Terapia genica
Più lontane le terapie a interferenza a RNA
Gli siRNA attualmente utilizzati nella ricerca e nei trial clinici inibiscono la crescita dei vasi sanguigni
Tratto da Le Scienze - 27 Marzo 2008
Una ricerca condotta da ricercatori dell'Università del Kentucky, pubblicata sull’ultimo numero di “Nature” mette in discussione i presunti meccanismi di azione di tutta una nuova classe di farmaci attualmente allo studio, che avrebbero dovuto sfruttare il meccanismo di interferenza a RNA, la cui scoperta valse l’assegnazione nel 2006 del Premio Nobel a Andrew Fire, della Stanford University School of Medicine, e a Craig Mello, della Harvard University.
Nel 1998, infatti, era stata scoperta una classe di RNA a doppio filamento (dsRNA) che possiede una potente azione di silenziamento dei geni, e quindi potenzialmente quella di “spegnere” geni che possono anche causare malattie. Per cercare di sfruttare a fini terapeutici questi dsRNA per singoli geni sono state messe a punto piccole molecole sintetiche chiamate small-interfering RNA (siRNA), che si riteneva avessero la capacità di interferire con specifici geni all’origine di malattie e di impedirne l’espressione.
Dato che il silenziamento con siRNA non determina mutazioni permanenti del DNA, l’approccio si è rapidamente diffuso nell’ambito della ricerca e molte malattie - incluse la degenerazione maculare senile, il diabete (nota: vedi http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_004.html), varie patologie renali, il cancro, il morbo di Lou Gehrig e il Parkinson - sono state indicate come possibile oggetto di una terapia con siRNA, tanto che per alcune di esso esistono già trial clinici.
Ora, Jayakrishna Ambati e collaboratori, nel corso di uno studio sulla degenerazione retinica maculare, hanno raccolto prove del fatto che gli siRNA funzionino in modo “generico” e non specifico e che, in particolare, i farmaci sviluppati a partire da essi potrebbero manifestare effetti negativi sulla crescita dei vasi in diversi organi.
“Gli siRNA sono utilizzati in tutte le aree della ricerca biomedica, sulla base dell’ipotesi che fossero estremamente specifici nell’andare a colpire un singolo gene”, ha detto Ambati. “Il mio laboratorio ha fatto la sorprendente scoperta che gli siRNA, inclusi quelli che sono utilizzati nei trias clinici, non entrano nella cellula per innescare l’RNAi. Abbiamo invece trovato che, quale che sia la loro sequenza o il loro target, si legano a un recettore sulla membrana cellulare noto come TLR3 bloccando la crescita dei vasi sanguigni nell’occhio, nella pelle e in una varietà di altri organi.” Questo effetto, benefico in diverse patologie - come la degenerazione maculare senile umida in cui si ha una abnorme crescita di vasi in corrispondenza della retina, o il cancro - potrebbe comportare efffetti negativi su altri organi.
“L’interferenza a RNA ovviamente esiste - puntualizza Ambati - ma gli siRNA funzionano in modo differente da quanto comunemente ritenuto, ossia non attraverso l’interferenza a RNA.” (gg)
Tratto da Le Scienze - 27 Marzo 2008
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Domenica, 30 Marzo 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2008/r2008_031.html