Decine le famiglie sarde, a scadenze fisse, si recano nell’isola francese per risparmiare
Diabete, turisti per necessità in Corsica per acquistare le cure
La Federfarma da poco ha abbassato i costi ma all’estero le cure costano meno
di Paola Medde - Tratto da il Giornale di Sardegna, 25 Marzo 2007
Turisti per necessità. Sono decine le famigie di diabetici sardi che, a scadenze fisse, si imbarcano per la Corsica: le linee della speranza si chiamano Santa Teresa-Bonifacio oppure Porto Torres-Propriano. Cosa cercano? Non cure miracolose. Semplicemente, i presidi sanitari: strisce reattive di uso quotidiano, necessari alla diagnosi e alla terapia. Che nell’isola dirinpettaia costano molto meno di ciò che costano qui. Più che un viaggio di piacere, il loro e un modo per tappare le falle di un servizio sanitario nazionale che garantisce sì, ma non tutto. Non abbastanza. In Italia la cosa funziona così: il servizio sanitario distribuisce gratuitamente ai diabetici un certo quantitativo di presidi attraverso le farmacie convenzionate con la Asl. Nel pacchetto dei prodotti, sono incluse ad esempio le strisce reattive, che servono per la misurazione della glicemia. Una quantità da 125 strisce è quella che il servizio sanitario garantisce mensilmente a ciascun paziente affetto da diabete che utilizza l’insulina. Capita spesso, però, che 125 strisce al mese non siano sufficienti: in molti casi - soprattutto in quelli di bambini e lavoratori - se ne consumano duecento o più, quasi il doppio rispetto a quelle che passa la Asl. Lo sforamento non è però incluso nel pacchetto del servizio sanitario e il paziente lo deve pagare di tasca propria. Difficile calcolare con esattezza quanto sborsi un paziente per acquistare il materiale sanitario necessario, ma secondo le stime dell’associazione regionale Diabete mellito e celiachia, ciascuna famiglia in cui è presente un diabetico arriva a spendere dagli 80 ai 120 euro al mese per il “di più” di presidi sanitari. Questo accade nel Nord Sardegna. Perché, se ci si sposta al sud dell’isola, la spesa diminuisce lievemente, perché i prezzi delle strisce reattive, ad esempio, calano. E se si fa un salto oltremare, diminuiscono vertiginosamente, calano a picco.
IL PARADOSSO è che le strisce in questione sono distribuite da un’azienda italiana, lombarda, per l’esattezza «È una ditta milanese a esportare l’articolo in tutta Europa - spiega Michele Calvisi, presidente dell’associazione regionale Diabete mellito - eppure il nostro è il paese in cui il prodotto cesta di più. E il Nord Sardegna, a sua volta, è una dalla zone in cui è ancora più caro». Un paradosso a cui l’associazione dei farrmacisti ha provato in qualche modo a rispondere: «Di recente, la Federfarma ha trovato un accordo per abbassare il costo di una scatola di 25 strisce da 27 a 17 euro - prosegue Calvisi - ma all’estero i presidi sanitari continuano sempre ad essere più convenienti». Un giallo simile a quello del latte in polvere - quello italiano e uno dei più preziosi di tutta l’Europa - dove un ruolo chiave è giocato dalle lobby farmaceutiche che, qui più che in altri paesi europei, hanno un peso determinante.
Un buono per presidi sanitari la proposta dell’associazione
Un buono per l’acquisto dei presidi sanitari: siringhe, strisce reattive e tutto quanto serve per la diagnosi e la terapia del diabete. È quanto propone l’associazione regionale Diabete mellito all’assessorato regionale alla Sanità. Il buono, spendibile in qualunque farmacia, sarebbe un sistema per far risparmiare allo Stato - che oggi tiene in piedi una gigantesca trafila burocratica per la prescrizione del farmaco - e per rendere più snella la procedura di distribuzione del materiale sanitario che serve ai diabetici per curarsi.
Tratto da il Giornale di Sardegna, 25 Marzo 2007
Ricerca di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 28 Marzo 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_016.html