Sugli astronauti metodi non invasivi per il monitoraggio glicemico

La NASA e l’Università di Modena lavorano ad un sensore per il diabete

Tratto da Sanità News - 31 Gennaio 2008

Il prof.Luigi Rovati, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione all’Università di Modena e Reggio Emilia sta conducendo innovative ricerche volte alla realizzazione di un sensore ottico per la misurazione del livello glicemico. Il progetto si propone di definire la geometria di un sensore ottico innovativo che consenta di eseguire la misurazione in modo non invasivo. La concentrazione di glucosio nell’umore acqueo è strettamente correlata al livello di glucosio nel sangue; è quindi pensabile di sfruttare l’occhio, ed in particolare la camera anteriore, come una provetta contenente il campione di interesse. La tecnica di misura proposta sfrutta la caratteristica del glucosio di indurre una rotazione del piano di polarizzazione della luce. L’attività, che ha avuto inizio nel 2001, è svolta dall’Optolab dell’Ateneo emiliano in collaborazione con il Glenn Research Center (Nasa) di Cleveland e con la School of Health Information Sciences, Health Science Center di Houston, University of Texas. La Nasa ha promosso ricerche sul diabete partendo da alcuni studi che dimostrano come gli astronauti sono soggetti a rischio di diabete. Sembra che in funzione del tempo di permanenza nello spazio, l’insorgenza di tale malattia negli astronauti sia 30 volte più probabile. Quindi, in previsione di viaggi spaziali di lunga durata la Nasa è interessata in primo luogo a sviluppare metodi non invasivi per il monitoraggio del livello glicemico. Per informazioni: www.unimo.it


Tratto da Sanità News - 31 Gennaio 2008
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 1 Febbraio 2008 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2008/r2008_004.html