E drinne drinne...
ovvero
“cantami o diva l’ira funesta del Pelide Achille”……

Malta, 24 - 28 agosto 2002

Terzo soggiorno educativo promosso dall'Associazione Diabaino Vip-Vip dello Stretto
di Pino Salvadore detto Pino S. +6+1

Volendo, ho scovato un sistema per ammirare l’Italia, la nostra cultura o meglio tutto ciò che è Italiano.
Un dì, tempo addietro mi fu proposto di partecipare ad un soggiorno educativo per giovani ed adulti formandolo con: un equipe di tutto rispetto, da persone preparate e motivate, amanti del pianeta diabete, con “alto senso del dovere ed… abnegazione”!
Dottori, Psicologo, Psicoterapeuta, Psichiatra, Infermieri, Animatori, Operatori Sanitari, Dietista, Genitori, Fratelli, Amici e per dirla in numeri…. Circa 68 persone. Giunti da ogni dove, e con svariati mezzi: aereo, catamarano, autostrada, strade nazionali, strade provinciali ed io in mulattiera ma percorsa con la mia “MMMoto”.
Tra un problemino ed altro sembrava che “il fato” vietasse la mia partecipazione, infatti nei giorni quasi concludenti, vi sono state tante e variopinte situazioni familiari che certamente rendevano il tutto molto ma molto complicato. Perfino i computer e stampanti hanno dato il loro apporto negativo facendo le bizze, sia il mio che quello di Mari@an (N.d.r: Maria Antonella Ferraro, diabetologa, presidente della Diabaino Vip Vip). Dovrei proporre di farci fare da un buon presbitero magari, da Padre Dolcino di Sicilia, un’autentica benedizione ogni qualvolta si organizza qualcosa!

Facciamo subito un bel cerchio, ci sediamo tutt’intorno e cominciamo a scrutarci… ah! Francesca, da parecchio che non la vedevo, chissà come vanno gli studi? Antonio ed Alessandro, i miei soliti compagni di camera, Vito e consorte, con lui amici d’infanzia; Antonio il bruno, il …latin lover (lui dice che non è vero, ma io credo che lo faccia per celarsi sotto mentite vesti), persone nuove, chissà da dove vengono? Valerio, bel giovane con occhi vispi e, può non piacere a qualcuno “romanista sfegatato”! Che dire di Giovanni, biondo, sempre pronto e disponibile, non c’è nessuno più felice di lui nel partecipare a questi soggiorni! Giusy, occhioni belli e viso espressivo e dolcissimo tipica mediterranea, cosa avrà di nuovo da raccontare?
Bè io comincio a fotografarli tutti, saranno queste immagini che, conservo sia nell’album che nel cuore, a fare da battistrada al mio racconto.
Sardegna, Lazio, Sicilia, Calabria (da Cariati a Reggio Calabria) tutti presenti, la nostra amata ed esuberante Presidente della "Diabaino Vip-Vip dello Stretto" ci consegna gli zaini riforniti di prodotti, notizie, attrezzi utili e necessari al soggiorno ed al controllo del diabete. All’incontro anche molti associati.
Alla fine, liberi per poco e subito incontro istituzionale al Comune di Reggio Calabria nella sala del consiglio e per un po’ la Ns Presidente Gabriella Violi prende il posto del Sindaco di questa città! Se non credete, le foto testimoniano! Giornalisti, Autorità, televisioni locali, Responsabili Sanitari e… persone sempre molto sensibili alle nostre problematiche e vicine nelle nostre iniziative.
Oh! Ma chi c’è lì in prima fila sulla sinistra della Sala Consiliare. Mi sembra una orgogliosa madre, ma sì è lei, e quella bimba fra le braccia è Annalaura, di pochi giorni, nata con l’impegno della mamma e del papà e il contributo dell’associazione materializzatesi in Mariantonella, Gabriella e Santina ed altri nella ASL di Gallico.
Subito Mariantonella, forte delle sue conoscenze, con i suoi lati umani che la rendono unica nell’impegno giornaliero per questo mondo del diabete e non, prende la bimba e la mostra a tutti come segno di vittoria, a dimostrazione che con un impegno sinergico di più elementi è possibile realizzare progetti che chiunque può fare, certamente, sempre con l’aiuto principale dell’ “Autore della vita”.
Terminata la conferenza stampa, alle 20,00 tutti sul Lungomare di Reggio Calabria per una pizza da consumare sul più bel chilometro d’Italia inumidendola con un buon boccale di birra alla spina.
A fine serata tutti subito a fare ninnananna, che alle 4 del mattino si dovrà partire alla volta di Catania.


