I consigli dell’esperto per il periodo pasquale: indispensabile l’attività fisica
«I diabetici? A tavola con giudizio, senza rinunce»
di Mariangela Lampis - Tratto da L’Unione Sarda, 6 Aprile 2007
Cedere alle tentazioni culinarie oppure rinunciare ai piaceri della tavola in nome di una dieta rigida e ferrea? Una scelta davvero difficile nel periodo pasquale, soprattutto per i diabetici, che devono prestare particolare attenzione alle corrette abitudini alimentari. Ma porsi troppe limitazioni non è la strada giusta, per chiunque. La conferma arriva da un esperto, Marco Songini, primario della Struttura complessa di diabetologia dell’ospedale Brotzu. «Il pasto deve essere per quanto possibile normale, senza eccessive preclusioni, ma soprattutto bilanciato nelle calorie e con un apporto di grassi controllato, che tenda a ridurre gli zuccheri semplici». Ma non finisce qui: al menu festivo si deve aggiungere l’attività fisica. «Si può assaggiare di tutto a patto che il pasto sia associato a una sana passeggiata veloce, della durata di circa quarantacinque minuti». L’unico modo per dire sì all’agnello e ai dolci. Perché è inevitabile compiere qualche errore a tavola e l’esercizio fisico è la maniera per correre immediatamente ai ripari. Anche per contrastare i dati davvero preoccupanti che in Sardegna riguardano l’obesità e soprattutto il diabete, la cui incidenza è di 42 nuovi casi all’anno su 100 mila bambini. Un vera e propria emergenza se si pensa che «la media italiana è di circa 8 casi, un sesto del dato registrato nell’isola, che si affianca alla media più alta europea, quella finlandese», spiega Marco Songini. Per contrastare la diffusione della patologia e favorirne al meglio la cura il servizio del Brotzu si è progressivamente orientato verso l’educazione terapeutica. «Il paziente cronico deve imparare ad autogestirsi nella piena consapevolezza della malattia, per facilitare uno stile di vita in grado di contrastare l’insorgere di complicanze connesse all’epidemia, che si sta caratterizzando sempre più come cronica e di massa». Si allarga quindi il raggio d’azione: «Oltre al sostegno medico-assistenziale il centro elabora percorsi educativi individuali, offrendo chiaramente una gamma di servizi completa». Il centro sta quindi sviluppando un processo di apprendimento da svolgersi con l’ausilio del personale medico specializzato. «Imparare a gestire con consapevolezza e individualmente l’alimentazione è fondamentale. Il comportamento non si può medicalizzare ed è opportuno dotare i pazienti degli strumenti adeguati per giungere all’autocontrollo. Presupponendo la capillarità dei centri diabetologici non sarebbe comunque possibile garantire un’assistenza continua».
Tratto da L’Unione Sarda, 6 Aprile 2007
Data ultimo aggiornamento: Sabato, 7 Aprile 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_024.html