Diabaino Vip Vip dello stretto. V soggiorno 2004
Capo Vaticano (VV), dal 28 Agosto al 3 Settembre 2004di Pino Salvadore
Siamo tutti pronti, i bambini emozionati e Silvana indaffarata, stamani si parte per una nuova avventura sulla “barca” della "Diabaino Vip Vip dello Stretto" alle 9.00 circa l’incontro davanti al piazzale della ASL 11 di Gallico. Arrivo sul posto con il camper, è comincio a vedere i primi volti nuovi, Andrea De Cet, Rita di Verona, poi alcuni genitori e molta fibrillazione per l’emozione.
In posizione di partenza c’è il Pulmino, e l’Unità Mobile della "Diabaino Vip Vip dello Stretto" ed altre auto, sembriamo pochi, chi prende borse e valigie e le sistema, chi mi fa le domande sul mio camper, un gran movimento e tanti abbracci e già si assapora l’avventura che avremmo da lì a poco vissuto.
Si parte, direzione nord, imbocchiamo l’autostrada per recarci al Villaggio Residence “Torre Ruffa Robinson” situato a S. Nicolò di Ricadi tra Capo Vaticano e Tropea.
Vorrei subito dire di che posti si tratta, ma farei un torto alle emozioni che questi luoghi ci hanno regalato, e potrei così raggiungere la fine del racconto, ma riesco a controllare la mia tastiera e le mie mani con difficoltà, quanto forti ed intense sono state.
Premetto che tutto il gruppo della "Diabaino Vip Vip dello Stretto" con in testa la nostra “Superdott” Mariantonella e la Presidente Gabriella ultimamente meno “super” a causa di una caviglia ingessata, siamo ormai dei veterani in soggiorni ed attività legate al mondo del diabete, ma credetemi nessuno è mai sazio e si cerca sempre di vivere nuove esperienze.
Il posto è situato su un grande promontorio e si affaccia sul mar Tirreno si erge incontrastato lo Stromboli fumante (è accanito e non vuol sapere di smettere), le isole Eolie sue sorelle, e più distante l’Etna, anch’essa fumante, amica intima di Mariantonella sempre in continui movimenti come lei. Il mare ed i colori del cielo intensi di un azzurro quasi blu, e l’aria fine e temperata.
Il villaggio è accogliente e attraversabile da molti vialetti, circondato da prati e casette ed alberi di vario genere che contribuiscono ad avere quella frescura che nelle giornate afose diventano un ambito riparo.
Pian pianino in questo ambiente quasi irreale, giungono gli altri partecipanti al soggiorno, qualcuno già conosciuto in altre occasioni, qualcuno tramite email ma in ogni caso è sempre motivo di gioia poter stare insieme e migliorare così la nostra qualità della vita.
Inizio la descrizione di questa avventura, seduto vicino al mare con il tramontare del sole, mentre la nostra “dott”, il prof. Eros Barantani Primario all’Ospedale Auxologico di Verbania, il nostro psicologo Paolo Praticò, Alfonso Gigante Diabetologo di Nuoro, ed il medico dell’ ASL 11 Dr. Nino Zappia, fanno un incontro con i tutor ed infermieri professionali per tracciare, definendo le linee guida del Soggiorno; ed io ricordando alcuni brani di Claudio Baglioni, in altri tempi lo stesso panorama me lo gustavo con Silvana abbracciati finchè il sole non scompariva!!
Ora non mi resta che scrivere, sob sob!!!
L’incontro avviene in una villetta e le prime parole di Mariantonella sono: “l’intento è di aprire una finestra sul Diabete” e lei materialmente è proprio situata accanto ad una finestra e ci osserva lungo le presentazioni dei vari partecipanti, alcuni sistemati sul balcone fuori, difatti i presenti sono circa 56 giunti da molti posti d’Italia, tra tutti c’è il nostro caro ed insostituibile Antonio Condoluci che oggi compie 30 anni.
Tra le esperienze emergono quelle di alcuni che per molto tempo sono stati dei micro-umani a causa delle continue correzioni da fare per cause varie.
