Adolescenti in campo
Giovani (diabetici) d’oggi al Camposcuola

Organizzato dall’ADGT e dal Servizio di Diabetologia pediatrica dell’Ospedale Santa Chiara di Trento

Cesenatico, Giugno 2002

della Dott.ssa Paola Marchionne Toscanelli, psicopedagogista

…perché i ragazzi non si fanno vedere
sono sfuggenti come le pantere
quando li cattura una definizione
nel mondo è nata una nuova generazione
(Da “tempo” di L.Jovanotti)

Impressioni ed emozioni
Sono passati ormai 3 mesi da quando, in un caldo mattino di Giugno, lo squadrone è partito: 27 adolescenti, per l’esattezza, fra gli 11 e 18 anni, con a seguito infermieri, diabetologa, dietista, animatore e, naturalmente, me, tutti in 2 pullmann, come minimo, fra zaini colorati, cuffiette, qualche sigaretta e tanti, tanti occhiali da sole.
Sì, noi a seguito a loro, noi (ahimè) grandi, a metter su regole, orari e ritmi, subito inframezzati dai loro movimenti: ti giri un attimo ..e non ci son più, sono volati via, come gabbiani, a frotte, a gruppi, si guardano, si parlano vicino, ridono o stanno in silenzio, si tuffano, corrono, giocano. La mattina insonnoliti, con la testa nel caffelatte, ruminanti ai pasti di fronte ad enormi scodelle di verdure, squillanti fra gli spruzzi in piscina, frizzanti la sera pronti ad uscire.
Silenziosi o pieni di curiosità, sono sempre loro: GLI ADOLESCENTI. Diabetici? E come si fa a dirlo: più li guardo, attenta a cogliere ogni diversità, e più li trovo semplicemente unici, rari ed irripetibili, così come sono: testardi o remissivi, ribelli o timidi, insicuri o indipendenti e chi più ne ha più ne può mettere, sono loro, sono i ragazzi, delle persone prima di tutto.
…Ed io stavo nel mezzo, sperduta ed emozionata (per me è stato il primo campo Giovani) ad osservare i loro spostamenti, a cogliere spensieratezza, musi lunghi, segreti, il loro modo di relazionarsi: ho imparato ben presto la lezione di come bisogna essere discreti, fruscianti, invisibili, rispettosi, positivi per lasciarli liberi di vivere le loro cose ma anche farsi sentire disponibile e presente. E ben presto ho capito che, solo a guardarli, avrei avuto abbastanza da fare. Ma non mi sono accontentata, anche se il solo vederli è stata una delle risorse più belle e preziose che poi mi sono portata a casa.

Il loro percorso: Il diabete c’è..ma si vede?
Tecnicamente, per svolgere le attività da me progettate, i ragazzi sono stati divisi in 5 gruppi, ciascuno di 5/6 elementi, che si sono ruotati nelle giornate per discutere intorno a tre temi.

IL PRIMO TEMA È STATO “LA FACCIA DEL DIABETE”: i ragazzi hanno elaborato una immagine grafica del loro vissuto rispetto alla malattia, prima ritagliando e incollando immagini varie tratte da riviste. Ne sono usciti dei cartelloni splendidi con frasi come “La dolce vita”, “La nostra faccia normale”, “La risposta è oltre l’orizzonte”, “Fatti un check-up” in mezzo a lacrime, sorrisi semplici, e tanti, davvero una valanga, piatti di pasta, panini, dolci e bevande; poi, hanno disegnato insieme, dopo aver eletto il più abile grafico, l’aspetto del Signor Diabete: sdrucito, brutto, sporco e pieno di siringhe, diavolo con tatuaggi di dolci e una forchetta enorme (non forcone!) fra le mani. Un gruppo l’ha addirittura raffigurato come una prostituta, che si presenta anche bene (pur non essendo né giovane né bella), ma ti frega poi.

