[01262] Gli argomenti contro l’Indice Glicemico: quali sono le altre opzioni?
13 Luglio 2006

L’uso dell’indice glicemico per la programmazione dei pasti è un tema assai dibattuto nel mondo diabetologico. Per il diabete di tipo 1, esistono 4 studi che confrontano diete ad alto e basso indice glicemico, nessuno dei quali ha riportato miglioramenti nell’emoglobina glicata. Per il diabete di tipo 2, ci sono 12 studi e, solo tre di questi, hanno registrato miglioramenti nei livelli di emoglobina glicata e fruttosamina. Negli adulti, c’è una scarsa evidenza che una dieta a basso indice glicemico apporti benefici alla perdita di peso ed al senso di sazietà. Tre studi epidemiologici hanno riportato che un basso indice/carico glicemico è associato ad un ridotto rischio di sviluppare diabete ed ad una minore prevalenza di insulino-resistenza; tuttavia, altri 5 studi non sono arrivati alle stesse conclusioni. In generale, la quantità totale di carboidrati del pasto è la strategia alimentare primaria per i diabetici. L’indice glicemico può essere usato come aggiunta per meglio definire le risposte glicemiche post-prandiali, visto che altri interventi di pianificazione dei pasti si sono mostrati più efficaci.

[Fonte: Nestle Nutr Workshop Ser Clin Perform Programme. 2006;11:57-72 - Traduzione e adattamento a cura di Carmelo D’Alessio]

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Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 20 Luglio 2006 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pdshots/2006/p01262.html