La nostra “Superdott” ci evidenziava l’importanza di non sentirsi dei diversi anzi, visto il periodo, ognuno di noi deve fare giornalmente una gara olimpionica ed ogni giorno dobbiamo lottare per vincere la nostra medaglia d’oro cercando di diventare protagonisti della nostra patologia.
In serata la cena, dopo tutti al teatro, il luogo in cui un gruppo di animatori “Villaggi e Tribù” molto simpatici e divertenti, si presentavano facendo delle gag con l’intento di rompere il ghiaccio con gli altri villeggianti presenti.
Intorno alle 00,07, con Miriam, Andrea e mia moglie (compagna incontrastata) Silvana (alla fine potrete capire il “perché”), ci portiamo a dormire sul camper per un agognato riposo.
Domenica mattina del 29 Agosto, all’incontro alla villetta 430, si è trattato il tema dell’Autocontrollo (tenuto dal Dott. Gigante e si è fatto anche il training autogeno dal psicologo Paolo Praticò.
Molti risultati sono emersi tra le quali, veniva sottolineata la mancanza di preparazione dei medici sulla malattia diabete. Solitamente sono molto preparati sulle cure da fare nell’immediato, diversamente in quelle croniche vi è molta impreparazione e nascono anche difficoltà nel rapporto con i pazienti che hanno appunto questo tipo di malattia.
Alle 13,00 dopo il bagno in mare oppure in piscina, tutti a pranzo e pennichella pomeridiana per i più vecchietti!!(io tra quest’ultimi).
Alle 16,30, tuona Mariantonella «tutti alla hall del villaggio per recarci a Santa Domenica di Ricadi» uno screening in piazza ci attende sollecitati dal Sindaco che era venuto a sapere del nostro soggiorno sul territorio.
Molte volte è determinante che un associazione operi in tal senso, infatti durante i controlli che venivano effettuati sulla nostra Unità Mobile di Diabetologia, una signora si ritrovava in ferie inconsapevole di avere una glicemia di 497mgl.
Tempestivamente sia la Dott. Mariantonella Ferraro che il Prof. Eros Barantani consigliavano su cosa dovesse fare nell’immediato, ed i successivi passi da intraprendere al suo rientro.
La signora diceva dispiaciuta, di non aver mai saputo di aver il diabete!
Certo poter effettuare questi interventi sul territorio, richiede molto impegno, sacrificio e buona volontà da parte dei volontari che solo in un’Associazione con la “a” maiuscola possono realizzare.
Lo screening in piazza si è protratto fino a sera, tra curiosità e mille domande della gente che fino all’ultimo, chiedeva informazioni il rischio era di farci fare ritardo per la cena, (bisogna rispettare l’orario) ma ci veniva difficile tralasciare le curiosità della gente, vista l’importanza di questa patologia ed le cure “fai da te”.
La serata si conclude con gli animatori del villaggio e… scusate se oso per pochi, con le “animatrici” che si divincolano tra le siepi e le viuzze del villaggio…. troppe sirene, troppe….. e pochi interessati liberi, in giro. (sob, sob!!)
Lunedì 30 alcuni amici ci abbandonano a malincuore, ma i problemi di lavoro di Valeriano non gli permettono altra scelta, deve rientrare e Monica con la figlia lo seguono e le nostre insistenze non sono valse, visto che anche la figlia si era già affezionata ai coetanei del gruppo.
Siamo rimasti che ci sentiremo anche tramite email e si terranno al corrente da casa.
Le risate che ci siamo fatti tutto il gruppo insieme a Carmen di Napoli, per le storie trapelate dai corridoi del villaggio, tanto da farmi temere atti inconsulti e mi sono pertanto premunito con la mia sacca targata “Yamaha” regalatami da mio figlio. L’ho sempre portata dietro le spalle, per poter essere protetto da imprevisti di percorso e non essere colpito “sul vivo” (da qui il detto “essere colpiti alle spalle”), molti dei miei più affezionati ammiratori sicuramente comprenderanno a voi che leggete, lascio l’intuito.
