Dalla Danimarca l’allarme sulla diffusione della malattia. E sullo stile di vita che pochi seguono
Diabete e cuore, in arrivo le linee guida
di Elvira Naselli - Tratto da La Repubblica, 28 Settembre 2006
COPENHAGEN
Il diabete malattia sociale, “epidemia” che avanza a velocità crescente e rischia di mandare in frantumi con le sue drammatiche conseguenze - cecità, danni ai reni, malattie cardiovascolari - i già provati bilanci sanitari dei paesi. Il diabete che guadagna terreno nei paesi in via di sviluppo dove non c’è denaro per le terapie e molti bambini con il diabete tipo 1 (insulino-dipendente) muoiono perché non hanno accesso all’insulina. Il diabete provocato dal cattivo stile di vita e dall’obesità. Perché il diabete tipo 2, la forma più frequente, che nell’80 per cento dei casi si associa a obesità, si può prevenire: con una dieta sana e aumentando l’attività fisica.
Si può ma non ci si riesce, come hanno sottolineato esperti di tutto il mondo a Copenhagen, al recente congresso annuale dell’EASD (Assoc. europ. per lo studio del diabete), dove sono state preannunciate le prime linee guida specifiche su patologie cardiache e diabete. Estremamente importanti dato che la prima causa di morte nei diabetici è la malattia cardiovascolare. Le linee guida congiunte dell’EASD e dell’ESC (la Società europea di Cardiologia) verranno pubblicate prima di Natale sulle riviste ufficiali delle due società (Diabetologia e European Hearth Journal) ma anche on line (www.escardio.org). Centonovantasette pagine, 700 riferimenti, 72 raccomandazioni: aiuteranno i medici a definire, classificare e fare lo screening delle malattie cardiovascolari nei pazienti diabetici ma anche ad identificare e monitorare le alterazioni della tolleranza al glucosio nei cardiopatici. Serviranno, infine, ad affrontare lo stadio insidioso di pre-diabete, anch’esso afflitto da aumentato rischio cardiovascolare. Per questo motivo, si porrà maggiore attenzione sui pazienti a rischio, per familiarità, età, indice di massa corporea, circonferenza addominale, ipertensione.
“Le linee guida si fondano sulle informazioni disponibili”, spiega Ele Ferrannini, presidente EASD, “e daranno indicazioni cliniche precise per ogni possibile patologia cardiaca, in particolare per le donne con alterazioni glucometaboliche, le quali hanno un rischio più elevato di malattie cardiovascolari”. Al congresso è stato presentato lo studio DREAM, su 5269 pazienti con tolleranza al glucosio alterata ma non ancora diabetici. Secondo questo studio, il farmaco rosiglitazone, insieme ad uno stile di vita SALutare, riduce del 60% la probabilità di sviluppare la malattia. Ma c’è cautela: i farmaci hanno sempre effetti collaterali, ha senso darli a persone che potrebbero sviluppare la malattia dopo anni?
Tratto da La Repubblica, 28 Settembre 2006, pag. 14
Ricerca a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Martedì, 10 Ottobre 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_052.html