Linee-guida per la prevenzione e il trattamento dell’obesità
A cura di Giancarlo Bausano - Tratto da Univadis, 21 Settembre 2007
Per fronteggiare l’epidemia di obesità gli esperti corrono ai ripari. Seguendo un rigoroso approccio evidence-based, un gruppo di esperti ha formulato delle linee-guida sul trattamento e la prevenzione dell’obesità, rivolte prima di tutto al medico di medicina generale (MMG).
Già nel 2005, il Canadian Medical Association Journal aveva pubblicato una prima messa a punto delle linee-guida per la classificazione del peso corporeo negli adulti ad opera del medesimo Working Group, attivo da alcuni anni in Canada dove - come nella maggior parte dei Paesi sviluppati - la prevalenza dell’obesità è praticamente raddoppiata negli ultimi 20 anni, portando la percentuale degli individui obesi al 23% con una quota di soggetti in sovrappeso pari al 59% dell’intera popolazione. Ciò che più preoccupa gli esperti è il vertiginoso aumento dell’obesità in età pediatrica, considerando che le percentuali di bambini obesi negli ultimi 15 anni risultano più che quadruplicate e lasciano presagire che - se il fenomeno non verrà seriamente affrontato - la prevalenza dell’obesità subirà un ulteriore forte impulso nei decenni futuri.
Rispetto ad iniziative simili che le hanno precedute in altri Paesi, le linee-guida canadesi sono scaturite dal lavoro di un team multidisciplinare composto da medici, psicologi, dietologi e chirurghi bariatrici, che si sono occupati a tutto campo di obesità, in età adulta ma anche in età infantile, indirizzando la propria attenzione non solo al trattamento di questa condizione, ma anche - per la prima volta - alla sua prevenzione. Trattandosi di una “malattia cronica”, gravata da un rischio elevato di complicanze metaboliche anche temibili, l’obesità richiede necessariamente, a parere del Comitato, un approccio multidisciplinare e “a lungo termine”, che non può prescindere da un primo ed essenziale intervento mirato alla adozione di corretti stili di vita.
Obiettivo primario delle linee-guida è quello di formulare una serie di raccomandazioni sulla applicazione nella pratica quotidiana di interventi rivolti ai singoli individui ma anche alla popolazione nel suo insieme. Fra questi lo screening dell’obesità e delle condizioni patologiche ad essa correlate (per esempio dislipidemia e diabete), lo screening di alcuni disordini psicosociali come i disturbi dell’alimentazione e quelli dell’umore, l’educazione alimentare e la promozione dell’esercizio fisico mediante counseling, la terapia cognitivo-comportamentale e infine, ma solo in caso di fallimento delle strategie precedenti, la farmacoterapia e la chirurgia bariatrica.
Viene presentato al MMG un semplice ed esauriente algoritmo per la valutazione e il trattamento “a gradini” del soggetto in sovrappeso od obeso e, in questo contesto, si sottolinea l’importanza della misurazione della circonferenza vita (quale indice dell’accumulo di grasso addominale). Questa, considerata ormai un fattore predittivo indipendente ai fini della prognosi di un individuo in sovrappeso e/o obeso in particolare per il rischio di complicanze metaboliche, rappresenta insieme al peso e all’indice di massa corporea (BMI) una sorta di “segno vitale” dell’obesità.
Il documento segnala la possibilità che gli interventi combinati, secondo le evidenze attualmente disponibili, siano più efficaci dei diversi provvedimenti presi singolarmente e sottolinea che una perdita di peso pari a 0,5-1 kg a settimana per 6 mesi rappresenta un obiettivo “sostenibile” per molti pazienti, anche perché una riduzione pari al 5-10% del peso corporeo di partenza è in grado di abbassare drasticamente il rischio di diverse complicanze, fra cui ipertensione, iperlipidemia e intolleranza ai glucidi.
Benché gran parte delle raccomandazioni sia inevitabilmente mirata al trattamento dell’obesità, gli esperti sottolineano che, se si intende arrestare in maniera duratura ed efficace questa “epidemia”, è indispensabile un approccio globale alla salute della popolazione, che non si esaurisca nella sola attività di screening, ma porti gli operatori sanitari a “vivere attivamente” (così letteralmente nel testo) il problema nelle scuole, nei posti di lavoro, nelle abitazioni e - più in generale- nella comunità.
Fonte
- Lau DCW, Douketis JD, Morrison KM et al for members of the Obesity Canada Clinical Practice Guidelines Expert Panel. 2006 Canadian clinical practice guidelines on the management and prevention of obesity in adults and children (summary). CMAJ 2007; 176(8):S1-10
Tratto da Univadis, 21 Settembre 2007
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Lunedì, 8 Ottobre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_041.html