Tra le altre mi si è anche dato una identificazione che a me non dispiace davvero, oltre al nickname Pino S.+6 mi è stato aggiunto George, chi è George?
È il famoso Cloney, (mio presunto sosia dicono i più affezionati), visto alcune/i pretendenti, hanno sollecitato le ire incontrollate di Silvana, che ricercava il più famoso matterello o la clava degli “Antenati”, per l’urgente bisogno di darle a qualcuno in testa!
Non vi dico le risate, e non posso sinceramente scendere nei dettagli, ma credetemi abbiamo passato delle serate uniche, visto alcuni personaggi, specifico, non del nostro gruppo, che abbiamo tenuto sott’occhio osservandoli al villaggio.
Il mattino è stato incentrato su Diabete e Sport, ho notato che molti erano assonnati (si fanno le ore piccole eh! Qualcuno ha perfino organizzato una spaghettata notturna, non faccio nomi…. Solo cognomi…. [M a r c o] provetto cuoco), ma ben presto tornati nelle migliori condizioni visto l’argomento.
Un’amica confessava di essere rimasta interessata dal gruppo dei nostri “Dott” per la loro disponibilità, essendo lei stessa abituata ad avere un rapporto freddo e distaccato con il proprio diabetologo, e parte dei contatti svolti telefonicamente, trovando nell’interlocutore, risposte superficiali ed evasive, sminuendo di volta in volta le necessità prospettate. Poter constatare personalmente che può esistere un rapporto più reale ed umano con il proprio diabetologo la lasciava riflettere sulla cosa.
Le facevo in effetti notare che, a parte la disponibilità umana dei medici, era determinante anche la presenza attiva delle associazioni, in particolare la nostra, composta da persone con identica patologia, diventando protagonisti del gruppo e non solo ascoltatori di nozioni e metodologie; facendole esse stesse parte della propria vita, come si sul dire un vero “modus operandi”.
Il prof. Eros Barantani esperto di alimentazione e non solo (a mio parere anche in comunicazione, visto come ha attirato a se tutto l’interesse degli astanti), al fine di creare una migliore comprensione dell’argomento che avrebbe esposto, sfruttava alcune immagini con sottofondo musicale, foto di atleti proiettati al raggiungimento di una meta agonistica, quindi per noi, il perseguire l’obiettivo di un miglioramento della qualità della vita.
Fra le altre considerazioni, molti di quegli atleti possono avere il nostro stesso problema, da qui l’importanza dell’attività fisica. Venendo meno, si crea l’aumento dell’obesità nella grande maggioranza degli individui.
È solito che dopo effettuato un “sacrificio, sforzo, consumo” si crea una sensazione di benessere che è una tangibile a dimostrazione che l’organismo ne beneficia.
È determinante che il movimento sia continuo e moderato, perché sono lunghi i tempi per il raggiungimento di una buona forma, rapidissima è la perdita di essa, ed è determinante la costanza dell’attività stessa.
L’attività fisica è anche una terapia, chiamata pure “medicina a basso costo” considerandola però alla stessa stregua ed usando le stesse precauzioni, inserendola nell’arco della giornata come tutte le altre sostanze curative.
Il professore ci spiegava appunto che la vita si è allungata, «ma non è che si sia allungata la giovinezza, bensì si è allungata la vecchiaia, è questa, la fregatura».
Ipoteticamente le nostre cellule possono vivere anche 115/120 anni, ma questo si rende difficile realizzarlo anche a causa del poco movimento ed il conseguente innalzarsi di valori che rendono difficile questo obiettivo.
Per superare il nostro analfabetismo motorio sono necessari, il movimento e sono consigliati gli sport aerobici tipo marcia o fitness walking.
Lo sport anaerobico è sconsigliato per esempio nel fare i 100 metri piani, si sfruttano in pochi secondi impiegati, la massima potenza muscolare senza poter usufruire della respirazione, chi non è allenato allo scopo, può essere deleterio e non raggiungere l’obiettivo del “benessere fisico” che richiede l’organismo.
