Insulin, Love and Care Summer Camp
La partenza


Quartu S. Elena (CA), dal 21 al 28 giugno 2003

di Andrea Scaramuzza - Pediatra



Asola, 20 Giugno 2003

Caro Progetto Diabete,

ci siamo, mancano solo poche ore alla partenza per questa ‘nuova’ avventura, e ti devo confessare che anche se non è il mio primo campo, questa volta sono davvero emozionato.

Il doc (i ragazzi lo chiamano tutti così, e mi sembra naturale poterlo fare anch’io) mi ha chiesto di tenere un diario, una specie di ‘Diario di bordo’ lo ha chiamato, dove annotare quasi in tempo reale le impressioni, le emozioni, le immagini più vivide e significative di questa nostra avventura. E a me, te lo confesso, l’idea è piaciuta parecchio (non so se hai letto ‘Una notte all’improvviso …’, dove si parla un pochino di me, ma devi sapere che sono un vero chiacchierone e amo stare al centro dell’attenzione). Così ogni giorno, per tutta la durata del campo ti manderò un breve resoconto che potrai mettere online il giorno successivo, e dove troverai gli avvenimenti più importanti, gli aneddoti e (non te le potrò risparmiare) le mie personalissime impressioni.

Forse ti starai chiedendo chi sono, e perché il doc ha chiesto a me di tenere questo benedetto ‘Diario di bordo’; ed io, nella confusione e nell’agitazione della partenza, quasi mi stavo dimenticando della cosa più importante, la mia presentazione. Ma rimedierò subito: il mio nome è Signor Diabete e in questo campo scuola (ne sono certo) avrò un bel ruolo da protagonista (come avrai capito la modestia non è il mio forte). Ed è forse proprio per questo che il doc ha chiesto a me di scrivere queste righe. Spero di non deluderlo.

Ma non perdiamoci in ciance e torniamo all’avventura, sì a questa nuova, speriamo magnifica, avventura che andrà tra poco a incominciare. E quando ti dico che sono emozionato, mi devi credere; emozionato lo sono davvero e per diverse ragioni. La prima è che ci sono un sacco di ragazzi (forse non te lo dovrei dire, ma una sera che il doc stava sistemando le schede di adesione mi sono intrufolato e ne ho contate davvero parecchie di codeste schede, 55 se non sbaglio), e di questi molti sono nuovi. Un’altra ragione è che questi ragazzi vengono da un sacco di posti (pensa che vengono letteralmente da mezza Italia, non solo Lombardia, ma anche Piemonte, Veneto, Lazio, Basilicata, Sicilia e, naturalmente, Sardegna). E poi, come molti dei ragazzi, anch’io viaggio in aereo per la prima volta (e, se anche te lo dico in un orecchio per non vergognarmi troppo, un po’ di paura non mi manca di certo).

Ora che i preparativi sono quasi alla fine, ci mancherebbe altro, ti posso dire che è stata una bella faticaccia. Pensa che il doc ha cominciato ad organizzare questo campo giusto un anno fa, appena rientrato da Parigi, e da allora non si è fermato più. Cercare un albergo bello, ma non troppo caro, cercare un volo aereo alla portata delle nostre tasche, organizzare delle escursioni carine che ci permettano di visitare almeno un pezzettino di quella bellissima isola che è la Sardegna. E poi, organizzare l’aspetto educativo, quello che in fin dei conti credo sia la parte più importante, anche se marginale, del campo. Lasciare impronte che altri possano seguire (non sono parole mie, ma del doc, ma mi piacciono e gliele ho rubate). E qui il mio amor proprio ha vissuto un momento di gloria. Sempre sbirciando ho dato un’occhiatina agli appunti preparatori della parte educativa e non potete immaginare la mia gioia quando ho visto che per aprire il campo scuola, il doc aveva scelto proprio una lettera scritta da me (e riportata nel libretto di cui ti dicevo). Mi sono quasi venute le lacrime agli occhi. Te la riporto qua sotto, così anche tu ti potrai fare un’idea. Quando l’avevo scritta volevo spiegare a M. (il protagonista, insieme a me si intende, del libretto) che l’amicizia è una cosa importante, forse quella più importante di tutte, e che comunque (quando si parla di amicizia) non ci si deve mai fermare alla superficie delle cose. Ecco la lettera:

