Si chiama «Cvx 300» ed è in grado di distruggere trombi e di curare occlusioni di vasi sanguigni, aneurismi cerebrali e la cancrena del piede di origine diabetica
Il laser «polverizzatore» debutta al Policlinico
La nuova tecnologia «a freddo» per la prima volta in Europa verrà sperimentata all’ospedale di Borgo Roma
Tratto da L’Arena, Martedì 20 giugno 2006
Policlinico di Borgo Roma, parte la prima sperimentazione clinica italiana ed europea per il laser «freddo», una tecnologia capace, «polverizzando» i trombi, di curare ad esempio occlusioni dei vasi sanguigni, gli aneurismi cerebrali o anche la cancrena del piede che insorge a causa del diabete.
La sperimentazione di questo laser, l’unico del genere approvato dalla Food and drug administration (l’ente americano di controllo per la salute) «avverrà in 18 diversi centri, con 20 casi da trattare ciascuno», spiega Carlo Alberto Adami, direttore di chirurgia endovascolare all’Università di Verona e pioniere in Europa per gli interventi mini-invasivi su aneurismi dell’aorta, «per ciascun centro potrà volerci un mese, o forse tre, per completarla ma sicuramente finiremo entro l’anno».
«È un laser completamente innovativo», continua Adami, «io l’ho già provato e ne sono entusiasta. Ci sono già risultati eclatanti che provengono da centri severissimi e prestigiosi come quelli di Washington e Lipsia», dati secondo cui utilizzare questo laser per trattare la cancrena del «piede diabetico» permette di evitare nel 90-93 per cento dei casi di amputare l’arto, a sei mesi dall’intervento.
Il laser in questione è «solo» un raggio di luce, anche se molto particolare: è sottile quanto la punta di una matita, ha una temperatura di 40 gradi ed è capace, grazie ad un catetere di fibre ottiche, di polverizzare al contatto un trombo in particelle piccole un millesimo di millimetro.
«Freddo» anche nel nome (si chiama Cvx 300), questo rivoluzionario laser è stato portato in Italia da Arnaldo Meloni, ingegnere chimico della Spectranetics, società fondata in Colorado (Usa) da uno dei fisici del Pentagono. Oggi, al congresso di Verona, il Cvx 300 sarà protagonista anche di alcune dimostrazioni dal vivo su tre pazienti.
Il funzionamento del laser Cvx 300 si basa sull’emissione di fotoni (le «particelle» della luce) da parte di atomi di un gas appositamente stimolati. «In virtù del gas utilizzato», spiega Meloni, «per esempio elio, argon, olmio, si ottengono laser diversi. Attualmente ve ne sono più di 60 tipi, che in chirurgia vengono impiegati come bisturi di precisione o in oculistica per correggere i difetti refrattivi come miopia, astigmatismo e ipermetropia».
In Italia, continua Meloni, di Cvx 300 ne hanno già ordinati tre a Roma, due a Milano, uno a Brescia e uno a Padova, anche se nessuno di questi è ancora stato installato. E il motivo non è certo il costo: «Per un laser a freddo bastano 250 mila euro», aggiunge l’ingegnere, «quando per una Tac ne servono 800 mila, o due milioni di euro per una Pet».
Tratto da L’Arena, Martedì 20 giugno 2006
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Venerdì, 23 Giugno 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_045.html