Chi percorre ogni giorno 4 km a piedi, con passo sostenuto può ridurre la circonferenza di 5 cm. (gli uomini con la famosa pancetta, e le donne i loro fianchi, luoghi preferiti dove si depositano i grassi).
È importante per il raggiungimento di un ottima forma con la durata minima di 20 minuti a 60 con un intervallo non superiore a 2 giorni.
I 20 minuti sono necessari al fisico per entrare come si suol dire in carburazione, se ci si ferma diventa vano il movimento.
La frequenza cardiaca consigliata viene calcolata tenendo in considerazione un massimo di 220 dove si sottrae l’età, nel caso mio 220 meno 46 risultato 179 ciò per non avere dei danni, inclusi i microtraumi che si creano se non si è fatto un buon preriscaldamento.
Nel pomeriggio abbiamo potuto effettuare il Dia-Logos della "Diabaino Vip Vip dello Stretto" sull’Autocontrollo – come quando e perché.
Questa è una tecnica che permette di fare una discussione aperta e libera mantenendo l’anonimato permettendo la comunicazione diretta di tutti esponendo meglio i propri pensieri.
Ho notato che molti concetti si realizzano in pieno con la presenza dei pater-accompagnatori dei partecipanti al soggiorno, evidenziano meglio aspetti che altrimenti non sarebbero emersi se si è da soli.
Dopo questo incontro tutti al teatro effettuando alcune pratiche sul movimento realizzandolo con l’ausilio del prof. Carmelo Ferraro, i villeggianti si sono incuriositi della cosa e gli stessi animatori ci osservavano da lontano per le varie tecniche usate.
Io faticavo meno proprio perché m’impegnavo ad immortalare fotograficamente, ed ha prendere appunti… (Silvana diceva appunto che ogni scusa era buona, ma lei non aveva manco quella!)
Ho visto che i partecipanti attraverso il movimento aumentava la loro gioia in volto, quasi direttamente proporzionale al sudore, e l’allegria era un continuo sollevarsi.
Non ho potuto fare a meno di constatare la mancanza di Gabriella, la quale suppongo non intervenuta visto l’acciaccamento in cui si trova con la gamba ingessata, ma i più ritengono che se la sia fatta ingessare proprio per non fare attività sportiva. Io da buon fotoreporter sono giustificato, mi rifarò in ogni caso con la mia super bici, mi rilassa di più.
Certo che l’equipe disponibile è di tutto rispetto la presenza di tre Istruttori Isef e del professor Barantani non è dir poco.
Alle 20,00 tutti al ristorante ed ordine perentorio di Mariantonella “che nessuno prenda cibo fino l’arrivo di Gabriella o mio!”
Che sarà mai?
Spuntano in sala, difatti con bilance digitali ed analogiche che posano su un tavolo centrale. Dovete pesare tutto ciò che intendete consumare stimando il contenuto visivamente prima, scrivendo il peso supposto.
Ebbene io ho constatato che ciò che avevo messo nel piatto, si raddoppiava poi nella verifica in bilancia, dimostrando appunto che il più delle volte dico di non aver mangiato nulla e la cosa invece, non corrisponde alla realtà!
Sicuramente uno di questi è il motivo del mio ingrasso, fortuna che ho l’altezza e mi chiamo George!!
La serata è proseguita con balli e risate liberatorie visto l’esperienza della bilancia-cibi.
La mattina del 31 agosto alla villetta 430 per ascoltare le ultime novità della Minimed sul microinfusore 512 e 722 con il dr Giuseppe Di Loria.
Io e mia moglie ormai siamo dei veterani, ma c’è sempre da imparare, guai a pensare diversamente, altrimenti aumenterebbe l’ignoranza, brutto sintomo difatti e il credere di saper tutto!
Alle 10,00 dopo che la “Superdott” da un’occhiata alla terapia di Giusy di Ragusa, si è impiantato il micro Paradigm 512 che le è stato assegnato dopo aver provato il 508 per un periodo di verifica sull’accettazione della terapia e la sua utilità.
Tutti siamo stati coinvolti dalla cosa ed è stato come rivivere il nostro primo giorno d’impianto.
