Donne e persone a basso reddito più colpite dal diabete

Tratto da Adnkronos Salute, 10 Ottobre 2007

Altro che malattia del benessere. “Oggi il diabete è più frequente tra le classi sociali più basse, e in particolare tra le donne. Ed è in crescita tra i giovani”. Parola di Riccardo Vigneri, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), intervenuto a ‘Panorama Diabete’, Forum nazionale di operatori e professioni che si chiude oggi a Riccione. Vigneri ha commentato i dati presentati da Graziella Bruno, associato del Dipartimento medicina interna dell’Università di Torino, che sta conducendo - in collaborazione con Roberto Gnavi dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Piemonte - uno studio sulle persone con diabete. L’equipe della Bruno ha messo in evidenza come la malattia sia cresciuta nella regione, in linea con quanto accade nel resto del Paese: da 2,9 diabetici su 100 nel 1988 a 5 su 100 oggi. Ma dall’esame di oltre 35.000 persone con diabete (l’80% di tutti i diabetici torinesi) emerge che “nelle classi sociali più povere il diabete è più frequente, soprattutto tra le donne - dice la ricercatrice - e a fronte di una diabetica con livello di istruzione e censo elevati ne esistono tre con scolarità e livello sociale bassi”. Un dato che dovrà influire sia sugli indirizzi delle campagne di sensibilizzazione e di educazione, sia sul ruolo che assume il percorso diagnostico e assistenziale integrato tra centri specialistici e medici di medicina generale. “Il medico di famiglia costituisce un presidio di rilievo tanto nella prevenzione quanto nella cura del diabete”, sottolinea la Bruno. Dall’indagine risulta inoltre che, comparando i consumi di farmaci dei 35.000 torinesi diabetici rispetto agli oltre 800.000 concittadini adulti non colpiti dalla malattia, i primi consumano annualmente farmaci per 831 euro, a fronte di un dato medio di 183 euro per i non diabetici. “I diabetici, consumano più farmaci, considerando qualunque classe di medicinali: dagli antibiotici, agli ansiolitici, agli antinfiammatori. Ciò significa che soffrono contemporaneamente di un numero maggiore di altre malattie rispetto alle persone non diabetiche”, conclude la ricercatrice.


Tratto da Adnkronos Salute, 10 Ottobre 2007
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 15 Ottobre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_044.html