[00909] Ace inibitori e prevenzione del danno renale: uno studio italiano
8 Novembre 2004

Secondo lo studio Benedict (Bergamo nephrologic diabetes complicartion trial) condotto dall’Istituto Mario Negri e dal Centro ricerche cliniche per le malattie rare “Aldo e Cele Dacco” di Milano, un noto farmaco antipertensivo (l’Ace inibitore trandolapril, da solo o abbinato ad un calcioantagonista) si è dimostrato efficace nella prevenzione di danni renali in un paziente su due con pressione alta e diabete di tipo 2. La ricerca, presentata nel capoluogo lombardo e pubblicata sul ‘New England Journal of Medicine’, è durata sei anni ed ha coinvolto più di 1.200 pazienti. Per un diabetico “il rischio di sviluppare danno renale è del 40%” ha affermato il professor Giuseppe Remuzzi, direttore del Mario Negri di Bergamo “e non è solo l’anticamera della dialisi, ma anche della morte cardiovascolare”. Da qui l’importanza di “proteggere il rene per salvare il cuore”. Questo studio, ha commentato il professor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, è “un grande esempio di ricerca indipendente. È co-finanziato dall’industria farmaceutica, ma il disegno del protocollo, la gestione, l’analisi e la pubblicazione dei dati sono stati gestiti da ricercatori senza alcun intersse al tipo di risultato che sarebbe emerso”. Un approccio che, specie in fatto di farmaci e alla luce degli scarsi fondi pubblici destinati oggi alla ricerca in Italia, “dovrebbe essere imitato”.

[Fonte: Opa/Adnkronos Salute]

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Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 11 Novembre 2004 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pdshots/2004/p00909.html