Il microinfusore, sembra strano, diventa un amico inseparabile, proprio perchè ognuno di noi ha scoperto forse per la prima volta una vera terapia con utilità subito tangibile.
Dopo pranzo mitica pennichella del mitico George (meglio conosciuto come “il riposo del guerriero”).
Al risveglio, la “Superdott” Mariantonella mi chiama via radio (ormai sempre in contatto e sempre operativi) « presto Pino o pardon George, che impiantiamo il micro a Laura, vieni che ti aspettiamo!»
Difatti il micro si presta benissimo per una terapia ideale a chi desidera affrontare una gravidanza, se ciò si avvera ancora una volta, ci sentiremo tutti più felici essendo così, partecipi (per ciò che ci è possibile), a queste scelte uniche e gioiose.
Ormai non siamo più soli!
Ho potuto ammirare gli occhi gonfi di Laura, la sua emozione e di suo marito appena le è stato impiantato il micro, sprizzavano gioia da tutte le parti, e la cosa ha coinvolto tutti tutti!
Come quasi per festeggiare alle 18,30 ci siamo portati a Capo Vaticano dove si può fare un buon bagno e nel contempo ammirare un tramonto eccezionale, ah! quando vedo queste meraviglie della natura mi sento romantico!
Mi faccio coinvolgere dalle emozioni è divento un gran piagnone!
La spiaggia di Capo Vaticano si presenta in alcuni tratti frastagliata da rocce di origine vulcanica che rendono la spiaggia quasi irreale, insenature delimitate da faraglioni di roccia color nocciola chiaro che, si ergono imponenti dal mare dove si rispecchia il sole rosso del tramonto.
Silvana in tale occasione ha voluto passeggiare in questo contesto standomi vicino anche nei momenti che facevo queste foto.
Sulla spiaggia il dott. Notarnicola della Abbott presentava il nuovo misuratore Freestyle Papillon con tutte le sue caratteristiche. Il prodotto a noi presentato in anteprima assoluta, ha attirato così l’attenzione del gruppo sia, per le sue proporzioni che la possibilità di effettuare il controllo dei chetoni nel sangue, in anticipo rispetto alle urine, e la possibilità di farsele prescrivere, come le normali striscette per la glicemia, dal diabetologo certamente in quantità minore (8 circa).
Sul promontorio antistante a questi luoghi, vi è un localino ameno dove, ci siamo fatti coinvolgere dalle pietanze e da una pizza con vari assaggi di cui la famosa “nduja” fatta con carne di maiale mista di peperoncino calabrese (di Soverato dice Franco ohh Franco) il tutto spalmabile sulle bruchette, e piccante al punto giusto da far sentire le labbra gonfie come agli uomini di colore.
Il tutto irrigato, per chi voleva, con del buon vinello leggero e traditore!
La luna bellissima sull’orizzonte faceva da padrona, illuminava la baia, il prof. Barantani per l’occasione ci consigliava che dopo il tramonto del sole sarebbe stato bello poter anche ammirare il tramonto della luna, che sarebbe avvenuto alle 5 o 6 del mattino!
Il fatto non ha avuto però un grosso audience, considerando la giornata intensa, ma non era da sottovalutare.
Il rientro nel villaggio è stato coronato da Carlo Pisani che ci ha offerto un ottimo spumante che ha incorniciato al meglio la serata, potendo sfruttare le bollicine contenute e stuzzicando così l’allegria di tutti.
Dopo io e Silvana siamo andati sul camper a farci abbracciare da Morfeo, visto che Bacco stasera ha un po’ esagerato.
E così Agosto ci ha lasciato affacciandosi il primo giorno di Settembre, già mi par d’intravedere alcune nuvole bianche all’orizzonte, l’incontro al solito è alla villetta 430, improntato sul conteggio dei carboidrati (CHO), per potersi così, regolare al meglio in tutte le situazioni sia di casa che al ristorante.
Sempre la nostra “Superdott” consiglia di consumare entro le 11,30 un agrume ogni giorno di 100 grammi circa e nel contempo, dava alcune spiegazioni su come migliorare la preparazione di alcuni alimenti per migliorare la nostra alimentazione.
