Diabete: in Italia 3 milioni di malati e 3 milioni inconsapevoli

Tratto da AdnKronos Salute Roma, 4 Aprile 2008

In Italia 1 bimbo su 4 è obeso e a rischio di diabete

“In Italia nel 1980 era obeso 1 bambino su 10. Oggi, invece, i chili di troppo riguardano 1 su 4 e in alcune regioni addirittura 1 su 3. Un dato allarmante, dal momento che la maggior parte di questi piccoli obesi è a rischio diabete. Soprattutto in presenza di fattori predisponenti come la familiarità e uno stile di vita scorretto”. A lanciare l’allarme è Riccardo Vigneri, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), intervenuto oggi a Roma al ‘Changing diabetes barometer forum’. Un evento che ha visto la partecipazione di politici, Istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti, tutti d’accordo su un punto: “per combattere il diabete l’arma più efficace è la prevenzione, che deve riguardare in primo luogo proprio i bimbi”. “Per contrastare la patologia - spiega Vigneri - non bastano accorgimenti soltanto medici. Servono pure quelli, per così dire, sociali. Per esempio - precisa - sarebbe il caso di dotare le nostre città di spazi dove poter passeggiare in sicurezza. L’attività fisica è infatti la miglior medicina per combattere il sovrappeso e l’obesità, fattori scatenanti del diabete. Oggi, purtroppo, questi spazi sono sempre più ridotti e non tutti hanno la possibilità di iscrivere i propri figli in palestra”.

L’attenzione a corretti stili di vita è stata sottolineata anche dal vicepresidente mondiale dell’International Diabetes Federation, Massimo Massi Benedetti. “Bisogna concentrarsi sui bambini - spiega - per far sì che le nuove generazioni abbiano stili di vita che in prospettiva evitino lo sviluppo del diabete. Ma non solo. Sono necessarie politiche globali di intervento, non solo in campo sanitario, ma anche nella scuola e nell’urbanistica”.

Grande attenzione va rivolta anche all’alimentazione. “Il primo passo da fare - spiega Renata Lorini, presidente della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica - sarebbe quello di mettere ‘al bando’ le merendine, particolarmente grasse, a vantaggio della frutta”. C’è poi un dato curioso, comun denominatore dei bambini obesi: la prima colazione. “I piccoli in sovrappeso - afferma l’esperta - non fanno mai la prima colazione. Questo è una pessima abitudine, perché li porta ad avvertire una grande appetito e a mangiare in abbondanza a pranzo. Serve, quindi, un’alimentazione suddivisa durante la giornata, senza dimenticare però l’attività fisica e le giuste ore di sonno”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario generale dell’European Society for Pediatric Endocrinology, Francesco Chiarelli, secondo cui l’efficacia di un programma di prevenzione primaria dell’obesità infantile non può prescindere da un progetto nazionale. “Partendo dai neonati”, precisa l’esperto. “I piccoli che vengono allattati con latte artificiale hanno infatti più rischio di sviluppare obesità, rispetto a quelli nutriti con latte materno”, conclude Chiarelli.

In Italia 3 milioni di malati e 3 milioni inconsapevoli

In Italia i malati di diabete sono 2.700.000, il 4,6%, ma si ritiene che oltre 3 milioni di persone siano affette dalla patologia senza esserne consapevoli. A ricordare l’allarmante incidenza del diabete nel nostro Paese sono gli esperti riuniti oggi a Roma al primo appuntamento italiano del ‘Changing Diabetes Barometer Forum’, promosso dall’International Diabetes Federation e da Novo Nordisk. Un appuntamento che vuole essere la risposta italiana al ‘Global Changing Diabetes Leadership Forum’ di New York dello scorso anno, durante il quale 21 nazioni si sono impegnate ad intervenire in maniera decisa per arginare questa patologia. “Purtroppo le alterazioni della glicemia - spiega Adolfo Arcangeli, presidente dell’Associazione medici diabetologi - non danno un sintomo ben definito. Una persona con 160 di glicemia, che è già diabete manifesto, non avverte nulla. Bisogna quindi partire dalla consapevolezza che tutti potremmo essere diabetici e, di conseguenza, adottare stili di vita corretti e salutari. Senza dimenticare di sottoporsi a periodici controlli: per gli obesi ogni anno, per gli altri ogni 3 anni”.

Un plauso all’iniziativa è arrivato dal presidente del Senato, Franco Marini, che ha inviato un messaggio letto. “Vorrei esprimere tutto il mio apprezzamento all’iniziativa - scrive Marini - Un prestigioso appuntamento che segue quanto già stabilito nel Global Forum di New York e dalla risoluzione delle Nazioni Unite, in cui si riconosce il diabete quale grave minaccia a livello mondiale. Sono certo - ha concluso Marini - che il Forum di Roma costituirà una preziosa occasione di confronto su quanto avviene nel nostro Paese e su quali sforzi si dovranno ancora compiere per gestire questa patologia”. L’obiettivo degli esperti riuniti al Forum è quello di istituire, anche in Italia, il ‘barometer’, vale a dire uno strumento basato su parametri nazionali e internazionali per misurare lo stato dell’arte del diabete e della sua cura. I protagonisti di questo evento si impegnano così ad agire concretamente per costruire insieme un sistema di misurazione immediatamente applicabile al Sistema sanitario nazionale. “L’obiettivo di medio termine - hanno spiegato gli esperti riuniti al Forum - è quello di attivare insieme a tutti gli altri Paesi coinvolti un sistema di confronto comune costantemente aggiornato”.


Tratto da: AdnKronos Salute Roma, 4 Aprile 2008
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 11 Aprile 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2008/r2008_044.html