L’ATAM sempre disponibile, con il nostro autista presente ad ogni nostro impegno, perfino la Caronte traghetti di Villa S. Giovanni, si rende partecipe dandoci la priorità all’imbarco (tempi estivi uguale file bibliche che a dire il vero non ci sono state) ma subito abbiamo trasbordato nella bellissima Sicilia.
Lungo il percorso giunti in prossimità di Taormina, il sole sorgeva lentamente e l’aereoporto di Catania sembrava allontanarsi sempre più! Telefonate a iosa per sollecitare il nostro arrivo altrimenti, il pilota dell’aereo non ci avrebbe accettato. Primo approccio determinante con una struttura a noi sconosciuta, un volo prima con un orario di partenza, poi anticipato non conosco di quanto, ma infine ce l’abbiamo fatta a salire a bordo con l’ira funesta del Pelide Achille di turno: Il pilota Air Malta! (prima comparsa) arrabbiatissimo.
Mette in moto l’aereo, si avvia in modo sempre più celere al trampolino di lancio, pareva che volesse decollare lì, all’istante, invece decelera di botto facendo una frenata stile treno merci diretto su un binario morto e curva con inversione ad “U” repentinamente.
Scatto rapido, tanto da creare un po’ di mormorii e su, fra le nuvole…
Se a Catania la partenza è stata così cruenta, cosa sarà di noi a Malta? Questo era l’interrogativo che serpeggiava tra i presenti. Mah! Speriamo bene, nel frattempo mi osservo dal finestrino la bella Sicilia ed il suo territorio. Credetemi ho pensato più volte a Silvana ed i miei 5 pargoli! Chissà se li rivedrò!
No a voler pensare male, ma i nostri dubbi erano fondati. All’arrivo, giunti in prossimità della pista maltese, il buon pilota effettua un atterraggio rapido tale da far ribalzare l’aereo più volte sulle ruote! Fiiiuh!
Per dare un idea, avete mai visto il cartone animato di “Bianca e Bernie” della W. Disney, precisamente quando il cormorano doveva prendere il volo per accompagnare i due? Ecco precisamente lo stesso effetto sia la partenza che l’arrivo!
Usciti dall’aeroporto, si trovava un pullman che era tutto un programma, saliti, scopriamo immediatamente che l’aria condizionata era un vecchio ricordo della nostra terra natia, i cigolii non davano per nulla alcuna assicurazione, le strade con le buche profonde tanto da sollecitare in modo inesorabile gli ammortizzatori del mezzo ed i nostri fondo-schiena, la corsia di marcia è inversa alla nostra pari solo all’Inghilterra, mah, contenti loro!
