Diabete: «Nessun limite alla prevenzione»

Tratto da L’Unione Sarda, Giovedì, 11 Gennaio 2007

«Una delle più grosse scoperte nella lotta al diabete è la striscia reattiva per la misurazione della glicemia. È uno strumento preziosissimo che un paziente deve avere a disposizione quotidianamente per i controlli di routine e ogni qual volta se ne presenti la necessità. È chiaro che su questo argomento non si può stare a discutere sui numeri anche perché i costo dei diagnostici è enormemente più basso rispetto alle cure delle patologie causate dalle complicanze del diabete». Marco Songini, primario della struttura complessa di diabetologia del Brotzu, forte di una consolidata esperienza in materia (riconosciuta anche in campo internazionale) è molto chiaro nell’esprimere il suo punto di vista sulla vicenda che in questi giorni ha visto le associazioni dei diabetici insorgere per pretendere che venga abbattuto il tetto delle 50 strisce reattive messe a disposizione mensilmente a ciascun paziente sardo. Limite che ritorna nel nuovo piano sanitario e che molto spesso costringe i diretti interessati a mettere mano al portafoglio per pagare al farmacista i diagnostici necessari ad arrivare alla fine del mese o, addirittura, a cercare su internet le offerte migliori. Aste on line sulle quali proprio due giorni fa la Fand Sulcis ha chiesto di fare chiarezza presentando un esposto ai carabinieri: «Il problema non è l’acquisto su internet in sé - puntualizza il dottor Songini - sul fatto che qualcuno vada a cercare on line ciò che in farmacia costerebbe il doppio, non ci trovo nulla di anomalo. Il problema è che il paziente diabetico non dovrebbe mai avere bisogno di dover acquistare i diagnostici. Questo strumento dovrebbe sempre essere garantito gratuitamente soprattutto in Sardegna dove i casi di diabete raggiungono cifre da epidemia». Un (triste) primato europeo che impone di investire sulla prevenzione: «Almeno finché non sarà trovata la cura definitiva a questa malattia - insiste il diabetologo - bisogna investire su tutto ciò che può prevenire le complicanze del diabete. E il costo decisamente basso, qual è appunto quello dei diagnostici e sul quale si potrebbe addirittura trattare direttamene con i produttori data l’unicità del caso sardo, può garantire enormi risparmi al servizio sanitario pubblico. Curare le patologie causate dal diabete sarebbe sicuramente più costoso». Certo, può essere utile una normativa finalizzata a evitare sprechi Ğma questo non deve in alcun modo creare disagi a chi vuole tenere costantemente sotto controllo la malattia». Dopo l’incontro avvenuto nei giorni scorsi con le associazioni dei diabetici dall’assessorato regionale alla Sanità è stato, intanto, garantito l’impegno a riesaminare il prontuario previsto dalle attuali normative soprattutto per quanto riguarda il trattamento dei piccoli pazienti che necessitano di maggiori controlli soprattutto finché il diabete non si stabilizza. Sempre dall’assessorato arriva l’invito ai medici di famiglia e ai diabetologi a fare in modo che la scarsa informazione non crei inutili intoppi ora che la distribuzione dei diagnostici avviene direttamente in farmacia. Perché spesso la poca disponibilità e la disinformazione nel recepire le norme crea più problemi della norma stessa. Stefania Piredda


Tratto da L’Unione Sarda, Giovedì, 11 Gennaio 2007
Ricerca di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 12 Gennaio 2007 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2007/r2007_003.html