Operato all’occhio va in coma e muore

I periti: i medici sono responsabili del decesso

di Alberto Gaino - Tratto da: La Stampa, 2 Aprile 2008

«I medici mi dissero che doveva essere un’operazione rapida. Dopo ore mi vennero a dire che l’intervento era riuscito ma che mio marito era in coma». Clodina Maria Heritier parla sottovoce, senza rabbia, sulla porta dell’aula dove si è appena discussa la perizia sulle cause di morte del marito Giulio Bosticco, 31 anni, colpito in età giovanile da diabete mellito e per questo in dialisi, in attesa di trapianto renale. A Villa Maria fu operato in day-surgery il 17 luglio 2006. Chirurgia della cataratta. Un intervento di routine. Da cui non si è ripreso. E’ deceduto all’ospedale di Pinerolo il successivo 26 dicembre.

I periti (nominati dal gip Immacolata Iadeluca) Marco Di Paolo e Francesco Giunta, dell’Università di Pisa, ritengono che Bosticco dovesse essere operato solo dopo un’attenta valutazione delle sue condizioni di salute, con particolare riferimento al diabete di cui soffriva. Ragione per cui avrebbe dovuto essere oggetto di un vero ricovero (con compensazione e stabilizzazione dei parametri metabolici) e poi sottoposto a anestesia generale. Il paziente è entrato in sala operatoria molto agitato. I periti indicano che in seguito all’errore di partenza dei due indagati per omicidio colposo - il chirurgo Luca Ventre e l’anestesista Fulvio Renna - si manifestarono nel paziente aritmie cardiache e condizioni di instabilità emodinamica. Ci fu un arresto cardiaco.

I periti evidenziano che, per parecchi minuti, non affluì ossigeno al cervello di Bosticco: lo stato di perdurante anossia gli provocò danni cerebrali irreversibili. Sostengono ancora che ci fu un ritardo nella diagnosi e nell’intervento sulla complicazione. La cartella clinica non ne dà atto. Loro parlano di incongruenze e di dubbi sulla scheda anestesiologica. Rimane da capire quanto fosse a rischio il paziente Bosticco. Per i periti lo era, ma con le precauzioni da loro richiamate, lo sarebbe stato assai di meno. L’avvocato Gian Paolo Zancan, difensore di Renna, sostiene: «Posto che l’intervento era necessario, la scelta dell’anestesia locale si è resa a sua volta necessaria per rendere più agevole un intervento su di un paziente in condizioni generali di salute molto debilitate. Il mio cliente ha fatto quanto buona tecnica e perizia consigliavano». Assistono il chirurgo, tirato in ballo dai periti in particolare per come sarebbe stata gestita la fase pre-operatoria, gli avvocati Anna Rossomando e Cristina Brusa. Che dicono: «In aula, nel corso dell’incidente probatorio, non c’è stata questione sull’intervento in sé. La posizione del nostro cliente è realmente marginale».

Rappresenta i familiari di Giulio Bosticco l’avvocato Raffaella Variglia. Lei è soddisfatta come il pm Paolo Toso dell’esito della perizia. E dice: «Non puntiamo il dito contro i medici. Speriamo che chi li assiste si adoperi perché i parenti del signor Bosticco siano risarciti».


Tratto da: La Stampa, 2 Aprile 2008
Ricerca a cura di Carmelo D’Alessio

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 4 Aprile 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2008/r2008_041.html