Giunti all’albergo sulla carta, di “tre stelle”, ma di fatti di “tre stalle”, notavamo che da subito l’ospitalità eccelsa cui sono capaci i locali. Ad alcuni, me compreso vengono consegnate le camere, io alla 534, ad altri, che evidentemente sono stati monelli, hanno dovuto attendere il pomeriggio e farsi un riposino su qualche divano della hall. Pure essendo tutto già prenotato dall’agenzia di viaggio da Reggio Calabria (incredibb’le!!! stile Sasà Selvaggio).
Salgo in camera insieme ai miei amici di ventura, ah, finalmente ci riposiamo un po’ distesi a letto, una sciacquatine per toglierci un po’ di puzzo addosso!
Vana speranza, macché, per aria condizionata, nelle stanze vi erano delle pale giranti da farle invidiare ad un elicottero da combattimento americano “Apache”, il bagno con una finestrella sigillata col silicone, che dava in una specie di canna fumaria interna (si suppone, ma non è stato possibile accertare diversamente da alcuno), tanto che, visto il caldo del luogo, bisognava usufruire dei servizi igienici al momento di solitudine, oppure cercare di invitare gli altri soggiornanti “va’ tenete 2 lire (pari a 5€) e compratevi un ghiacciolo…. Ho delle cose urgenti da fare!!!” E’ ovvio che l’aerazione inesistente. Terminata l’opera, bisognava aprire la finestra che dava sul balcone e di conseguenza quella del corridoio così si creava una corrente d’aria.
Richiesta la sala Meeting dalla nostra amata presidentessa Santa Gabriella della "Diabaino Vip-Vip dello Stretto" ci assegnano un locale con annesso bar in piena attività, con delle poltrone comodissime, ma inopportune all’uso cui noi necessitava.
Fattisi le ore 19,00 circa il gestore “der baretto” come lo chiamano all’ «Urbe» ci evidenzia, con un misto di arabo-inglese (a me sembrava albanese-troglodita) che alle ore 20.00 cascasse la pannocchia, dovevamo sloggiare di là per far vedere la televisione ad altri ospiti del “grand hotel, St. Gorge Park Hotel 3 stalle” quest’ultima parola non è un errore di battitura) l’ira funesta del Pelide Achille di turno: il barista, figura secondaria premiato con il….. «migliore non protagonista», mah evitiamo va’!
In questo marasma, abbiamo il primo contatto con il nostro psicologo, che grazie alla sua professionalità ci riporta tutti agli obiettivi prefissati.
La sera finalmente ceniamo e dopo una passeggiata in loco a divagarsi tra le vie di San Giulian dove è sistemato un casinò con molte discoteche con tanti, ma tanti ragazzi.

