India, scoppia la polemica sui “cacciatori di corpi”

di Patrizia Feletig - Tratto da Repubblica, suppl. Affari & Finanza 26 marzo 2007

L’India è la destinazione principe non solo nella delocalizzazione delle imprese ma anche dell’outsourcing farmacologico. Sta diventando la più grande clinica di sperimentazione di farmaci sugli esseri umani. E non mancano le polemiche. Sul numero totale di studi in corso nel mondo il 10% è condotto in India ma la tendenza è in ascesa grazie all’abolizione della legge che limitava i test che le aziende straniere potevano condurre nel paese. Negli ultimi 5 anni le ricerche sono decuplicate, secondo Shanhank Joshi, endocrinologo a Mumbay. Nel processo di progettazione di un farmaco, la sperimentazione sull’uomo rappresenta il 40% dei costi di sviluppo: esportata in paesi come appunto l’India si risparmia fino al 60%. Ci sono società americane che conducono metà dei test al di fuori degli Usa (mentre le corporation europee si rivolgono piuttosto all’est Europa). Cure contro il diabete, l’ipertensione, il cancro e l’osteoporosi: tutto si sperimenta in India.

Ma il paese corre ai ripari, e cerca di far passare le autorizzazioni dai comitati etici. Con Contract Reasearch Organisation, centri di sperimentazione locali, si effettuano test in strutture organizzate. Su Internet c’è la possibilità (su siti come www.flatworldsolutions.com o www.igate.com) di trovare le possibilità di condurre sperimentazioni ‘etiche’. Sarà l’esistenza in loco di personale medico specializzato che ha studiato in occidente, ma il timore è che le multinazionali si rivolgano al subcontinente per l’abbondanza di ‘materia prima’, ad ogni livello di test. Dopo le prove su animali, il protocollo per verificare sicurezza ed efficacia prevede 3 fasi: la sostanza è inizialmente testata su individui sani, quindi è somministrata a un numero più elevato di individui affetti lievemente della patologia, infine coinvolge migliaia di malati e dura anni. La forza del risultato si gioca su grandi gruppi omogenei di pazienti: il ‘vantaggio competitivo’ indiano è misurabile in 40 milioni di asmatici, 34 milioni di diabetici, e via dicendo. Definiti “cacciatori di corpi” in un libroinchiesta di Sonia Shah, i ricercatori di Big Pharma sono accusati di sfruttare la povertà per reclutare cavie umane.


Tratto da Repubblica, suppl. Affari & Finanza 26 marzo 2007
Ricerca di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 22 Marzo 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_013.html