Sovrappeso e malattia coronarica: quale relazione?

Tratto da Editoriali in Cardiology a cura di Cesare Albanese, 31/10/07

L’obesità rappresenta un problema sociale e clinico sempre più importante nei paesi industrializzati. È in costante e regolare aumento e si stima che un terzo della popolazione adulta negli Stati Uniti [1] e circa il 60% di quella australiana presenti una situazione di sovrappeso [2]; inoltre viene registrato un trend in costante aumento in tutto il mondo [3] . L’obesità presenta inoltre un’associazione diretta con un incremento di mortalità generale [4] ed un’incidenza elevata di eventi cardiovascolari [5] .

Nonostante sia noto che l’eccedenza ponderale costituisce uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare modificabili, insieme a fumo, ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia, sorprende che nelle principali carte del rischio cardiovascolare - che rappresentano lo strumento clinico oggi più diffuso per valutare precisamente tale condizione - questo importante indicatore non è frequentemente preso in considerazione.

Un esempio in questa direzione è rappresentato dalle carte del rischio cardiovascolare diffuse nell’ambito del Progetto Cuore dall’Istituto Superiore di Sanità, messe ampiamente a disposizione di tutti i medici del nostro paese, che pure rispetto ad altre simili rappresentano uno dei sistemi di punteggio più completo elaborato in campo medico-scientifico. Viene infatti riportato nelle note introduttive come l’obesità, che anche nel nostro paese è un fenomeno diffuso (in media 18% degli uomini e 22% delle donne è in soprappeso con un indice di massa corporea, IMC, di circa 27 KG/m2 per i primi e 26 Kg/m2 per le seconde), è tra i principali fattori di rischio. Tuttavia, nel calcolo del punteggio il peso corporeo non è considerato.

L’attenzione dovrebbe comunque spostarsi sempre più da un generico concetto di obesità presente o assente (intesa come IMC superiore a 30 Kg/m2) ad una più corretta valutazione del peso corporeo e dell’IMC. Come è già stato dimostrato per gli altri parametri come colesterolemia e pressione arteriosa, viene oggi riportato che non esiste un vero e proprio cut-off da cui sembra iniziare un aumento del rischio, ma che valori crescenti di IMC, eccedenti il normopeso, si associano ad un rischio via via più elevato di eventi cardio- e cerebrovascolari.

Una recente ampia meta-analisi pubblicata sugli Archives of Internal Medicine, comprendente ben 21 studi scientifici con una popolazione complessiva di oltre 300.000 individui, fa il punto su quella che rappresenta l’associazione tra semplice sovrappeso (IMC > 25) e aumento del rischio di malattia coronarica. Si è innanzitutto voluto valutare quanto il soprappeso può incidere nel favorire la comparsa di altri fattori combinati di rischio cardiovascolare, quali ipertensione arteriosa ed elevati livelli di colesterolemia. Obesità, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa sono condizioni patologiche frequentemente associate tra loro, legate da meccanismi fisiopatogenetici talora correlati e comprese nel quadro di quella più ampia patologia del metabolismo generale, oggi spesso inquadrata come sindrome metabolica, che già di per se rappresenta una situazione di elevato rischio cardiovascolare. L’incidenza negativa di un elevato peso corporeo nel favorire la comparsa di ipertensione arteriosa ed ipercolesterolemia è solo in parte responsabile di un aumento del rischio cardiovascolare, stimabile in circa il 45%. Per il resto una condizione di sovrappeso, anche moderato, si è dimostrata significativamente correlata con un aumento del rischio di malattia coronarica, indipendentemente dalla presenza degli altri due fattori di rischio.

Fonte
Bogers RP, Bemelmans WJE, Hoogenveen RT et al; for the BMI-CHD Collaboration Investigators. Association of Overweight With Increased Risk of Coronary Heart Disease Partly Independent of Blood Pressure and Cholesterol Levels. Arch Intern Med. 2007;167(16):1720-1728

Bibliografia

  1. Flegal KM, Carroll MD, Ogden CL, Johnson CL. Prevalence and trends in obesity among US adults, 1999-2000. JAMA. 2002;288(14):1723-1727.
  2. Cameron AJ, Welborn TA, Zimmet PZ, et al. Overweight and obesity in Australia: the 1999-2000 Australian Diabetes, Obesity and Lifestyle Study (AusDiab) [published correction appears in Med J Aust. 2004;180(8):418]. Med J Aust. 2003; 178(9):427-432.
  3. York DA, Rossner S, Caterson I, et al; American Heart Association. Prevention Conference VII: obesity, a worldwide epidemic related to heart disease and stroke, group I: worldwide demographics of obesity. Circulation. 2004;110(18): e463-e470.
  4. Flegal KM, Graubard BI, Williamson DF, Gail MH. Excess deaths associated with underweight, overweight, and obesity. JAMA. 2005;293(15):1861- 1867.
  5. National Task Force on the Prevention and Treatment of Obesity. Overweight, obesity, and health risk. Arch Intern Med. 2000;160(7):898-904. 25(12):1049-1056.


Tratto da Editoriali in Cardiology a cura di Cesare Albanese, 31/10/07
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 8 Novembre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_056.html