Alle 9,00 circa del giorno seguente, è previsto l’incontro in una sala meeting in un hotel accanto “La Valletta” dove il responsabile era (voce di corridoio) il manager di super Hotel St George, che aveva assicurato alla ns presidentessa che i problemi accorsi, non si sarebbero ripetuti.
Difatti per l’orario previsto, io personalmente mi porto alla hall del predetto locale, per constatare la situazione, chiedo in perfetto italiano dove fosse allocata la stanza, un signore risponde che “lui non capire” chiama un altro ragazzo il quale con cortesia maltese mi riferisce che avrei dovuto chiedere al ristorante, il responsabile della questione era il ragazzo ivi preposto.
Vado con solerzia a ricercare il ristorante, ove un giovincello, con evidente difficoltà, cerca di trovare il “presunto tizio” che era in possesso sia della chiave della sala che quella dell’aria condizionata che al momento era spenta.
Difatti girando per i corridoi, riuscì a trovare la sala, ma il caldo e il puzzo di umidità di cantina era infernale. Non saprei indicare se Dante avesse trovato a quale girone collocare la sala….. forse quella dei golosi?
“Gabriella, siamo al caldo-umido infernale, qui preposti per scontare i nostri peccati, non sembra che siano molto gravi, ma li dobbiamo scontare tutti ed a tutti i costi fino all’ultimo cioccolatino; potresti darci notizia di dove dovremo stamattina affrontare il nostro percorso didattico?”
Povera Gabri, si manifestava ai nostri occhi con fattezze esorbitanti, frammenti stellari diretti sul pianeta terra pronte a colpire le teste dei vari “non capire io, italiano”, scusa no detto io, questo!”
Noi volevamo solo una sala dove, in grazia di Dio poter effettuare quanto promesso la sera precedente dal responsabile di turno, e dall’agenzia di viaggi di Reggio Calabria!!!
Be’, lasciamo perdere e rintracciamo un nostro fidato accompagnatore, un signore di Reggio Calabria di nome Giovanni, che si presta in modo encomiabile a illustrarci gli aspetti ameni dell’isola.
A suo parere le disavventure capitate sono solo colpa delle nostre difficoltà a farci capire difatti il problema principale e che “noi” non ci siamo prodigati a studiare gli usi ed i costumi locali prima di giungere sull’isola.
Insomma questioni superabili, difatti adesso andremo a visitare la capitale di Malta, La Valletta.
Ci fermiamo con il pullman in un piazzale ove anticamente si conservavano le varie cibarie sotto dei lastroni di pietra, accessibile all’interno tramite dei buchi coperti da pietre. Ci avviamo all’interno del centro storico dove pare vi sia l’elite di Malta, in ogni palazzo storico o chiesa si trovano dei cannoni esterni ad anticiparne l’imponenza e la bellezza, è affascinante vedere una balconata dove si scorge il porto con muri alti costruiti per evitare gli antichi invasori, certo che i maltesi ne avranno passate di belle nei tempi passati!
Gli autobus locali, di colore giallo-arancione con svariate cromature di periodo anteguerra, sono molto caratteristici, notavo difatti un parco macchine antiquato, di nuovissime non ce n’erano altro che benzina verde e marmitte catalittiche, certe auto si sparavano dei fumi neri da far rabbrividire perfino il più riluttante ecologista.
I vari pullman erano pieni zeppi di viaggiatori mancava poco che i viaggiatori accalcati si sistemassero anche sopra i tetti (vedasi in nazioni da terzo mondo).
Prima di rientrare in “super hotel” passiamo da una bella località dove è situata una grotta sul mare, 5 minuti e via.
In sala meeting ci viene spiegato l’uso dell’holter glicemico, apparecchio avveniristico che, per 280 volte al giorno ci da’ la situazione glicemica continua dello zucchero nel sangue, si ha così un grafico con la possibilità di comprendere meglio, come il nostro corpo reagisce durante l’arco delle 24ore, per tre giorni di seguito, cosicché il diabetologo può meglio intervenire con una terapia più idonea.
Noi abbiamo questa possibilità grazie all’associazione "Diabaino Vip-Vip dello Stretto" che a proprie spese, ha acquistato il prodotto e per quest’occasione ha proposto ad uno di noi.

