Diabete e rischio di cancro della prostata: il ruolo della terapia e delle complicanze
A cura di Elisabetta Bühne - Tratto da Univadis, 2 Aprile 2007
Potrebbe esistere una relazione inversa tra diabete e cancro della prostata. Questo è il dato che emerge da recenti metanalisi(1) che hanno rivalutato le evidenze delle singole ricerche e ribadito che nei pazienti diabetici è rilevabile una significativa diminuzione del rischio di sviluppare un cancro prostatico rispetto ai soggetti non diabetici.
In quest’orizzonte di ricerca s’inserisce lo studio VITAL (VITamins And Lyfestyle), studio prospettico di coorte che ha analizzato questa associazione in funzione dei vari trattamenti terapeutici e la presenza di eventuali complicanze. Lo studio ha coinvolto nell’arco di 2 anni 35239 uomini di età compresa tra i 50 e i 76 anni di cui 2141 con una storia positiva per cancro della prostata. I partecipanti hanno compilato un questionario di 24 pagine in cui sono state raccolte informazioni di base relative alla storia clinica, all’attività fisica, alle caratteristiche individuali, alla dieta e ai fattori di rischio tumorali.
L’analisi dei dati permette di affermare che:
- Negli uomini diabetici il rischio di sviluppare un cancro alla prostata è ridotto del 17% rispetto ai non diabetici (hazard ratio 0.83, IC 95% 0.64-1.07). Questo dato è congruente con le conclusioni delle meta-analisi citate di Bonovas e di Kasper. I meccanismi biologici che potrebbero sostenere questa correlazione sono diversi, in particolare il tasso minore di testosterone e di fattore di crescita insulinico (IGF-1), fattori stimolanti la crescita della cellula prostatica ed entrambe carenti nel soggetto diabetico. Inoltre potrebbero essere implicate in questo processo anche le alterazioni a carico di leptina ed insulina.
- I diabetici insulino-dipendenti presentano il 51% in meno di rischio di tumore alla prostata rispetto ai non diabetici (HR 0.49, 95% CI 0.26-0.92) e ciò non appare correlabile con l’assunzione della terapia con antidiabetici orali.
- Nei diabetici con complicanze il rischio si riduce ulteriormente rispetto ai non diabetici (HR 0.36, 95% CI 0.15-0.87) e, in assenza di complicanze macrovascolari, le complicanze microvascolari (essenzialmente le neuropatie) sembrano essere correlate ad un rischio inferiore (HR 0.62, CI 0.39-0.98).
L’interpretazione di questi risultati non è semplice per la presenza di molteplici fattori di confondimento, come già sottolineato dal gruppo di Harvard (2), ma è plausibile affermare che nella coorte di pazienti dello studio VITAL il rischio di sviluppare un tumore della prostata è inferiore nel gruppo di diabetici insulino-dipendenti con complicante microvascolari. Uno degli aspetti più controversi è se l’utilizzo di insulina debba considerarsi, come appare più probabile, solo come indice della severità del diabete o possa essere direttamente correlabile ad un minor rischio di sviluppare cancro alla prostata. Pertanto saranno interessanti nuove ricerche orientate ad approfondire questi aspetti del problema, tenendo conto del tipo di diabete, dei trattamenti terapeutici, della gravità della patologia, delle complicanze e dei biomarkers. La comprensione di queste correlazioni permetterà una migliore conoscenza dei meccanismi eziologici del cancro della prostata.
Bibliografia
- Bonovas S, Filioussi K, Tsantes A. Diabetes mellitus and risk of prostate cancer: a meta-analysis. Diabetologia 2004; 47: 1071-1078
- Kasper JS, Giovannucci E A Meta-analysis of Diabetes Mellitus and the Risk of Prostate Cancer Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2006;15:2056–62 6
- Velicer CM, Dublin S, White E. Diabetes and the risk of prostate cancer: the role of diabetes treatment and complications. Prostate cancer and Prostatic Diseases advance online publication, 10 October 2006; doi:10.1038/sj.pcan.4500914
Tratto da Univadis, 2 Aprile 2007
Ricerca di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Martedì, 3 Aprile 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_019.html