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Screening psicologico del diabete di tipo 2
Tratto da FCE News, 29 Ottobre 2007
Qual è l’impatto psicologico di uno screening per il diabete di tipo 2, una malattia che richiede cambiamenti nello stile di vita e l’utilizzo continuativo di farmaci?
A questo interrogativo hanno cercato di rispondere Helen Eborall e colleghi dell’Università di Cambridge in uno studio in cui oltre 6.000 adulti con il massimo rischio di diabete non diagnosticato sono stati sottoposti al metodo di screening del trial ADDITION.
Lo screening si componeva di 15 elementi, un’analisi del sangue per il controllo dei livelli di glucosio (5) e da questionari (10) ripetuti dopo 3-6 e 12-15 mesi.
È emerso che, a un anno dalla prima visita, lo screening non ha alcuna influenza -in termini di ansia, depressione o preoccupazione per la malattia- sui partecipanti; questo indipendentemente dalla presenza o meno di diabete.
Nessuna differenza è stata inoltre registrata rispetto al gruppo di controllo non sottoposto all’indagine.
Tuttavia – afferma l’editorialista Ronald Stolk – in attesa dei risultati dello studio ADDITION, in cui si valutano gli effetti e il rapporto costo-beneficio del trattamento di diabetici identificati con lo screening, un’indagine a tappeto dei soggetti a rischio non è per il momento raccomandabile.
Tratto da FCE News, 29 Ottobre 2007
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Martedì, 6 Novembre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_051.html