Salute, poche calorie allungano la vita

Tratto da Adnkronos, 6 marzo 2007

L’equipe di lavoro guidata da Anthony Civitarese: “Una dieta accorta riduce i radicali liberi che danneggiano le cellule”

Roma, 6 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Poche calorie allungano la vita. Un regime alimentare ‘avaro’ di questi ingredienti della nostra dieta, ma sufficiente a fornire all’organismo tutti i nutrienti necessari - spiega uno studio statunitense - riduce lo stress ossidativo nelle cellule dei muscoli. Dunque contrasta l’invecchiamento.

A promuovere la restrizione calorica come ‘elisir di lunga vita’ è l’equipe di ricercatori del Pennington Biomedical Research Center, in Louisiana, guidata da Anthony Civitarese. “La restrizione calorica - dice lo scienziato su PLos Medicine - è in grado di sostentare perfettamente l’organismo, riducendo solo l’apporto energetico fornito dalle calorie. In questo modo si rallenta il processo di invecchiamento con tutte le conseguenze del caso, ossia le malattie come quelle cardiovascolari, i tumori e l’ictus”.

Senza contare che “meno calorie si introducono con la dieta, minori saranno anche i rischi di avere problemi a controllare i livelli di insulina, anticamera del diabete”, aggiungono i ricercatori Usa, che hanno anche spiegato perché la dieta ipocalorica allunghi la vita. “Il principale fattore di invecchiamento - dicono - è costituito dallo stress ossidativo nelle proteine, nel grasso e nel Dna. E il maggiore carburante di questo meccanismo, cioè gli ossidanti come i radicali liberi - proseguono - si determina quando i mitocondri delle cellule convertono il cibo in energia”. Tutti meccanismi perfettamente osservati nei topi di laboratorio.

Per dimostrare che la restrizione calorica funziona allo stesso modo nell’uomo, Civitarese ha studiato 36 persone sane ma in sovrappeso, divise in tre gruppi. Il primo ha mantenuto il regime alimentare precedente, con il 100% delle calorie introdotte. Il secondo gruppo ha ridotto l’apporto calorico del 25%, il terzo ha tagliato le calorie del 12,5% ma ha aggiunto attività fisica capace di ‘bruciare’ il 12,5% in più di calorie rispetto al passato.

Dopo sei mesi è stato possibile osservare “una migliore funzionalità dell’attività dei mitocondri, con una riduzione sensibile della quantità di calorie da bruciare, sia nel campione in restrizione calorica del 25% sia in quanti avevano seguito un regime alimentare più accorto unito a un po’ di movimento”.

Non solo. “Queste persone hanno avuto anche meno danni da stress ossidativo nel Dna e più mitocondri nei muscoli”. Ma la restrizione calorica è in grado di produrre effetti benefici anche più nel profondo, cioè nei geni. Gli scienziati hanno osservato, questa volta in lieviti, vermi e moscerini della frutta però, l’attivazione di geni ‘amici’ del metabolismo come il Sir2, l’equivalente del Sirt1 dell’uomo.


Tratto da Adnkronos, 6 marzo 2007
Ricerca di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 13 Marzo 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_011.html