Obesità e sovrappeso
Basta poco per fare un salto di qualità
Tre settimane di dieta ed esercizio possono migliorare notevolmente le condizioni di persone obese e in sovrappeso
di Antonella Sparvoli - Tratto da Il Corriere della Sera, 10 Gennaio 2006
Bastano tre settimane di dieta ed esercizio perché la salute di persone obese o in soprappeso afflitte da sindrome metabolica (quell'insieme di disturbi e malattie che nel loro complesso aumentano il rischio cardiovascolare) e diabete di tipo 2 migliori in modo considerevole persino in assenza di un importante dimagrimento. Lo dimostra uno studio appena pubblicato sull’edizione online del Journal of Applied Physiology.
LO STUDIO – La ricerca, condotta negli USA, ha visto come protagonisti 31 uomini con sindrome metabolica, diabete e semplicemente obesi o in soprappeso. Ai partecipanti è stato chiesto di seguire una dieta a basso contenuto di grassi e ricca di fibre senza però limitazioni sulle calorie complessive, quindi non finalizzata alla perdita di peso. Accanto agli accorgimenti alimentari, gli uomini coinvolti si sono impegnati ad allenarsi su un tapis roulant tutti i giorni per 45-60 minuti. Ebbene, già dopo tre settimane, questi accorgimenti sullo stile di vita hanno indotto in circa la metà dei partecipanti un’inversione di tendenza, migliorando diversi parametri responsabili di un maggior rischio cardiovascolare, tra cui resistenza all’insulina e livelli elevati di colesterolo.
COSTANZA - «La sindrome metabolica è data da un aggregato di elementi indicatori di possibilità maggiori di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari. Fare attività fisica e seguire un regime alimentare che non favorisca la formazione di arteriosclerotsi, in cui si dia importanza alla qualità della calorie piuttosto che alla quantità aumentando le fibre e più in generale i vegetali, può indubbiamente avere risvolti positivi. L’esercizio cambia il metabolismo delle fibrocellule muscolari e già in tre settimane è possibile intravedere dei miglioramenti. Ovviamente se non si prosegue in questa direzione, la situazione tende nuovamente a regredire», commenta il professor Riccardo Vigneri, direttore della Divisione clinicizzata di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Ospedale Garibaldi di Catania. In chi soffre di sindrome metabolica basta quindi poco per fare un salto di qualità. “Come del resto”, precisa Vigneri “basta perdere pochi chili per correggere addirittura alterazioni della glicemia”.
LE IMPLICAZIONI – «La sindrome metabolica, il diabete e l’obesità non sono semplicemente condizioni di pertinenza medica, ma anche ed essenzialmente problematiche sociali. Per dare un taglio a queste patologie non basta intervenire a livello medico, ma sono fondamentali anche interventi a livello di politica sanitaria e sociale» fa notare l’esperto. «Vanno prese misure mirate ad incentivare abitudini di vita più salutari un po’ come si sta facendo negli Stati Uniti, dove si stanno già prendendo “accorgimenti sociali”. Per esempio, è sempre più diffuso il divieto di mettere distributori di bevande dolcificate nelle scuole, le mense sociali e aziendali tendono a proporre menù poveri di grassi e ricchi di fibre, ancora i Comuni sono obbligati dai cittadini ad investire una quota in piste ciclabili e zone pedonali, infine molte attività sportive sono gratuite. Se non si interviene anche con questo tipo di misure sarà difficile invertire la tendenza sempre più marcata verso obesità e malattie correlate».
Tratto da Il Corriere della Sera, 10 Gennaio 2006
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Giovedì, 12 Gennaio 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2006/r2006_005.html