Il giorno seguente si è annunciato lo stesso dilemma, la celebrata sala meeting e tra i: “io spiacente non sapere perché accaduto questo?” finiva che, indubbiamente, la colpa era nostra, perché noi non avevamo chiesto la sala e nessuno ce l’aveva promessa.
Quando poi riuscivamo a recuperare il signore che ci aveva dato assicurazioni in precedenza, che l'ambiente in questione era quello, si era fatto tardi e comunque si è riuscito a fare parte del percorso didattico, in tempi rapidissimi.
A mezzogiorno e mezza il pranzo e poi a Comino per un giro in barca alla “Laguna blu” dove poterci rilassare e fare un bagno. Io per l’occasione l’immersione l’ho fatta di sudore, a causa degli scatti per immortalare le nostre sirene, che si divertivano in acqua ed i vari poseidoni che mostravano tutto la loro lucentezza, in quelle acque straniere.


Il mattino seguente appuntamento alle 8.30 per visita a Gozo, previsto il pranzo a in un locale caratteristico ed ameno Masalforn vicino alla grotta di Calipso.
Ci portano al porto tre pulmini di colore rosso.
Traghettiamo per le ore 11.00 giungiamo a Gozo ed effettuiamo una visita ad un centro preistorico dove erano allocate tante pietre una sull’altra, da lì andiamo a Victoria (Rabat) e dopo una visita ad una chiesa, e poi a pranzo.
Il punto d’incontro con i nostri furgoncini era stato fissato alle 16.00 circa per poi portarci ad Ramla Bay in una spiaggia per fare il bagno.
Qui avviene un fatto increscioso.
A dir poco fa’ rabbrividire anche i più duri di cuore.
Con noi è venuto un ragazzo che, con problemi di deambulazione, costretto alla sedia a rotelle, trovandoci lungo una strada poco adatta all’uso della sedia a rotelle, veniamo lasciati tutti ad un incrocio distante dalla spiaggia un circa 800/1000 metri, poiché a dire degli autisti, vi sono problemi nel girare i mezzi. Sul posto io noto che la cosa non era per nulla vera, comunque è anche una scelta per questione di praticità nella guida.
Con buona lena, inconsapevoli della situazione territoriale e da poco rimpinguati, due passi non fanno male a nessuno.
L’incontro con gli autisti dei furgoncini era alle 18.00.
Fattosi il momento stabilito, venivamo sollecitati dal più giovane tra loro, di anticipare l’avvio in quanto, gli altri che ci attendevano a Malta non ci avrebbero aspettati pena essere lasciati a piedi, sebbene erano stati retribuiti dalla mattinata.
A questo signore gli chiedo dove fossero posteggiati i furgoncini, nel caso in cui fossero dove ci avevano lasciato in precedenza e propongo di avvicinarli, in considerazione del nostro amico con il suo handicap.
Mi faceva presente che non poteva assolutamente, in quanto non poteva fare manovra per fare inversione (sempre cosa non veritiera ed oltretutto mi sono proposto di farlo io, visto le sue difficoltà).
Qui mi si drizzavano i capelli spiegando che non trattandosi di autosnodati (tir) o camion con rimorchio, la manovra sarebbe stata da manuale.
Ma non si curava per nulla della cosa e proseguiva sulla spiaggia per chiamare gli altri, ancora con i costumi bagnati a rientrare celermente.
Il buon presidente dell’OSDI Calabria, non curante delle stupidaggini dell’indigeno, si avviava verso i furgoni trascinando la carrozzella fino a raggiungere i mezzi in questione. La strada è anche in leggera salita.
A me il sangue mi ribolliva dentro, tanto che il buon Carlo Dorrico, rimase in silenzio sollevando le spalle.
Fotografando tutto il percorso ho ripreso le targhe degli automezzi in questione, con l’intenzione di portare subito a conoscenza del vergognoso gesto attuato dai fulgidi autisti, evitando se non altro che altri avventori dell’isola potrebbero arrischiarsi a tali disumane disavventure.
Volete la ciliegina sulla torta, oppure, il tocco di classe?
Ebbene non è chiusa qui.
Giunto in prossimità dei mezzi in questione il Dorrico, faceva presente che per il modo in cui era posteggiato, non avrebbe potuto far salire (di peso) il nostro amico sul mezzo, bastava che si allargasse un pochino, ma per tutta risposta, l’autista subito incac…. Si è parcato altri 60 metri più in su!
Ho reclinato il capo, vergognandomi di appartenere alla specie simile al quel “signore”.
Cose mai viste! L’ira funesta del Pelide Achille di turno: i tre autisti.(misere conferme locali).
Ovviamente grazie ai miei trascorsi lavorativi, queste sono cose documentate e ben dettagliate in particolari che, mi proporrò di relazionare in modo chiaro e particolareggiato agli organi competenti. (sono in attesa difatti, di consigli mirati a far più male possibile).
Altresì venne richiesta una somma in lire maltesi in più a causa della sedia a rotelle da portare sul pulmino, cosa che fino a quel momento non venne per nulla evidenziata.

