Friends for Life entra nel vivo

“Friends for Life” Conference and Expo
Lake Buena Vista, Florida (USA), 3-9 Luglio 2005

Walt Disney World® Conference facility - Disney’s Coronado Springs Resort

di Andrea Scaramuzza - Diabetologo Pediatra

Orlando, Florida (USA), Giovedì 7 luglio 2005 - Ieri, come vi avevamo accennato, parte del nostro gruppo è stata a visitare i dintorni di Disney World. L’impatto è veramente disarmante: auto grandissime, strade a quattro corsie per senso di marcia e distanze smisurate. Sono stati a visitare la famosissima Cocoa Beach (spiaggia amati dai surfisti) e Cape Canaveral (sede della base della Nasa). La vista sull’Oceano Atlantico è qualcosa da non perdere. E comunque ci si può rendere conto un po’ meglio di come sia la vera America, che da dentro il mondo un po’ fatato e un po’ magico dei parchi Disney sembra fatta solo di plastica. A Cocoa Beach, decine di negozi di surf, decine di giovani che vanno in giro con la tavola sotto al braccio…ma le onde erano assai modeste e quindi lo spettacolo offerto non è stato proprio quello che uno si immaginava ...

Cosa ben diversa a Cape Canaveral, dove si è potuto osservare da vicino lo Shuttle (tra pochi giorni uno Shuttle volerà di nuovo!), il Kennedy Space Center e il museo spaziale, le rampe di lancio dismesse, ma soprattutto si vede un razzo Saturn V (della famiglia degli Apollo). Dal vivo le dimensioni sono terrificanti!

Alla sera poi l’inaugurazione della Conference. Anche qui le dimensioni sono terrificanti se rapportate agli incontri cui siamo abituati da noi dedicati ai pazienti e alle loro famiglie. Qui infatti ci sono più di 2200 persone provenienti per la maggior parte dagli Stati Uniti, ma anche dall’Italia (noi!!!!), Inghilterra, Scozia, Colombia, Porto Rico, Australia e altri Paesi ancora!

È stato davvero un ‘bello spettacolo!’ ...

E oggi si fa sul serio, Friends for Life, entra nel vivo, iniziano gli incontri scientifici. Il nostro gruppo ha iniziato la mattina incontrando il prof. Camillo Ricordi che ha fatto una bella relazione sul trapianto di insule pancreatiche e su tutte le novità in questo campo. Alla relazione hanno assistito anche i ragazzi, che poi al termine si sono uniti agli amici americani e si sono sfogatigiocando a basket, pallavolo e facendo come al solito comunella...

Dopo il prof. Ricordi ha preso la parola il dr. Songini che dopo un breve excursus su tutte le novità della ricerca sulle cause del diabete tipo 1 ha affrontato l’interessante discorso del passaggio in cura dell’adolescente dal pediatra al diabetologo.

E infine la dr.ssa De Palma ha illustrato brevemente i punti principali della ‘filosofia’ Inslin, Love and Care Project.

  1. NON ESISTE UN DIABETE CATTIVO, MA UN DIABETE DIFFICILE DA GESTIRE. Il diabete non è solo un nemico da sconfiggere, ma può essere anche un amico esigente col quale imparare a convivere.

  2. L’IMPORTANTE NON È AVERE UNA VITA NORMALE, MA ESSERE FELICI. Affrontare il diabete con un sorriso aiuta. E, se presta anche attenzione, un paziente può fare quasi tutto quello che fanno i suoi amici

  3. SOPRA TUTTO L’AUTOCONTROLLO. È importante che il ragazzo sia in grado di gestire il diabete da solo: questo lo renderà più responsabile.

  4. NASCONDERE IL DIABETE NON SERVE A NIENTE. Il diabete non è una malattia da nascondere: parlarne con gli altri aiuta ad accettarlo e ad essere più sereni.

  5. FALSIFICARE NON SERVE A NIENTE. Falsificare sembra una scorciatoia per stare meglio. Ma le bugie hanno le gambe corte. E, se proprio si deve, è meglio uno strappo alla regola una volta ogni tanto, ma alla luce del sole.

  6. L’IMPORTANTE È AVERE ACCANTO GENITORI SERENI. I genitori devono essere di supporto, ma non devono essere né troppo invadenti, né troppo protettivi.

  7. INSEGNANTI ED EDUCATORI HANNO UN RUOLO IMPORTANTE. Le persone con cui il bambino o ragazzo passano parte del loro tempo non devono impedirgli di essere sé stesso: questo atteggiamento spesso aiuta il bambino solo a sentirsi “diverso”.

  8. IL MEDICO NON È SOLO UN MECCANICO DEL CORPO. Il medico non si prende cura semplicemente di una malattia, ma anche della persona, con tutte il suo carico di domande e paure, angosce e speranze.

  9. MEGLIO IN COMPAGNIA ... CHE SOLI (O MALE ACCOMPAGNATI). Affrontare la malattia in compagnia è sicuramente più semplice, aiuta a sentirsi meno solo, favorisce il confronto con chi condivide il tuo problema, aiuta a seguire meglio le regole imposte dalla malattia.

  10. IL SIGNOR DIABETE PUÒ ESSERE UN AMICO. Il diabete è anche un amico con cui parlare, confidarsi, raccontare le proprie cose. E se non si è così fortunati da riuscire a parlare con Signor Diabete, ci si può sempre rivolgere al proprio dottore …

La giornata si è poi conclusa con un bel momento passato tutti insieme a ballare e a vedere un sacco di diapositive che hanno raccontato in po’ la storia di Children with Diabetes e soprattutto Friends for Life (ma su questo argomento torneremo nella nostra realazione finale e cercheremo di spiegarvi meglio di che cosa si tratta).

Alla fine, dopo un paio d’ore di ballo sfrenato, stanchi ma felici tutti sono andati a nanna!


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 14 Luglio 2005 20:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/soggiorni/campi_014e.html


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