Scienze
Scoppia la guerra delle merendine
di Mauro Casadio - Tratto da IFGonline Mercoledì 29 Novembre 2006
Un’importante associazione americana anti-diabete finanziata da aziende che producono alimenti ad alto contenuto calorico. Negli Stati Uniti succede anche questo. A smascherare l’evidente conflitto d’interessi dell’American Diabetes Association ci ha pensato il New York Times con un’imponente inchiesta. I vertici dell’associazione salutista ammettono la contraddizione e decidono di rinnovare il parco-sponsor.
“DOLCI” SPONSOR Negli ultimi decenni, l’Ada ha svolto una pressante opera di diffusione di informazioni all’opinione pubblica statunitense e internazionale sul diabete, sui fattori di rischio e sui corretti stili di vita e alimentari da adottare per prevenirne l’insorgenza. Ma tra i principali sponsor dell’Ada figurano da anni case produttrici di alimenti ad elevatissimo contenuto calorico, che tentano di associare i propri marchi all’immagine salutista dell’associazione.
CAMBIAMENTO RADICALE Ultimamente i vertici dell’Ada hanno avviato un profondo ripensamento della strategia di raccolta fondi dell’ente. Troppe ambiguità, troppe presenze ingombranti: l’Ada ha così deciso di non rinnovare i contratti di sponsorizzazione con le aziende alimentari produttrici di bevande e cibi ad elevato contenuto calorico (stiamo parlando di diversi milioni di dollari) e di cercare nuovi sponsor in sostituzione. “Abbiamo dato una stretta – ammette il direttore dell’Ada Richard Kahn – stabilendo nuovi parametri per le sponsorizzazioni, perché eravamo bombardati dalle richieste di decine e decine di aziende alimentari che ci proponevano i prodotti più vari chiedendoci di essere ‘orgogliosi sponsor’ della nostra associazione”.
IL GIRO DI VITE NON SODDISFA Le associazioni di pazienti e consumatori sottolineano in una nota come l’American Diabetes Association sia ancora troppo legata a interessi economici non trasparenti: gli introiti da aziende alimentari e farmaceutiche infatti hanno toccato nel 2005 quota 23 milioni di dollari. “Forse sarebbe il caso che l’Ada cambi nome in American Junk Food Association (Associazione americana del cibo-spazzatura, ndr)”, ironizza Gary Ruskin, direttore di Commercial Alert, un gruppo di tutela dei diritti dei consumatori. L’Ada ribatte a queste accuse rivendicando la totale indipendenza dagli interessi degli sponsor, e come prova ricorda di aver recentemente pubblicato uno studio che va contro la tendenza a prescrivere farmaci di alto costo ai pazienti a rischio diabete. I critici a loro volta fanno notare che l’influenza delle aziende farmaceutiche sulla politica dell’Ada è percepibile nell’enfasi che l’American Diabetes Association pone nel tema del trattamento farmacologico dei diabetici, con una minor attenzione posta al tema della prevenzione basata sulle modifiche allo stile di vita e dieta. “Non si tratta di favoritismi verso le aziende farmaceutiche – ribatte Kahn – ma di scetticismo verso la capacità dei diabetici di modificare sostanzialmente e profondamente il loro stile di vita, perdendo peso e facendo esercizio fisico”. Insomma, la guerra delle merendine è appena iniziata.
Tratto da IFGonline Mercoledì 29 Novembre 2006
Ricerca di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 29 Novembre 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_064.html