La nostra dietista Gabriella Violi, nonché presidente della "Diabaino Vip Vip dello Stretto" ci dava delle indicazioni sul CHO nei cibi con gli equivalenti ed un caso clinico, su cui fare il punto variando tramite gli equivalenti, visto che si considerava una consumazione serale di 113 gr di CHO e per l’occasione si trovava in una pizzeria con degli amici e noi dovevamo calcolare così le possibili variazioni di cibi per l’occasione.
Così si è fatta l’ora per il pranzo al ristorante ed al solito per me, la mitica pennichella pomeridiana.
Alle 17,30 su richiesta del sindaco di Tropea in Piazza Ercole per effettuare lo screening.
All’ora prefissata c’erano i Vigili ad attenderci a Tropea visto che la piazza indicata era al centro, in una via usata per il passeggio pomeridiano dei villeggianti.
Tropea è una famosa località turistica meta di parecchie persone in particolare obiettivo di parecchi artisti del cinema e della televisione usata come punto d’arrivo, alcuni come Raf Vallone l’hanno avuta come terra natia (parente stretto della nostra Mariantonella), pittori, coreografi ed altri artisti come ispiratrice e musa che qui venivano meglio proposti per il loro lavoro.
Mentre i ragazzi erano all’opera nell’effettuare i prelievi è venuto a trovarci il Direttore Generale dell’ASL 8 di Vibo Valentia, gli informatori della Lifescan Nuccio Marino e Roberto Grasso.
Lo screening è continuato fino alle 21,00 grazie al passeggio serale lungo la strada che porta ad una delle più belle balconate di Tropea.
Purtroppo al rientro, ho scoperto che la ventola di raffreddamento dell’Unità Mobile si era guastata ed ho rallentato la marcia per non creare danni al mezzo…
Cena e serata chiusa con lo spettacolo degli animatori del villaggio.
Giorno 2 settembre il professore Carmelo Ferraro ci ha sciorinato alcuni cenni di pronto soccorso, necessari a chi effettua dello sport, l’importanza della cura del piede e le precauzioni a chi intraprende l’attività sportiva.
La giornata ben ventilata crea in tutti un benessere e la lezione fatta seduti su un prato, migliora la possibilità di apprendimento .
Alle 11,00 l’incontro con gli informatori scientifici della Lifescan, Nuccio Marino e Roberto Grasso e la presentazione del nuovo misuratore l’ultimo nato One Touch Ultra Smart, presenta la possibilità di inserire oltre alle glicemie alcuni dati (diario) che possono essere utili alla comprensione di alcuni valori, da parte del diabetologo, quindi non solo numeri ma anche la fotografia necessaria per comprendere le misurazioni stesse, vista la possibilità di inviare i dati, tramite il “glucobeep” al diabetologo con la relativa terapia che conseguentemente potrà proporre al paziente.
Cose davvero avveniristiche ed utili per migliorare la nostra qualità della vita.
Dopo pranzo nel pomeriggio, si riparla del controllo dei carboidrati, e la serata si conclude con la lettura di alcuni pensieri scritti, da alcuni partecipanti al soggiorno, molto importanti e utili a comprendere l’utilità dello stesso.
Io ritengo che alcuni obiettivi sono stati raggiunti, altri hanno superato le aspettative, e molte altre saranno migliorate nel prossimo, visto il coinvolgimento di tutti.
Difatti la serata è l’ultima, già cominciano ad intravedersi le prime lacrime e gli occhi gonfi dei più “forti”, ma nessuno riesce trattenere la tristezza per il conseguente rientro nelle proprie attività giornaliere.
Amicizie nuove ed indimenticabili, compleanni ed anniversari fatti da alcuni partecipanti, esperienze raccontate, vita vissuta, situazioni particolari messe in comune per cui, condivise in pieno.
I ragazzi entusiasti, come si suol dire, si sono fatti neri, tra piscina, scherzi, e giochi e serate a chiacchierare tra di loro, e qualcuno ha pure strimpellato con la chitarra da provetto cantautore.
