[01067] Il rosso e il bianco
22 Luglio 2005
Lo stesso amore per il vino, nettare degli dei o bevanda diabolica, unisce e muove tutti i personaggi de Il rosso e il bianco: il suo aroma si espande, imbeve, tinge la trama di questi racconti in cui si mesce vino del Bordelais a insolite vicende umane. La quiete di un pescatore che si prepara al suo ultimo bicchiere, due giovani degenerati che uccidono per disperazione o per errore, il matrimonio senza amore di un’ereditiera, il riscatto sulla quotidianità degli amanti di una sera, l’ombra delirante di un fantasma su una mente lucida, un padre naïf e un figlio smaliziato, le sorti di uno stregone e dei suoi discendenti, lo sguardo impietoso di una donna sul suo amante e il segreto di un curato, che forse rimpiange di non aver scelto un’altra vita. Storie pervase da un guizzo di ebbrezza, che raccontano di una passione - gioiosa o funesta, passeggera o fatale, ragionata o delirante, erudita o bestiale. “...commuove più l’etichetta di un vitigno locale - ‘il Len de l’elh, quel lontano dagli occhi di cui basta il nome per emozionare il cultore’ - che la sorte dell’uomo diabetico e astemio (cultore dei marchi delle acque minerali: evian vichy, terrier...) ucciso con sapiente travaso di medicine dalla consorte ereditiera di una gran vigna decaduta” (il Foglio, 29.1.2005). Con il brio del grande conoscitore di vini e di uomini, Laclavetine ci serve qualche sapido bicchiere da sorbire con cura.
[“Il rosso e il bianco” di Jean-Marie Laclavetine. Edit. Meridiano Zero - Shot a cura di Guido Seu]
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Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 22 Luglio 2005 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pdshots/2005/p01067.html