Il mattino seguente «quell’ultimo giorno a malta», non ci siamo fatti mancare un’altra ripassatina alla questione “sala meeting” difatti, ci hanno nuovamente spostati in altra stanza, giunti in loco abbiamo finalmente fatto l’esperienza sull’holter, notando gli esiti con delle ipoglicemie silenti nei soggetti in questione, che altrimenti non sarebbero state percepite e quindi conosciute.
Tirando le somme, se non avessimo avuto i problemi sopra citati che i cavallereschi maltesi, i gestori degli alberghi e servizi lacunosi prestati, il soggiorno sarebbe stato eccellente, difatti tutti i programmi del soggiorno educativo sono stati raggiunti. Fortunatamente, ai ragazzi non hanno per nulla pesato i problemi e ciò che noi adulti ci assoggettavamo. A loro dire è stata un’altra esperienza unica e positiva.
Al ristorante del super GrandHotel per esempio, che avrebbero dovuto fornirci (come stabilito nel contratto) dell’acqua potabile per poter pranzare, ci veniva provvista una bottiglietta d’acqua “cristall” a loro dire “minerale,” da ½ litro per la modica spesa di €1.50 e più, €2,50 per una bottiglia da un litro in vetro; per esempio una pinta di birra costava €2.00 in proporzione meno dell’acqua ed io difatti, ho bevuto più birra che acqua.
Il caffè €1.50, acqua italiana 6 bottiglie da l.1,5 per la modica spesa di € 12.00. il prosciutto o il salame italiano € 4.50 etc,etc.
Ragazzi meglio le nostre isole e le nostre spiagge, difatti l’anno scorso a Panarea è stata un’altra musica! E che musica! E che servizi!
Io inviterei gli sceicchi arabi qui da noi, altro che Malta! Io sotto casa mia ho una spiaggia da invidiare…. E non lo sapevo!!! Peccato che siamo forniti di pochi porti in 800 chilometri di coste calabresi!
La notte scorsa ho avuto un incubo: ho sognato di essere tornato a … che brutto sogno!!!
Le bratte in fila accodate in bagno, le pulizie delle camere ogni 2/3 giorni, i corridoi striati in quanto usati stracci da lavare sporchi o meglio con il cambio dell’acqua nel secchio ogni 100 metri piani di corridoio, ascensori guasti, solo uno funzionante in tre ale dell’albergo…. E quest’ultima cosa, quanto mi è stato difficile farlo capire ad un addetto della hall!
Tutti i fatti accaduti ci hanno insegnato più cose, in particolare tutto il gruppo si è coeso in modo patriottico per tutte le situazioni, messe in atto dal personale alberghiero, (altamente professionali) ci siamo resi conto che è importante controllarsi di più in situazioni di alimentazione diversa dalla nostra, la mattina per esempio, insieme al latte vi erano servito al banco, wurstel cucinati non saprei dire come, pancetta a fette e abbrustolite alla piastra, una cosa gialla sembravano crema di uova, pane tipo toast, burro, dei succhi di frutta il cui gusto era indefinibile, per dare l’idea comprate un brick da un litro di arancia e lo versate in 5 litri d’acqua, bene il gusto è quello, comunque a dire di molti si trattava di tipica colazione all’inglese, ma noi al momento eravamo più vicini all’equatore che all’inghilterra!
Io persona molto viziata e poco propensa alle nuove cibarie, mi sono limitato a mangiare delle fette tipo plumcake con un po’ di marmellata alla pesca, e bicchieri di quel succo di frutta.
Per fortuna uscendo dall’albergo, sono riuscito a trovare un tizio che faceva un discreto caffè italiano, altrimenti in altri bar, si trattavano di diluenti ad effetto immediato «bevi e fuggi» in bagno ovviamente!
Nel gruppo vi era un signore che aveva imparato in modo esemplare il modo di parlare dei locali la nostra lingua, con ironia, indicava le situazioni proposte di volta in volta, spronandoci a sorridere scaricando così il nervosismo e le tensioni nei vari avvenimenti.
È stato visibile a tutti la volontà locale di poca generosità con gli ospiti e incompetenza, anche se voci riferivano diversamente, ma noi purtroppo non abbiamo potuto constatare diversamente.
Nessuno vuole indicare o dare indicazioni ma soltanto dare la possibilità di valutare meglio eventuali destinazioni e soggiorni in luoghi dove si conosce poco e non si ha la cultura dell’adattarsi all’ospite.
