Presentati gli Annali di Diabetologia AMD 2006
Tratto da Salute Europa, 4 Aprile 2006
È stato presentato questa mattina a Roma, all’Istituto Superiore di Sanità, il primo rapporto nazionale sugli “Indicatori di qualità dell’assistenza diabetologica in Italia”, gli “Annali di Diabetologia AMD (Associazione Medici Diabetologi) 2006”. Si tratta di una fotografia del diabete in Italia che promuove, nel complesso, la qualità dell’assistenza fornita nel nostro Paese, anche se i dati indicano la necessità di interventi terapeutici più incisivi soprattutto sui principali fattori di rischio cardiovascolare poiché risultano ancora troppi i diabetici con valori di colesterolo e pressione arteriosa elevati che non vengono trattati con i farmaci adeguati. Il documento è nato dalla collaborazione tra il Centro Studi e Ricerche AMD ed il Consorzio Mario Negri Sud. Ed è stato pensato per rappresentare un riferimento utile e necessario per il Ministero, le Regioni, l’ASSR e tutte le istituzioni che si occupano di politica e organizzazione sanitaria per permettere di migliorare l’assistenza ai diabetici in Italia).
Gli annali AMD analizzano i dati raccolti da 86 Servizi di diabetologia italiani, che si sono dotati di una cartella clinica informatizzata in grado di garantire l’estrazione standardizzata delle informazioni. Globalmente sono stati presi in considerazione 121.248 diabetici visitati nel 2004, 6999 affetti da diabete di tipo 1 (la forma che necessita di trattamento con insulina), e 114.249 con diabete tipo 2 (una volta definito senile e curato con farmaci orali).
Dai principali risultati dell’analisi si evidenzia come il monitoraggio dell’emoglobina glicosilata (HbA1c) rappresenti ormai parte integrante dell’assistenza nella quasi totalità dei pazienti (90% nel diabete di tipo 1 e 88% nel tipo 2; inoltre, il grado complessivo di compenso glicometabolico nella popolazione assistita è buono anche se i risultati indicano la necessità di migliorare l’intervento terapeutico: l’ HbA1c risulta infatti superiore a 7 in un’altissima (74,5%) percentuale di pazienti con diabete di tipo 1 e in oltre la metà (56,9%) dei pazienti di tipo 2.
Nonostante l’elevato rischio cardiovascolare dei pazienti con diabete, il monitoraggio del profilo lipidico è eseguito meno sistematicamente rispetto a quello glicometabolico. Infatti oltre un terzo dei pazienti (37,1% nel tipo 1 e 35,5% nel tipo 2) non presenta rilevazione di dati. Per quanto concerne la terapia sono ancora molti i pazienti che andrebbero trattati, perché con valori di colesterolo LDL superiori a 130 mg/dl, e invece non lo sono (29% nel tipo 1 e 36,4% nel tipo 2). Analogamente anche il monitoraggio della pressione arteriosa risulta effettuato meno sistematicamente.
Oltre un terzo dei soggetti con diabete di tipo 2 risulta obeso (38,3% con BMI superiore a 30) e meno del 20% risulta normopeso. Nei pazienti con diabete tipo 1 invece, risulta in sovrapeso od obeso una quota molto modesta (11.1%).
Il monitoraggio della funzione renale sembra essere eseguito più frequentemente nei soggetti con diabete tipo 1: 58,6%. La percentuale scende al 48.1% per i soggetti con tipo 2. Infine, solo un quinto dei pazienti presenta informazioni relative alla valutazione del piede nel corso dell’anno. Tali dati sottolineano la necessità di intensificare il monitoraggio di due delle complicanze più invalidanti del diabete.
“Gli indicatori che sono stati elaborati dal data base nazionale non sono tutti quelli che si potrebbero estrarre, perché a oggi c’è una differenza talvolta sostanziale tra quello che si fa realmente e quello che si registra in maniera codificata: in genere molto meno - ha affermato Giacomo Vespasiani, Direttore Centro Studi e Ricerche AMD - tuttavia, il sistema è impostato e automatizzato e dunque con il miglioramento della qualità dei dati raccolti si otterranno negli anni informazioni sempre più precise e complete e con uno sforzo progressivamente minore”.
Tratto da Salute Europa, 4 Aprile 2006
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Lunedì, 10 Aprile 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_031.html