla sua soddisfazione.

[Tratto da Yahoo Notizie - Fonte: Lancet, 2008; 371:1073-84 - Ricerca a cura di Carmelo D’Alessio]

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Data ultimo aggiornamento: Martedì, 6 Maggio 2008 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pdshots/2008/p01580.html