Salute: Iss, ecco perché la ‘pancia’ aumenta rischi diabete e infarto

Tratto da Adnkronos Salute, 14 Febbraio 2007

La pancia, cruccio estetico per molti, nuoce anche alla salute. E ora i ricercatori dell’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con la University School of Medicine di St.Louis, hanno scoperto perché il grasso viscerale causa diabete e infarto. “Il filone dei nostri studi su nutrizione e longevità, che conduciamo insieme ai colleghi americani, ha dimostrato per la prima volta - sottolinea il presidente dell’Iss Enrico Garaci, annunciando l’ultima pubblicazione del Dipartimento sanità alimentare e animale dell’Istituto - che c’è una relazione causa-effetto tra grasso viscerale e infiammazione sistemica. Nello specifico - spiega - è l’interleuchina 6 prodotta a elevate concentrazioni, in presenza di grasso viscerale, ad aumentare il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2 o di avere un infarto del miocardio”.

Questo, prosegue Garaci, “avviene perché nelle persone in cui predomina il grasso che si forma all’interno della pancia e non nelle cosce o nei glutei - spiega - le cellule adipose, che immagazzinano le calorie in eccesso sotto forma appunto di grasso, stimolano una condizione di infiammazione sistemica, attraverso la secrezione ad alte concentrazioni di questa importante molecola infiammatoria, l’interleuchina 6 (IL-6), che induce la produzione nel fegato di un’altra importante ‘spia’ d’infiammazione, la proteina C-reattiva. Lo studio, coordinato da Luigi Fontana, ricercatore negli Usa ma anche del Dipartimento di sanità alimentare e animale dell’Iss, è pubblicato sulla rivista ‘Diabetes’.

Il grasso nell’addome - spiega Fontana - si distribuisce in due ‘comparti’: addominale sottocutaneo e addominale viscerale (mesenterico ed omentale). Bensì fosse noto da molti anni che esisteva un’associazione con il rischio di sviluppare diabete mellito e infarto del miocardio, mai nessuno aveva dimostrato una relazione causa-effetto. In un precedente lavoro sul ‘New England Journal of Medicine’ avevamo dimostrato che l’accumulo di grasso a livello addominale sottocutaneo non era una causa di rilievo dell’insulino-resistenza e dell’infiammazione. Infatti, le donne obese a cui avevamo asportato chirurgicamente il 20% del grasso corporeo non avevano migliorato il loro profilo metabolico e infiammatorio.

”Non potendo rimuovere chirurgicamente il grasso viscerale, per risolvere il quesito scientifico - racconta - abbiamo deciso di misurare la concentrazione di alcune molecole prodotte dagli adipociti nel sangue venoso portale e in quello arterioso periferico. Abbiamo così scoperto - continua il ricercatore - che la concentrazione nel sangue venoso portale della IL-6 è doppia rispetto a quello arterioso periferico, dimostrando per la prima volta che il grasso viscerale è un importante fonte dinfiammazione sistemica. Abbiamo inoltre provato una correlazione diretta tra la concentrazione di IL-6 e quella di proteina C-reattiva, entrambe coinvolte nella patogenesi dell’insulino resistenza, l’anticamera del diabete mellito di tipo 2, e dell’infarto cardiaco”. Perciò, raccomanda il ricercatore, “è di estrema importanza, per abbassare il rischio di queste malattie, prevenire nei bambini e nei giovani l’accumulo di grasso addominale viscerale e ridurlo nelle persone che già fanno i conti con l’adipe sull’addome. L’esercizio fisico e una dieta equilibrata, che favorisce l’utilizzo di cibi ricchi di nutrienti e poveri di calorie vuote, sono i nostri principali alleati nel cammino che conduce alla longevità.


Tratto da Adnkronos Salute, 14 Febbraio 2007
Ricerca di Carmelo D’Alessio

Data ultimo aggiornamento: Sabato, 17 Febbraio 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_006.html