[00654] A Beautiful Mind
29 Aprile 2003

Nel film di Ron Howard (USA 2001), tratto dal libro di Sylvia Nasar, al trentunenne presuntuoso, solitario, inibito ma geniale matematico Nash, interpretato da Russell Crowe, viene diagnosticata una grave forma di schizofrenia. Viene quindi internato in un ospedale psichiatrico per essere sottoposto a cure di insulina. La moglie Alicia (Jennifer Connelly), attrice di bellezza sofisticata e intelligente bravura, caduta con lui in povertà, gli resta vicino per aiutarlo. Quando Nash si accorge che i suoi sensi e le sue capacità di ragionamento sono appannate, interrompe la terapia e chiede all'Università di Priceton di poter lavorare nel College con i suoi studenti, ricevendo finalmente, nel 1994, il premio Nobel. Girato con rispetto e con un saggio crescendo finale, il film rifugge gli stereotipi hollywoodiani, raccontando solo una storia che va oltre l'algida legge dei numeri.
L'uso delle iniezioni di insulina per provocare convulsioni o shock allo scopo di ottenere una remissione dei sintomi psicotici nella terapia della schizofrenia, vede la sua prima applicazione alla fine degli anni ’20 del secolo scorso. Lo scopo era quello di normalizzare le funzioni nervose centrali attraverso una fase temporanea di coma. Uno dei problemi era che la soglia tra dose terapeutica e dose tossica rimaneva esigua con un alto rischio per la vita del paziente. Per questo lo shock insulinico venne progressivamente abbandonato per essere sostituito dalla non meno dicussa terapia elettroconvulsivante (elettroshock).

[A cura di Guido Seu]


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 29 Aprile 2003 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pdshots/2003/p00654.html