Fichi d’India a colazione per controllare il diabete adulto
di Roberto Suozzi - Tratto da Repubblica Salute, 21 Giugno 2007
Aggiungere Nopales, giovani foglie carnose (dalle quali sono state rimosse le spine) delle varie specie di fico d’India, alla colazione mattutina, come fanno tradizionalmente i messicani, potrebbe aiutare a controllare la glicemia in diabetici di tipo 2. L’affermazione si basa su un nuovo studio apparso sul numero di maggio di Diabetes Care ed effettuato presso la Scuola di Medicina dell’Università Autonoma de Baja California di Tijuana, in Messico. Ottenuti dai cladodi (nome delle pale, o foglie carnose) privati delle spine, i Nopales sono comunemente adoperati nella cucina messicana e possono essere consumati in insalate, uova strapazzate, dolci, dessert. Anche essiccati rappresentano un ottimo spuntino.
L’anima della sperimentazione, svolta da Montserrat Bacardi-Gascon e colleghi, era quello di valutare l’indice glicemico di tre tipi di colazione tradizionalmente consumate in Messico; nonché stimare gli effetti dell’aggiunta di Nopales sulla glicemia post-prandiale in persone affette da diabete di tipo due. L’indice glicemico rappresenta la velocità con cui aumenta la concentrazione del glucosio nel sangue in seguito all’ingestione di un alimento. Dei 36 partecipanti (in età compresa tra i 47 e i 72 anni) allo studio, nessuno di questi era in terapia insulinica, ma seguivano una cura con ipoglicemizzanti orali quali glibencamide o metilformina.
Alle persone che hanno partecipato alla sperimentazione sono stati fatti mangiare pasti a base di uova strapazzate, pomodoro, burritos (tortillas di farina arrotolate) oppure chilaquiles (formaggio, fagioli, salsa di pomodoro con tortillas di mais) o delle quesadillas (in pratica tortillas piegate e ripiene) con avocado, e fagioli. Per alcuni i pasti comprendevano almeno 85 g di nopales. Al termine della sperimentazione tutte le persone che avevano consumato colaziono con l’aggiunta di nopales mostravano, rispetto a chi lo aveva fatto senza di essi, una significativa diminuzione della glicemia.
Tale riduzione però variava in funzione del pasto assunto sicché la glicemia diminuiva del 48 per cento in tutti coloro che avevano mangiato Quesadillas più nopales, del 30 per cento con l’associazione Chilaquiles e nopales e del 20 per cento con l’abbinamento burritos e nopales. Secondo i ricercatori “... i promettenti risultati mostrano che con queste tipiche colazioni messicane forniscono ... un’alternativa per la gestione del diabete”.
E nel settore, la ricerca italiana si distingue. Proprio all’Università di Verona, ha spiegato la ricercatrice Linda Avesani, impegnata nel progetto, si sta infatti studiano la possibilità di ottenere una molecola che curi il diabete giovanile attraverso la sua produzione in tabacco transgenico. Una «simile soluzione - ha sottolineato - consentirebbe di ridurre di cento volte i costi di produzione». Con altri enormi vantaggi: «Il tabacco infatti - ha rilevato la ricercatrice - non contaminerebbe in alcun modo la catena alimentare e consentirebbe, dunque, una sperimentazione sicura e senza rischi per l’uomo». Attualmente, la molecola, già prodotta, si sta sperimentando sui topi e si attendono a breve i primi risultati. Se si avranno riscontri positivi, come ci si attende, concludono i ricercatori, si procederà a sperimentazioni più avanzate.
Tratto da Repubblica Salute, 21 Giugno 2007
Ricerca a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Lunedì, 25 Giugno 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_033.html