Ottenute staminali ‘etiche’ da embrione di soli 2 giorni

Tratto da Adnkronos Salute, 9 lug. 2008

Barcellona, 9 lug. (Dall’inviato dell’Adnkronos Salute Guido Schwarz) - Staminali embrionali ‘etiche’, cioè ottenute da embrioni allo stadio iniziale di sole quattro cellule che non vengono danneggiati.

Ci sono riusciti i ricercatori belgi della Vrije Universiteit di Bruxelles, che hanno presentato oggi a Barcellona i risultati del loro studio nel corso del 24esimo congresso della Societè europea di riproduzione umana ed embriologia. Secondo gli scienziati in un prossimo futuro si potranno, con la tecnica sperimentata, avere staminali embrionali e dunque totipotenti “senza distruggere l’embrione”.

La linea di staminali embrionali è stata ottenuta da una singola cellula, o blastomero, prelevata dall’embrione poche ore dopo la sua formazione. Più precisamente, dopo 48 ore dall’ingresso dello spermatozoo nell’ovulo, cioè quando l’embrione è di sole 4 cellule.

“Finora la maggioranza di linee cellulari di staminali embrionali ­ ricorda Hilde Van de Velde ­ sono state ottenute dalle cellule dell’embrione nello stadio più avanzato di blastocisti. Tanto da essere considerate pluripotenti. Qualche passo in avanti è stato fatto ottenendo cellule totipotenti allo stadio embrionale di otto cellule. Ma è la prima volta al mondo che si sviluppa una linea di staminali embrionali da una cellula prelevata a sole 48 ore dalla creazione dell’embrione. Per di più ­ rimarca - senza il bisogno di farla sviluppare in laboratorio ‘addizionandola’ con linee cellulari giè prodotte in precedenza”.

I ricercatori hanno usato ovociti donati da alcune coppie che si erano rivolte a centri per la fecondazione assistita. Quindi li hanno fecondati con il seme di donatori consenzienti all’esperimento. Tre embrioni di quattro cellule sono stati creati, e poi divisi in 12 singoli blastomeri che sono stati fatti sviluppare autonomamente in vitro fino a produrre 12 morule, cioè embrioni con 96 ore di vita. Analizzando poi ogni singola linea cellulare ottenuta, gli scienziati hanno verificato che almeno una è risultata totipotente. Il che dimostrerebbe che nei primissimi stadi di formazione dell’embrione le quattro cellule sono tutte uguali e indifferenziate.

Il prossimo passo, ha annunciato Van de Velde, sarè quello di sviluppare quattro linee di staminali embrionali a partire da un solo embrione di quattro cellule, “per misurare il potenziale di ognuna”, aggiunge. Le prospettive dello studio hanno ricadute sia scientifiche che etiche. Infatti una volta affinata la tecnica, secondo i ricercatori di Bruxelles sarè possibile prelevare una cellula quando l’embrione è allo stadio iniziale di quattro, e lasciare che le altre tre continuino a diverdersi e differenziarsi fino a raggiungere lo stadio di blastocisti, al quinto giorno, per essere impiantato nell’utero e dare vita a un bebè. Con la cellula prelevata sarè invece possible ottenere staminali embrionali totipotenti o effettuare la diagnosi preimpianto.

“Ora - continua la scienziata - dobbiamo solo verificare se la rimozione di una cellula da un embrione di quattro, rispetto a quella di due da uno di otto cellule, aumenta o diminuisce le probabilitè di sviluppo fino a diventare un feto sano. Siamo però convinti - aggiunge - che il prelievo di una cellula a uno stadio iniziale di formazione dell’embrione non sollevi gli stessi problemi etici posti da interventi su embrioni a uno stadio più avanzato di sviluppo”.


Tratto da Adnkronos Salute, 9 lug. 2008
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 15 Luglio 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2008/r2008_079.html