[01462] Studio Italiano: i pazienti promuovono i microinfusori
23 Ottobre 2007

I microinfusori di insulina, apparecchietti ‘grandi’ come un cellulare da portare sempre attaccati a sé, migliorano la qualità della vita dei diabetici di tipo 1, a detta degli stessi pazienti, rendendo meno pesanti le restrizioni della malattia rispetto alle continue iniezioni quotidiane. È quanto emerge da un’indagine tutta italiana, presentata oggi al 43° Congresso della Società europea per lo studio del diabete (Easd), svoltosi ad Amsterdam. La ricerca, la prima dai numeri così imponenti condotta sulla qualità della vita, ha coinvolto 1.341 pazienti, di cui 481 trattati con microinfusore di insulina e 860 con terapia multiniettiva, e 62 ospedali in tutta la penisola. Secondo i risultati preliminari di EQuality1 - condotto sotto il coordinamento dell’Istituto Mario Negri Sud di Chieti - i pazienti con microinfusore hanno una minor percezione delle limitazioni sociali e quotidiane imposte dalla propria condizione. L’analisi ha dimostrato che il rischio che un paziente possa essere insoddisfatto per le restrizioni dietetiche a cui viene costretto dal diabete di tipo 1 è del 40% inferiore se utilizza il microinfusore piuttosto che la terapia multiniettiva. Ed è più bassa del 40% la probabilità di essere molto preoccupati degli episodi di ipoglicemia. Il rischio di insoddisfazione del trattamento terapeutico è del 70% in meno tra chi ricorre al microinfusore rispetto alle iniezioni. A sorpresa, le donne si sono mostrare le più soddisfatte del microinfusore rispetto alle iniezioni di insulina dopo almeno sei mesi di trattamento. Gli specialisti pensavano che, trattandosi di ragazze giovani, avrebbero avuto una certa resistenza a indossare un apparecchio ‘attaccato’ al proprio corpo, visibile con top e magliettine, soprattutto in estate.

[Fonte: ADN Kronos Salute - Ricerca a cura di Carmelo D’Alessio]

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Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 18 Ottobre 2007 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pdshots/2007/p01462.html