IL SECONDO TEMA È STATO “COSA C’ENTRA IL DIABETE?”: attraverso la tecnica del Brainstorm (tempesta di pensieri), i ragazzi hanno elaborato tutti i messaggi che hanno sentito rispetto al Diabete in famiglia, a scuola e fuori, con gli amici, nello sport, in amore. Ed una tempesta è stata: come si fa a parlarne? E a chi e quando? Nascondersi o essere sinceri? E se poi gli altri se ne vanno? Qualcuno è stato escluso da discipline sportive, qualcuno è stato additato e insultato, qualcuno ha reagito.. con una mazza da baseball, qualcuno subisce le sbagliate (se non nulle) informazioni che gli altri possiedono in merito (Come la prof. Che dice ad oltranza “Ma ti sei ripresa? Ti vedo palliduccia..”), qualcuno non dice niente e buonanotte! E in famiglia: ma cosa biip hai mangiato biip per aver biip una glicemia biip biip?! Hai fatto le tue cose? Hai tutto? Mi raccomando.. (che significa “Non mangiare extra”).
Abbiamo anche avuto modo di vedere un Microinfusore dal vivo (con lui il Diabete si vedrebbe!) e di rifletterci su. Inoltre, i ragazzi hanno ricevuto in dono un braccialetto di perline colorate: ognuno lo ha scelto e indossato con la consegna che quello avrebbe simbolizzato la presenza del Diabete e che ci saremmo divertiti a vedere il comportamento di ciascuno rispetto ad esso: lo avrebbero tenuto? L’avrebbero mischiato in mezzo ad altri, rotto, perso, tolto?
Diciamo che, per fortuna, complici le onde, ne avevo tanti di riserva: qualcuno l’ha perso definitivamente, qualcuno l’ha tolto per non perderlo, qualcuno mi ha detto: “Che bello sarebbe se fosse così: lo strapperei e..via tutto!”

IL TERZO TEMA È STATO “GLI SPAZI DEL DIABETE”, intorno al quale i ragazzi hanno discusso sui punti cardine dell’autogestione: dieta, terapia, controllo, alimentazione, aspetti interiori-psicologici. Abbiamo elaborato degli acrostici utilizzando le varie lettere che compongono la parola Diabete: sono usciti messaggi sia come “disciplina insopportabile” che come “impegniamoci al meglio”. Infine abbiamo fatto un gioco: ognuno poteva scrivere segretamente su dei bigliettini 1, 2 o 3 errori più frequenti commessi nella gestione della propria malattia. Alla fine questi biglietti venivano letti a voce alta con garanzia dell’anonimato; sono emersi messaggi come: mi vergogno, mi faccio insulina in più per mangiare, non osservo la dieta, non ne parlo, mi nascondo.

Comunque, la cosa più bella che ho visto loro fare è stata, durante il viaggio di ritorno, “griffarsi” delle magliette bianche ricevute da un rappresentante con le loro firme e dediche: ho avuto l’onore di firmarle anche io e di leggere i messaggi, i più svariati, dalla frase profonda a quella buffa in dialetto, ma tutti, TUTTI messaggi positivi.

Detto fra noi…
Un professionista può avere delle emozioni?
Spero che la risposta sia sì, perché altrimenti io non saprei proprio che farmene delle mie, tantissime e vive ancora dopo 3 mesi. Io, che ho sempre studiato, lavorato e amato l’infanzia, non avrei mai potuto pensare che gli adolescenti mi avrebbero rubato il cuore, con la loro tenerezza, il loro essere appena cresciuti, coi loro bisogni e le loro contraddizioni. Io mi sono tante volte chiesta cosa penseranno di me, diabetica in mezzo a loro, quale ruolo ho: mi chiamano “strizzacervelli” (e non lo sono!), “la bocca della verità”, praticamente tutti, semplicemente “La Paola”. Chiedono raramente di parlare, ma se li ascolti, non la smettono più.
Certo, deve essere più di un ruolo, il mio, perché ormai me lo sento addosso e inseparabile così come un cappotto quando fa freddo. E faccio fatica a definirlo perché la prima cosa che mi viene da fare è infilarmi in mezzo a loro ed essere presente, poi si vedrà.
Da quando faccio questo lavoro, poi, mi sono resa conto di non essere più di una di loro, un’adolescente, e di quanto sia bello esserlo: l’unico guaio degli adolescenti è che non ci si rende conto MAI in quel periodo quanto si sta bene!
E, tutto sommato, ho scoperto che sulla spiaggia, sotto la luna, con fuoco e chitarra cantano le stesse canzoni che cantavo io alla loro età; l’unica differenza è che io poi sono andata a dormire, e loro no! Mica per l’età, beninteso, ma per discrezione!

Insomma, se le emozioni sono concesse, io le dedico tutte a loro. Mio papà, quando mi laureai, mi scrisse questa semplice frase “Con emozione ed affetto”, ed oggi io la giro a loro, aggiungendo ammirazione, rispetto e un mare di solidarietà.

Ciao ragazzi!
Dott.ssa Paola Marchionne Toscanelli, psicopedagogista
…anzi “La Paola”

…In questo viaggio ci vuole coraggio
…ti resto accanto su questo cammino
però ti prego tu dammi la mano
..il cuore è pieno di lacrime rotte
il tempo è ladro di cose mai dette..
..E io sarò una regina
sarò l’estate e la nebbia di mattina..
sarò le tue vele…
(Da “Le cose non vanno mai come credi” di Giorgia)


Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 25 Settembre 2002 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/soggiorni/campi_006.html


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