Primo intervento sui più piccoli
Di Isabella de Rose- Tratto da Il Quotidiano di Calabria, 4 Aprile 2007
Come intervenire in presenza di bambini vittime di incidenti occasionali o in stato di emergenza sanitaria?
Sempre più di frequente accede di trovarsi di fronte a situazioni di questo tipo e di non sapere come aiutare un soggetto in pericolo.
La mancanza di cognizioni che dovrebbero essere alla base della formazione umana di ciascun individuo spesso si rivela determinante nei monmenti di estrema necessità.
Agire o non agire? Un interrogativo che sottrae minuti preziosi alla tempestività di un intervento che può rivelarsi vitale in quel lasso di tempo che precede nell’immediato l’arrivo del soccorso medico. Un tema affrontato con competenza e dovizia di dettagli durante l’ultima lezione del corso di formazione di “Educazione alla Salute” per insegnanti.
Ad introdurre i lavori Rosa Anfosso (presidente Aies per la Regione Calabria), attraverso una panoramica sugli incidenti (avvenimenti inattesi nel normale svolgimento delle lezioni scolastiche) come cause più importanti di invalidità e mortalità fra i bambini di età compresa fra 1 e 14 anni.
Gli incidenti non solo sono prevedibili, ma anche prevenibili, secondo le parole di Rosa Anfosso, grazie a strategie di intervento passive (modificazione dell’ambiente fisico circostante) o attive (modificazione dei comportamenti), la cui attuazione consentirebbe di ridurre l’alta percentuale degli incidenti nella scuole: su un campione di 58 istituti solo 11 sono risultati non coinvolti in questo tipo di inconvenienti.
Come agire, dunque, in presenza di traumi ortopedici (fratture, distorsioni, contusioni), di epistassi (fuoriuscita di sangue dal naso), di tagli (ferite semplici o con gravi emorragie) o addirittura in casi di diabete, di epilessia o di asma? Rapidi consigli per affrontare le piccole emergenze degli studenti, che, non di rado, si trovano a non poter contare su ambulatori medici interni alla scuola e talvolta nemmeno sulle attrezzature minime di pronto soccorso.
Fondamentale la formazione per gli insegnanti, il cui stato di indecisione sul da farsi deriva dall’impreparazione a fronteggiare situazioni d’emergenza.
I corsi P.B.L.S. (Paediatric-Basic-Life-Support), ovvero dei moduli didattici standardizzati e accreditati a livello nazionale, perseguono gli obiettivi di fornire conoscenze teoriche, abilità pratiche nell’esecuzione delle tecniche e schemi comportamentali (gesti da compiere senza esitazione) per prevenire danni cerebrali causati dalla mancanza di ossigeno.
In casi di arresto respiratorio/cardiaco del bambino, secondo quanto illustrato da Stefania Zampogna, coordinatrice regionale M.U.P. (Medicina d’Urgenza Pediatrica), fondamentale sarà il tempestivo intervento dell’adulto, attraverso la ventilazione artificiale o le compressioni toraciche, in casi gravi. Diversamente, in caso di ostruzione delle vie aeree (a causa dell’ingestione di un corpo estraneo), in assenza di tosse, sarà compito dell’adulto praticare la manovra di Heimlick (colpi decisi allo stomaco), al fine di suscitare una tosse artificiale e la conseguente disostruzione delle vie aeree.
Consigli preziosi per gli insegnanti e gli adulti in genere, il cui mancato intervento competente non può far altro che lasciare una tragica alternativa prima dell’arrivo dei, seppur immediati, soccorsi medici
Tratto da Il Quotidiano di Calabria, 4 Aprile 2007
Ricerca di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Venerdì, 6 Aprile 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_020.html