Camminare “in salute”: un modello sperimentale per implementare uno stile di vita corretto in pazienti affetti da sindrome metabolica

Tratto da Saluteeuropa.it - 19 marzo 2008

Secondo alcuni dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) oltre la metà della popolazione italiana è in soprappeso e quasi 4 milioni di persone risultano obese. Di queste solo il 18% si mette a dieta, mentre l’8% usa farmaci per dimagrire. Anche i dati sull’ipertensione arteriosa non sono incoraggianti: 1 italiano su 3 ne soffre, mentre 1 su 5 ha la ipercolesterolemia, che completa il quadro clinico di quella che viene definita “sindrome metabolica”, una pericolosa associazione di sintomi quali ipertensione, obesità, diabete e dislipidemia, cherappresenta uno dei principali responsabili del rischio di malattia cardiovascolare.

Un corretto stile di vita e un impegno fisico adeguato sono i primi due elementi per affrontare il problema: ma la difficoltà di raggiungere questi obiettivi è legata principalmente alla scarsa motivazione dei soggetti affetti da questo disturbo, proprio perché non riconoscono la necessità di intervenire.

Implementare un corretto stile di vita in questo tipo di pazienti è l’obiettivo di una ricerca sperimentale dell’Unità Operativa Complessa di Pronto Soccorso e Breve Osservazione dell’ospedale “San Giovanni Calibita” Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, l’unico ospedale romano che organizza momenti di attività fisica per pazienti affetti da sindrome metabolica.

La ricerca riguarda 16 pazienti (uomini e donne) dell’Ospedale Fatebenefratelli, affetti da sindrome metabolica, di età compresa tra i 45 ed i 65 anni, che una volta a settimana si incontrano in un’area verde di Roma (parco delle Terme di Caracalla), dove vengono istruiti sulle modalità dell’attività fisica da intraprendere. Camminano a passo veloce su un percorso di circa 1 km e sono costantemente monitorati allo scopo di controllare i parametri pressori e verificare l’impatto e l’efficacia dell’attività fisica in termini di riduzione farmacologia e di criteri diagnostici.

I pazienti hanno a disposizione anche l’ausilio di due counselor (agevolatore della relazione d’aiuto), che, in base ad un protocollo definito, intervengono per accrescere e rafforzare la motivazione all’attività fisica.

Camminare in salute, dunque, per stuzzicare la volontà e l’impegno di queste persone che vengono invitate a riprendere e continuare i momenti di attività fisica anche al di fuori del progetto ospedaliero.

“Abbiamo già avuto dei riscontri positivi, – racconta il dott. Vincentelli, referente della ricerca avviata da poco – visto che alcuni pazienti hanno già cominciato a fare attività fisica per conto proprio, e i loro parametri relativi ai criteri diagnostici di sindrome metabolica stanno migliorando. Questo studio, totalmente no profit, coinvolge medici, ricercatori, infermieri e consulenti dell’ospedale Fatebenefratelli che offrono ai nostri pazienti professionalità e servizi altamente qualificati, fortemente motivatati anche dall’importanza sociale e culturale e dai rischi concreti del fenomeno dell’obesità”.


Tratto da Saluteeuropa.it - 19 marzo 2008
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 26 Marzo 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2008/r2008_025.html