Diabete: 3 Mln italiani malati più 1 Mln che non lo sa, allarme bambini
Tratto da Adnkronos salute, 23 marzo 2006
Sono oltre tre milioni i diabetici nel nostro Paese, cui si somma un altro milione di italiani che ancora non sa di esserlo. Sono tutti casi di diabete di tipo II, cui vanno aggiunti i 120.000 malati della forma infantile (tipo I). Ma il problema è che stiamo registrando in Italia una preoccupante crescita del tipo II nei bimbi e negli adolescenti, una volta risparmiati dalla malattia. A lanciare l’allarme è Antonio Pontiroli, presidente della Società italiana di diabetologia e direttore della divisione medicina II dell’ospedale S. Paolo di Milano, nel corso del V Convegno nazionale Diabete-obesità, oggi nel capoluogo lombardo.
“Un’emergenza subdola: in media la diagnosi arriva 8 anni dopo la malattia, nonostante basterebbe una banale analisi del sangue per rivelarla. Ma i primi sintomi spesso sono così blandi - spiega Pontiroli - da non insospettire gli stessi pazienti. E ancora in pochi pensano a controlli e prevenzione. Sotto accusa lepidemia di chili di troppo che sta colpendo il nostro Paese. Diabete e obesità sono strettamente legati. E secondo le stime, nel giro dei prossimo venti anni il numero dei diabetici e destinato ad aumentare del 50%, precisa Pontiroli. Sono due i maggiori imputati di questa situazione - sottolinea Michele Carruba, presidente della Societa italiana obesità - lalimentazione piu ricca di cibi grassi e zuccheri e la riduzione drastica del movimento. Insomma, complici ascensori, scale mobili, auto e bus ci muoviamo molto meno dei nostri nonni, e il risultato e che oggi malattie come il diabete toccano da vicino anche i bambini. Sovrappeso, ipertesi e diabetici gia a 15 anni, i piccoli italiani se la passano male. E a 18-19 anni si ritrovano dal diabetologo.
Secondo uno studio ancora in corso, condotto su 5.070 alunni delle scuole elementari di Milano e Monza dal gruppo di Simonetta Genovesi dell’universita di Milano Bicocca - dice Pontiroli - emerge che il 3,7% dei piccoli di 6-11 anni ha valori di pressione arteriosa oltre la norma, un dato che sale al 22,2% fra i bimbi obesi. Il fatto è che il 50% degli obesi dopo 25 anni di chili in eccesso è diventato diabetico”. “Insomma, a causa dell’obesità il diabete di tipo II, un tempo detto senile, aumenta in modo vertiginoso fra i giovani - prosegue Pontiroli - Dati recenti indicano che il 6% dei ragazzi obesi tra i 6 e i 17 anni in Europa è colpito da questa malattia. E nei centri di diabetologia italiani è sempre più alto il numero dei giovani diabetici che si presentano con complicanze cardiovascolari già a 30 anni. Persone di fatto a rischio di infarto e altre malattie del cuore”.
“Contro mali che vanno a braccetto come diabete e obesità occorre intervenire sullo stile di vita: migliorando l’alimentazione - sottolinea Carruba - ma soprattutto facendo fare ai nostri figli attività fisica, a scuola e nel tempo libero”. “La terapia del diabete nel soggetto obeso è particolarmente difficile - aggiunge Pontiroli - ma la riduzione di 10 kg di peso permette di ottenere, da sola, un miglioramento del compenso glicemico inimmaginabile con i farmaci”. Non solo, ma negli obesi la modifica dello stile di vita o l’uso di farmaci capaci di ridurre l’assorbimento intestinale di zuccheri o lipidi e di migliorare la sensibilità all’insulina possono ridurre i nuovi casi di diabete dal 35 al 60%. Con un risparmio di sofferenze, ma anche di denaro. Il diabete nei Paesi industrializzati costa 3 mln di vite l’anno. Senza considerare i 2.800 euro spesi in media a paziente in Italia, cioè 8,5 miliardi di euro l’anno, concludono gli esperti.
Tratto da Adnkronos salute, 23 marzo 2006
Ricerca a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 29 Marzo 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_025.html