Novità per i malati di diabete tipo 2, il più diffuso. Arriveranno in Italia due farmaci che abbassano la glicemia. Senza il rischio di cali eccessivi
Non solo insulina
Tratto da diabete.net, 15 Settembre 2007
Sono più di due milioni e mezzo in Italia e 53 milioni in Europa i malati di diabete. E si abbassa l’età media in cui compare la malattia: se il 58 per cento dei diabetici ha più di 65 anni e il 37 per cento è tra i 45 e i 65 anni, il 6-7 per cento ha meno di 35 anni ed è in netto aumento la percentuale di giovani tra 15 e 25 anni. Perché questo incremento? Lo abbiamo chiesto a Francesco Giorgino, direttore dell’Unità operativa di Endocrinologia del Policlinico di Bari e ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo all’università di Bari, alla vigilia del Congresso europeo di Diabetologia di Amsterdam che inizierà domani, domenica 16 settembre, durante il quale verranno presentate le nuove terapie in arrivo anche in Italia.
«L’aumento del sovrappeso e dell’obesità tra i giovani, già in età scolare, è certamente un fattore che concorre alla comparsa precoce di questa malattia. I disordini alimentari sono infatti correlati a disfunzioni metaboliche che portano alla riduzione dell’efficacia dell’insulina prodotta dalle cellule beta del pancreas e successivamente a un progressivo difetto di produzione dell’insulina stessa. E questo causa il diabete tipo 2 - caratterizzato da un’insufficiente produzione di insulina, mentre nel diabete tipo 1 l’insulina prodotta dall’organismo è del tutto assente - che è il più diffuso (92 per cento dei casi), con frequenti complicanze, soprattutto a carico del sistema cardiovascolare».
Ci sono sintomi premonitori che possono favorire una diagnosi precoce?
«Prima di tutto l’obesità e la familiarità. L’aumento della glicemia fino a 125-150 mg/dl, rilevato da un semplice prelievo di sangue, spesso non dà sintomi. Solo quando la glicemia è molto elevata (300-400 mg/dl) si possono notare sintomi indicativi come perdita di peso, sete, minzioni frequenti, stanchezza, astenia: nella donna in particolare si possono riscontrare infezioni ricorrenti delle vie genito-urinarie, mentre nell’uomo può comparire la disfunzione erettile. Se la glicemia rimane elevata a lungo, le conseguenze più frequenti sono retinopatia, neuropatia, nefropatia e aumento di rischio cardiovascolare, cioè infarto e ictus».
La scarsa produzione di insulina costringe il diabetico a ricorrere per tutta la vita ai farmaci. Ci sono novità al riguardo?
«Due nuovi farmaci, di cui si parlerà nei prossimi giorni ad Amsterdam, arriveranno in autunno anche in Italia per il diabete tipo 2. Si tratta di sostanze che stimolano la produzione di insulina da parte del pancreas. In particolare l’exenatide, derivato dalla saliva di un lucertolone che vive in Centro America, agisce in maniera simile a un ormone prodotto dall’intestino (Glp-1), che durante il pasto stimola la produzione di insulina. La peculiarità di questa sostanza, da iniettare sottocute, è la capacità di indurre un senso di sazietà che produce, come conseguenza, perdita di peso. Studi clinici effettuati negli Usa, dove il farmaco è già in commercio da due anni, confermano la perdita di circa cinque chili in un paio d’anni. E questo rende l’exenatide particolarmente adatto alle persone obese e molto gradito dalle donne. L’altra novità è un farmaco da prendere per bocca una sola volta al giorno: si chiama sitagliptin e blocca l’enzima che distrugge il Glp-1, incrementando così, per via indiretta, i livelli di Glp-1 e quindi la produzione di insulina. Questi farmaci possono essere associati in terapia con altre molecole orali (metformina e glitazoni) che potenziano il funzionamento dell’insulina. A differenza dell’insulina, le nuove molecole non provocano improvvisi cali di glicemia e quindi non causano crisi di ipoglicemia».
Per l’insulina esiste una formulazione spray. Arriverà anche in Italia?
«L’insulina spray è stata finora proposta in commercio solo in Inghilterra e negli Stati Uniti. Ha un’azione che non dura nel tempo e quindi può sostituire solo l’insulina rapida da iniettare prima dei pasti per il controllo immediato della glicemia. È controindicata in chi ha problemi respiratori (fumatori e bronchitici cronici) poiché viene assorbita a livello polmonare e da qui rilasciata poi nel sangue. Per queste difficoltà non è stata ancora definita la sua approvazione in Italia e in altri paesi».
Tratto da diabete.net, 15 Settembre 2007
Ricerca a cura di Anna ManettiData ultimo aggiornamento: Lunedì, 8 Ottobre 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_037.html