Solitamente noi italiani, ci premuriamo nei confronti dei turisti (che vengono e lasciano bei dinari da noi) a dare il più possibile ai soggiornanti, (specialmente se si tratta di belle ragazze) cercando di parlare la loro lingua, magari a gesti di farci capire e di non essere mai indisponenti nei loro confronti.
Forse proprio questo ha fatto sì che il popolo italiano è stato molto grande anche in epoca passata (vedasi impero di Roma), prendendo ciò che era il meglio degli altri lo abbiamo fatto proprio ed adattato alla nostro vivere quotidiano, siamo amanti del bello ed esigenti.
Abbiamo avuto anche noi molti colonizzatori, ma i wurstel e la pancetta (bacon) fritta per colazione non l’abbiamo fatta nostra, anche perché a 40 gradi all’ombra la cosa diventa da diger-selz con l’obbligo dello stura lavandini per digerire.
Chissà se hanno mai sentito parlare di “alimentazione mediterranea”?
Ah! Come ho desiderato le buone granite che venivano vendute a circa km 100 da lì, le brioche, le insalate di pomodori con il basilico fresco, la pasta asciutta al dente con una bella grattugiata di ricotta siciliana (magari infornata), la parmigiana, la caponata, e da qui, si potrebbe far vedere tutto il menù italiano, ma mi fermo, altrimenti ricomincia il mancamento allo stomaco.
Dal primo giorno di soggiorno, ho telefonato a mia moglie pregandola vivamente che al mio arrivo, mi facesse trovare un bel piatto di maccheroni lavorati a mano e conditi con il ragù di carne che solo lei mi sa fare, precisando che a qualunque ora sarei arrivato avrei gradito la pietanza.
Vi era con noi un fac-totum un anziano signore egiziano, che di volta in volta per farci sorridere, ovunque si trovasse, effettuava delle giravolte a terra, sensazionali, io al posto suo mi sarei rotto il collo o la schiena.
Entrato in confidenza con me, ha raccontato parte della sua vita anche di essere stato interprete di Telesantana allenatore del mitico Brasile di Falcao ed altri.
Un storia ha attirato la mia attenzione. Gli usi matrimoniali di, non ho capito dove, che adesso descrivo:
«un signore ha più di cento figli (63 femmine e 54 maschi), perciò facendo un breve calcolo ho detto “ma quattro mogli (questo è il numero massimo possibile), come fanno a fare tutti questi figli?”
Mi veniva spiegato l’arcano, “se una donna non parlare bene, non fare bene i servizi di casa il marito, con tre semplici parole «TAREQ, TAREQ, TAREQ», rompere matrimonio e lui trovarsi un altra donna magari più giovane e di 18 anni!
Ho avuto un idea geniale! Anch’io farò la stessa cosa al mio ritorno a casa se, Silvana, non mi fa trovare i maccheroni al ragù! Buona idea!
Continuava la mia curiosità e proseguivo con le domande, “ma, la donna, se il marito non parlare bene, e non “ramazza bene” (la traduzione fatela voi) in casa, può fare lei la stessa cosa?”
Noo, perché lei piangere, avere paura, lei, di andare all’inferno!!
È sorto subito un pensierino a piacere, “mica fessi ‘sti maschietti di questo luogo “che-non-so-dove-si-trova”?!
Certamente le donne avranno un posto molto importante e sicuramente sono molto considerate, più che da noi!
Rileggendo tutta la storia fin qui descritta, mi pare di essere stato prolisso e sicuramente un po’ pesante, ma credetemi ho omesso tante cose per difficoltà nel descriverle, cose da far rabbrividire, ma spero comprendiate il mio shock, il psicologo del gruppo dr. Paolo Praticò con il training autogeno ha recuperato molto, la dott Mari@ntonella Ferraro con la sua preparazione ed umanità ci ha fatto superare egregiamente gli ostacoli, la Gabriella Violi che ha imparato ad avere proprietà di bi-tri locazione (manco Padre Pio è riuscito a tanto) gli accompagnatori tutti che, gocciolanti sudore cercavano tutti modi per collaborare al superamento di tutte le peripezie.
A proposito, se avete un nemico, qualcuno che non potete vedere o vi da fastidio e vi perseguita, un rompi di natura, mandatelo a Malta al suo ritorno lo troverete sicuramente cambiato!
Alla prossima, Vs

Pino Salvadore
Cavaliere di Malta
Premiato con la “CROCE” di Malta
Sistemato da un manovale con della “malta”
Amante della birra a doppio “malto”

Ma da dove mi escono certe cose?
Forse dallo zucchero che ho in più!


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 5 Settembre 2002 06:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/soggiorni/campi_004.html


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