[00524] Obesità / 3
4 Settembre 2002

L'obesità è generalmente considerata un fattore favorente lo sviluppo del diabete.
Il diabete mellito di tipo 2 costituisce oltre il 90% dei casi di diabete ed è una malattia assai frequente, perchè colpisce circa il 4% della popolazione generale. Esso è fortemente associato all’obesità (l’80% dei pazienti con diabete di tipo 2 sono diabetici), ma i meccanismi per cui l’aumento del tessuto adiposo conferisce una resistenza all’insulina non sono chiari. Con sofisticate tecniche di biologia molecolare, gli autori di un recente studio (Steppan CM, Bailey ST, Bhat S, et al. The hormone resistin links obesity to diabetes. Nature, 2001; 409307-12) hanno clonato una sostanza polipeptidica ad attività ormonale, chiamata “resistina” perché antagonizza gli effetti dell’insulina. Questo ormone è sintetizzato e secreto solo dagli adipociti. I livelli ematici della resistina sono ridotti dal troglitazone e dal pioglitazone (farmaci antidiabetici appartenenti alla classe dei tiazolidinedioni), e sono aumentati in caso di obesità di origine genetica o indotta dalla dieta. Inoltre, gli autori hanno dimostrato che la somministrazione sperimentale nei topi di resistina inibisce l’azione dell’insulina e conferisce una intolleranza glicidica nei topi. La resistina quindi è un ormone che può spiegare l’associazione tra il diabete mellito e l’obesità. E’ da notare che questo studio apre degli interrogativi. Per esempio, il recettore della resistina deve essere ancora identificato. Inoltre, qual è il ruolo fisiologico della resistina? Secondo gli autori dello studio, la sua secrezione potrebbe essere una risposta adattativa al digiuno prolungato.

[Tratto da: Italmed.com - A cura di Guido Seu]


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 4 Settembre 2002 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/pdshots/2002/p00524.html