Turco propone piano prevenzione diabete e cura multidisciplinare
Tratto da Adnkronos Salute - Roma, 14 Novembre 2007
“In Italia esiste un importante ‘gap’ tra gli straordinari successi di diagnosi e terapia e i modesti successi della prevenzione del diabete”. Per questo il ministro della Salute propone, d’intesa con le Regioni, un “Piano nazionale diabete che punta sia sulla prevenzione primaria all’interno del Piano nazionale di prevenzione per il programma ‘Guadagnare salute’, sia su un approccio integrato multidisciplinare di presa in carico del paziente diabetico”. Lo annuncia lo stesso ministro della Salute, Livia Turco, in un messaggio rivolto agli organizzatori della Giornata delle Nazioni Unite per il diabete, che si celebra oggi.
“In Italia - ricorda Turco - almeno due milioni e mezzo di cittadini soffrono di diabete. Una malattia grave che, se non curata precocemente e in modo appropriato fin dall’infanzia, determina complicanze e invalidità. Il diabete è infatti una patologia sociale, cronica e invalidante: un diabetico grava sulla sua famiglia e le condizioni socioeconomiche sono fortemente correlate alla peggiore gestione della malattia. I cattivi stili di vita, principalmente l’obesità, il fumo e l’inattività fisica, sono fattori determinanti della malattia e - sottolinea - causa di un rapido aumento del numero dei diabetici nel nostro Paese, con la relativa insostenibilità dei costi sociali e sanitari. L’aumento dell’obesità nei bambini, anche piccolissimi, ha già provocato cambiamenti nell’epidemiologia della malattia. Stanno aumentando i bambini e gli adolescenti con diabete insulinodipendente, ponendo nuove e forti criticità, rispetto alla presa in carico complessiva dei loro bisogni di salute e di qualità della vita, a partire dalla scuola”.
Turco non si stanca di ripetere che “il diabete di tipo 2, il più frequente, è prevenibile; ancor più prevenibili sono le sue complicanze tanto da rendere possibile il diabete quale ‘malattia di lunga vita in qualità’”. “La lotta al fumo, all’alcol, all’obesità, all’inattività fisica - prosegue il ministro della Salute - è quindi elemento di prevenzione primaria e, insieme all’approccio integrato nei confronti del paziente diabetico, può ridurre l’epidemia diabetica che si va configurando e garantire qualità di vita ai cittadini con questa malattia. L’odierna Giornata mondiale del diabete trova l’Italia attiva e partecipe grazie al lavoro e all’impegno di migliaia di diabetologi, operatori sanitari, associazioni di malati e di volontariato e grazie alla collaborazione tra le diverse istituzioni, a partire da quella tra il mondo della sanità e della scuola”. A tutti va la “profonda gratitudine” del ministro, che si rivolge, infine, alle famiglie “che ancora oggi sopportano buona parte del peso della malattia, con l’impegno del Servizio sanitario nazionale a progredire ulteriormente per alleviare le vostre fatiche e sofferenze, soprattutto per garantire al cittadino diabetico una vita lunga e di qualità”.
Tratto da Adnkronos Salute - Roma, 14 Novembre 2007
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Venerdì, 16 Novembre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_058.html