Donne al cuore del problema
Di Gianluca Casponi - Tratto da Dica33.it 17 Febbraio 2006
Gli uomini non comprendono il cuore delle donne. Se questa affermazione è spesso valida per i rapporti amorosi, lo è altrettanto per la diagnostica cardiovascolare. Il problema è aggravato dall’ostracismo che le donne si trovano a dover fronteggiare per raggiungere i vertici della sanità italiana. Il tema è stato affrontato durante la conferenza stampa di presentazione del convegno “Una donna per il cuore” che si è tenuta lo scorso 3 febbraio a Roma. “Esiste - spiega Maria Luisa Bianco, docente di Sociologia all`università del Piemonte orientale - quello che Oltreoceano chiamano il tetto di cristallo, cioè un ostacolo che non si vede ma che impedisce alle donne di raggiungere posizioni di vertice in settori di primaria importanza”. Nel nostro paese, infatti, solo l’11 per cento dei primari è di sesso femminile e lo è solo il 3,2 per cento dei posti di direttore di azienda ospedaliera e ASL. Per questo le donne chiedono più spazio soprattutto nell’ambito delle malattie cardiovascolari. La richiesta appare sensata se si consultano i dati epidemiologici, secondo i quali le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nelle donne negli USA ed in tutti i paesi industrializzati del mondo. Complessivamente questa classe di patologie è responsabile della morte di più di 500.000 americane l’anno, pari al 41,3 delle morti complessive tra il sesso femminile, più di tutti i tipi di cancro sommati. “In Italia – fa notare Maria Grazia Modena, presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC) – a morire per cause cardiovascolari sono circa 120.000 donne ogni anno. Nonostante l’evidenza di questi dati, si continua a considerare il problema come specifico del sesso maschile. La sostanziale sottostima del fattore di rischio ha creato la percezione paradossale che la cardiopatia ischemica non sia una malattia delle donne. Niente di più sbagliato”.
Bisogna arrivare prima
La diagnosi tardiva è un’aggravante che è stata sottolineata da Maria Penco, Professore Straordinario di Cardiologia presso l’università dell’Aquila, che ha fatto notare che le malattie cardiovascolari colpiscono le donne circa 10 anni più tardi rispetto agli uomini e si presentano con sintomatologia diversa, in genere più sfumata e di più difficile interpretazione. Per questo motivo possono passare inosservate ed essere sottovalutate. “I fattori di rischio cardiovascolare – ricorda Penco – hanno un peso prognostico peggiore nelle donne. L’epidemiologia – continua – ha dimostrato che il diabete si associa ad un rischio due volte maggiore rispetto agli uomini e che nelle donne l’interazione tra fumo e ipertensione espone le donne ad un rischio di ictus maggiore che negli uomini”.Quando gli ormoni spariscono
Altro fattore che gioca a sfavore delle donne è la fine dell’età fertile e la conseguente caduta del cosiddetto “ombrello estrogenico”. La donna, infatti, si differenzia dall’uomo anche nella manifestazione della malattia aterosclerotica. La donna inizia a formare le placche aterosclerotiche intorno ai 50 anni, arrivando a manifestare i segni clinici dell’ischemia dai 50 anni in su. “Per anni – aggiunge Modena – i medici si sono occupati della cura delle malattie ischemiche nelle donne basandosi, paradossalmente, su protocolli terapeutici sviluppati per il sesso maschile e pretendendo una risposta clinica simile. Occorrono – prosegue – studi specifici dedicati alla migliore comprensione della patologia coronarica ed alle sue differenze legate al genere, oltre a particolari politiche volte al trattamento aggressivo dei fattori di rischio nella donna al fine di rendere – conclude – l’età postmenopausa come un periodo di serenità piuttosto che era di cardiopatia ed inabilità”.Gianluca Casponi
(Conferenza stampa di presentazione del convegno “Una donna per il cuore”. Roma, 3 febbraio 2006)
Tratto da Dica33.it 17 Febbraio 2006
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 15 Marzo 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_021.html