Prevenzione e ricerca
Staminali e terapia genica: nuovi farmaci
Le previsioni di Giuseppe Remuzzi e Claudio Bordignon e dei massimi esperti nelle varie discipline della medicina
di Daniele Diena - Tratto da Repubblica, 12 Gennaio 2006
Una medicina che punterà sempre più alla prevenzione e alla riparazione del difetto all’origine della malattia, secondo una nuova filosofia orientata ad intervenire più a monte del processo patogenetico che sui suoi effetti finali. Terapia genica, cellule staminali, ma anche bioingegneria e robotica i bracci operativi di questa nuova frontiera delle cure che si svilupperà nel 2006 e nei prossimi anni insieme a nuove possibilità diagnostiche, sempre più precise e meno invasive.
“Credo molto nella prevenzione”, dice Giuseppe Remuzzi, direttore del dipartimento di Medicina Specialistica e Trapianti dell’Istituto Mario Negri di Bergamo, che con i suoi studi sull’immunologia dà maggior lustro alla ricerca italiana. “Malattie come il diabete e le patologie cardiovascolari, tra le più diffuse nel mondo, si possono prevenire: un recente lavoro pubblicato su Lancet dimostra che il rischio d’infarto può essere predetto misurando semplicemente la circonferenza addominale, controllo che sembra avere una precisione addirittura superiore alla misurazione della pressione arteriosa”.
Conferme dell’efficacia della prevenzione nel diabete arrivano anche da studi americani e svedesi che fanno auspicare “una maggiore attenzione al tema da parte dei governi”, per una malattia altamente invalidante, dai forti costi sociali e che nel 2030 avrà 300 milioni di malati. Il problema della prevenzione però, come afferma Remuzzi, è che “spesso non c’è il giusto equilibrio tra gli interessi del malato e quelli dell’industria farmaceutica, troppo condizionata dal mercato”. “Si fanno enormi investimenti per farmaci nuovi che poi risultano spesso deludenti”, osserva Remuzzi. “Guardiamo i tumori: considerando la trentina di nuovi chemioterapici approvati negli ultimi anni, il vantaggio di aumento medio della sopravvivenza a 5 anni oscilla tra 0 e 3 mesi soltanto”. E questo mentre ci sono vecchi farmaci di cui è scaduto il brevetto che rivelano ancora nuove doti, tutte da esplorare. è il caso degli ace-inibitori, per molto tempo protagonisti della cura dell’ipertensione, mandati in pensione qualche anno fa dalla categoria emergente dei sartani ed ora di nuovo alla ribalta. Il National Institute for Health americano ha appena annunciato che per la prima volta il numero dei nuovi casi d’insufficienza renale, che aumentavano del 10-20% all’anno, si sono stabilizzati. Il merito, stando a due studi sugli ace-inibitori dell’università di Chicago e del San Raffaele di Milano, è proprio di questi vecchi farmaci che nessuno vuole più studiare: “Riducono il passaggio delle proteine nelle urine”, aggiunge Remuzzi, criticando il fatto che i sartani li hanno mandati in pensione senza che sia mai stato fatto un confronto d’efficacia tra le due categorie. “Stranezze” della ricerca farmaceutica che l’immunologo del Negri ha recentemente segnalato allo European Research Council - panel d’esperti che decide priorità e investimenti - sollecitando che si finanzi di più la ricerca indipendente, quella sganciata dagli interessi industriali.
Intanto secondo Remuzzi il 2006 sarà l’anno della svolta per la terapia genica. Il Parkinson tra le prime malattie che se ne gioveranno: quest’anno dovrebbe svilupparsi la sperimentazione clinica della terapia genica. Nella scimmia modificando il difetto genetico si controlla non solo il tremore, ma la malattia. Buone prospettive anche per i bambini che, soffrendo di immunodeficienza congenita, vivono in caratteristiche “bolle” per difendersi dalle infezioni: identificato recentemente l’enzima mancante, con la terapia genica si modificherà il Dna per fargli esprimere appunto l’enzima.
Nel 2006 si estenderà anche l’applicazione clinica delle cure con le cellule staminali. “Tra le più promettenti ci sono le staminali neurali”, spiega Claudio Bordignon, direttore scientifico del San Raffaele di Milano, “si faranno sperimentazioni su modelli animali sulla scimmia e verso la fine dell’anno potrebbero esserci le prime sperimentazioni cliniche su malati di sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica”. Un’altra applicazione in sviluppo riguarda il cuore per riparare i danni dello scompenso e dell’infarto. Nuove speranze anche per i bimbi talassemici e quelli affetti dalla distrofia di Duchenne: “Pensiamo di curarli con staminali di soggetti sani, ma anche con staminali di malati geneticamente modificate con la bioingegneria”, conclude Bordignon, “nel 2006 si definiranno i primi protocolli terapeutici”. Infine si prevede la diffusione delle staminali corneali, già usate per i pazienti che hanno “rigettato” quelle trapiantate.
Tratto da Repubblica, 12 Gennaio 2006
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Martedì, 17 Gennaio 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_006.html