“Caro M.,

ti scrivo questa lettera per dirti che sono un po’ dispiaciuto che dopo tutti questi anni tu non mi consideri ancora un tuo amico. So benissimo che quando sono arrivato tu eri solo un bambino e ti ho fatto soffrire. Ma mi devi credere, non si poteva fare niente di diverso. Tu non hai scelto me e io non ho scelto te. E’ stato un caso, un incontro fortuito di coincidenze che hanno voluto che fossi tu e non altri il mio inconsapevole e involontario ospite. Te lo ripeto, mi dispiace.

Ma adesso che sono passati tanti anni, avresti dovuto capire (e io credo che tu lo abbia capito benissimo) che solo se siamo amici, se non litighiamo ogni momento, se tu accetti le mie regole anche quando non le condividi e ne faresti volentieri a meno, è solo così che noi possiamo andare d’accordo. E stai sicuro che non lo dico per me, quanto per te. Perché, comunque, ti voglio bene e mi dispiacerebbe vederti finire male solo perché non andiamo d’accordo.

Ti ripeto, io credo tu lo abbia capito, ma mi piacerebbe che qualche volta me lo dicessi.

Amicizia significa anche aiutare a crescere meglio, a vivere serenamente cose che non ci piacciono ma che siamo costretti a sopportare, significa insegnare a vivere con il sorriso anche quando vedi intorno a te solo facce scure e sfiduciate. Amicizia è anche questo. E spero che tu riesca a capirlo. Non pretendo da te che tu mi voglia bene o cose del genere, ci mancherebbe anche questo!

Con l’augurio di essere un po’ amici”. – Il Signor Diabete

Oddio, che cosa complicata l’amicizia. Mi vengono in mente le parole che ho lette non tanto tempo fa in un bel libro di Elain Lobl Konigsburg (non ti sembrerà, forse, ma anch’io sono un tipo istruito). Il titolo era ‘L’alfabeto del silenzio’: “Non so spiegare perché io e Branwell siamo diventati amici. L’amicizia secondo me non ha un perché, e se cerco di pensare alle ragioni per cui io e lui dovremmo essere amici, me ne vengono in mente altrettante per cui in teoria non dovremmo esserlo. (…) L’amicizia si basa su incastri perfetti di tempo, luogo e stati d’animo”.

Ecco, per me l’amicizia è proprio così: un incastro perfetto di tempo, luogo e stato d’animo. Chissà come andrà in Sardegna, chissà se qualcuno troverà questo incastro perfetto? Io spero di sì.

Tra l’altro il tema del campo scuola è molto bello e centra un sacco proprio con l’amicizia. In inglese, che fa più chic e anche un po’ internazionale il titolo suona così: Insulin, Love and Care, che tradotto potrebbe essere: Insulina, Amore e Prendersi Cura, che poi in parole un po’ più semplici starebbe a significare che sì l’insulina è indispensabile (vitale direi), ma senza un po’ di amore e di interesse per chi il diabete ce l’ha e lo deve gestire da solo ‘nella buona e nella cattiva sorte’, potrebbe non essere sufficiente. Perché non è mica colpa di nessuno, tantomeno del ragazzino/a col diabete, se non sempre le cose vanno come dovrebbero, cioè nel verso giusto. Un po’ di interesse da parte di chi si adopera per aiutare a curarlo, il diabete, non guasta mai, almeno secondo noi. E questo è il messaggio che vorremmo trasmettere a tutti i partecipanti di questa ‘avventura’.

Perciò, in bocca al lupo e … buon volo a tutti. Noi ci risentiamo domani con nuove notizie, pensieri, emozioni e con un briciolo di … amicizia in più!

Buon Campo Scuola a tutti (voi che partite e voi che restate) e un caro saluto a te, Progetto Diabete, e arrisentirci a presto.

Il Signor Diabete


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 20 Giugno 2003 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/soggiorni/campi_008a.html


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