È migliorata di molto, la loro autonomia, si sono consigliati tra di loro, legato e legati ulteriormente, difatti il gruppo cresce e diventa sempre più autonomo.
Speriamo che la famiglia continui sempre ad ingrandirsi, che le nozioni siano sempre in uno continuo miglioramento, che le case farmaceutiche incentivino in modo mirato il miglioramento della qualità della vita dei pazienti, che i medici aprano di più gli orizzonti nei rapporti con i pazienti.
Il mattino seguente è improntato sulla preparazioni delle valigie, i primi a lasciarci sono i bellissimi Francesca ed Alessio, ambedue di Spoleto, spiego loro l’itinerario per variare il rientro a casa prospettando una sosta per il pranzo, dove sono solito fermarmi, esattamente ad Atena Lucana (Sa), c’è un ristorante che si mangia da… alla grande ed il prezzo è accessibile, migliorandone la qualità. È l’Hotel Magic, il cui proprietario è solito girare fra i tavoli dei commensali, i camerieri sono di una solerzia e preparazione encomiabile.
Carmen, la bella napoletana, unica nel sua cordialità, nei suoi racconti ed aneddoti che l’hanno resa unica ed indimenticabile, a parte il mio pensiero fisso sulle sfogliatelle, preparate in modo eccelso nella sua città, dove mio malgrado ho lasciato parte della mia gioventù, Adamo e Laura di Amantea (Cs), la loro compagnia, i racconti, la vicinanza e la loro gioia nel condividere esperienze ed altro, e cosa dire per Rita di Verona, piccoletta ma da un cuore grande, dolce e sensibile tanto da ricordarla con tanto affetto, Giusy da Ragusa insostituibile, sempre apprensiva, e chissà, se ha acquisito dimestichezza con il suo micro, Marco con i suoi racconti che hanno messo seria in difficoltà persino il buon Barantani, sulla comprensibilità delle sue uscite serafiche.
Un pensiero vorrei anche esprimerlo, per la dolcezza, il silenzio mesto, di una gran donna che ha lasciato il suo segno nei cuori di tutti noi, la signora Giovanna che con il suo modo di esprimersi la vicinanza a suo marito, l’ascolto di ogni parola espressa ha attirato su di se l’affetto di tutti, complimenti per lei professor Barantani.
Vorrei anche evidenziare un aspetto importante precisamente l’aiuto insostituibile del dott. Alessio Rosato, premuroso di attenzioni per chi nel villaggio, ha avuto delle difficoltà di salute, avrebbe potuto anche lui usufruire degli svaghi proposti dal villaggio, invece è rimasto in veglia accanto a chi ne ha avuto le necessità.
Un medico per amico.
E come disse un cantante in una famosa canzone “come tutte le belle cose, duran un solo giorno, come le rose” (La canzone di Marinella), e sembrato davvero un solo giorno vissuto tutto d’un fiato!
C’è chi è stato coinvolto in toto, chi, un po’ più distaccato, ma penso che bene o male tutti hanno tratto dei benefici da questo soggiorno, io però non posso lamentarmi, confesso di essere stato preso a colpi di matterello da Silvana. Cercavo di spiegarle che, io non ero Pino, il suo solito PINO, ma il più famoso “George”, e non si tratta così George, che ne dite?
Ahiahi che dolore, che doloreeeee!!!
Sempre vs
n.b. – miii, manco quando le ho fatto leggere il racconto ha espresso un ben che minimo sorriso.
Ahiahi che dolore, che doloreeeee!!!
Non sazi dei sette giorni, abbiamo concluso la serata al pub GlendHouse di Reggio Calabria potendo così salutare alcuni amici che, l’indomani mattina, sarebbero partiti chi in aereo ed altri rientrati in provincia nella nottata.
Ciao Rita a presto - Emanuele, continua con i tuoi studi, siamo con te.
E, ricordate che non siamo più soli!
Ora basta! chiudo…! click!
Pino Salvadore alias Pino S.+6+2
G...Geo... lasciamo perdere va!
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 24 Settembre 2004 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/soggiorni/campi_013.html
